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L'arresto di Francesco Bello

L'arresto di Francesco Bello

Usura, sequestrati sette immobili

SAN VITO DEI NORMANNI – I carabinieri della compagnia di S.Vito dei Normanni stanno completando in queste ore la notifica del sequestro preventivo dei beni a Francesco Bello, il commerciante di ferramenta di S.Vito arrestato il 30 dicembre del 2010 in flagrante reato di usura, mentre intascava le banconote di una “rata” versata da un agente di commercio che si era rivolto a lui per ottenere un prestito. Bello, 76enne, è già stato condannato a tre anni di reclusione per una sola delle circostanze contestategli.

SAN VITO DEI NORMANNI - I carabinieri della compagnia di S.Vito dei Normanni stanno completando in queste ore la notifica del sequestro preventivo dei beni a Francesco Bello, il commerciante di ferramenta di S.Vito arrestato il 30 dicembre del 2010 in flagrante reato di usura, mentre intascava le banconote di una "rata" versata da un agente di commercio che si era rivolto a lui per ottenere un prestito. Bello, 76enne, è già stato condannato a tre anni di reclusione per una sola delle circostanze contestategli.

L'agente di commerciò che denunciò i datti ai carabinieri, aveva chiesto a Bello un prestito di 33mila euro e poi aveva dovuto affrontare il pagamento di tre rate mensili di interessi: 400 euro il 6, il 15 e il 30 di ogni mese. Se qualche rata saltava, il debito complessivo lievitava. Il 30 dicembre l'imprenditore si recò nel negozio di ferramenta in via Regina Elena, civico numero 2, e consegnò la somma dovuta.

Appena il debitore uscì nuovamente in strada, entrarono alcuni clienti speciali, che i ferri se li portavano appresso. Bello tuttavia ammise ogni addebito, e fu assegnato ai domiciliari anche in considerazione della sua età. I carabinieri sequestrano copioso materiale documentale, inclusi gli elenchi dei prestiti. Il giro, a quel momento, ammontava a 600mila euro.

I beni sequestrati hanno un valore di 1,2 milioni di euro - secondo quanto anticipato dai carabinieri - e consistono in sette immobili tra appartamenti e locali commerciali direttamente o indirettamente attribuiti a Bello. Si tratta, più precisamente, di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, misura patrimoniale prevista dall'articolo 12 sexies del decreto 306/92 convertito dalla legge 356/1992, che comporta per l'applicabilità la condanna o l'applicazione della pena su richiesta anche per il reato di usura (oltre che per mafia, riciclaggio, riduzione in schiavitù, trasferimento fraudolento di beni ed altro).

I dettagli dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa in mattinata presso il comando provinciale dei carabinieri.

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