Cronaca Mesagne

Va nel Salento per rubare un'auto: la polizia arresta il figlio di Pino Rogoli

Era andato fino a Porto Selvaggio, marina di Nardò (Lecce), per rubare una Fiat 500. Ma il suo tentativo di furto è culminato con un arresto dopo un inseguimento nella campagne. In manette è finito Angelo Rogoli, 44 anni, di Mesagne, figlio del fondatore della Scu, Pino Rogoli. Il 44enne non aveva mai avuto problemi con la giustizia

NARDO’ – Era andato fino a Porto Selvaggio, marina di Nardò (Lecce), per rubare una Fiat 500. Ma il suo tentativo di furto è culminato con un arresto dopo un inseguimento nella campagne. In manette è finito Angelo Rogoli, 44 anni, di Mesagne, figlio del fondatore della Scu, Pino Rogoli. Il 44enne non aveva mai avuto problemi con la giustizia. La sua fedina penale era immacolata. Si guadagnava da vivere lavorando come pompista in un’autofficina. 

Nel primo pomeriggio di ieri (19 luglio) Angelo Rogoli ha tentato la sortita sul litorale neretino. Intorno alle ore 14,40, alcune persone hanno notato una persona con cappellino a visiera che si aggirava con fare sospetto nei pressi di una 500 parcheggiata vicino a un noto stabilimento balneare in località Serra Cicora. Si trattava appunto di Angelo Rogoli.

La segnalazione è prevenuta presso la sala operativa della questura di Lecce, che ha inviato sul posto una pattuglia del commissariato di Nardò. Quasi in contemporanea Angelo Rogoli-2, un utente del lido aveva indicato ad altre due persone la presenza di quell’individuo che armeggiava intorno all’utilitaria. Queste si sono subito messe all’inseguimento del mesagnese, che è riuscito a dileguarsi per i campi circostanti.

Ma nel frattempo, grazie alle indicazioni telefoniche fornite degli inseguitori, i poliziotti, percorrendo un itinerario alternativo rispetto a quello seguito dal mesagnese, sono riusciti a intercettarlo. La Volante non poteva addentrarsi in quella zona.

Un gente con la passione per la corsa di fondo e le mezze maratone, allora, ha proseguito l’inseguimento a piedi, fermando nel giro di pochi minuti il fuggitivo. Da quanto appurato dalle forze dell’ordine, il 44enne era riuscito a forzare la portiera della 500, manomettendo l’impianto elettrico. Quando è stato colto sul fatto dall’utente dello stabilimento, Rogoli ha abbandonato sul posto alcuni arnesi da scasso. Ancora pochi istanti e sarebbe riuscito a impossessarsi dell’auto.

La proprietaria della vettura, una 48enne di Bari, si è accorta del tentativo di furto solo quando ha tentato invano di aprire la portiera con il telecomando. Una volta espletate le formalità di rito, Angelo Rogoli, di concerto con il pm di turno del tribunale di Lecce, Maria Vallefuoco, è stato accompagnato presso la sua abitazione di Mesagne, in regime di arresti domiciliari. E’ accusato di tentato furto aggravato. Il commissariato di Nardò eseguirà inoltre il provvedimento di foglio di via obbligatorio a carico del mesagnese, con l’obbligo di non fare più ritorno nel territorio di Nardò. 

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