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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Vacilla l'ordinanza: annullato arresto Stano

MESAGNE - Era finito nell’elenco, sottoposto a custodia cautelare per il tentato omicidio di Francesco Palermo, delitto su commissione con incarico “esterno” alla Scu da 10mila euro: l’ordinanza di custodia cautelare per il presunto killer dell’organizzazione, Vito Stano, è stata annullata dal gip.

MESAGNE - Era finito nell’elenco, sottoposto a custodia cautelare per il tentato omicidio di Francesco Palermo, delitto su commissione con incarico “esterno” alla Scu da 10mila euro: l’ordinanza di custodia cautelare per il presunto killer dell’organizzazione, Vito Stano, è stata annullata dal gip Vincenzo Brancato, in accoglimento dell’istanza dell’avvocato Raffaele Missere che ha puntato tutto sulla cosiddetta “contestazione a catena”.

I magistrati (nel caso di specie Alberto Santacatterina e Valeria Farina Valaori) avevano a disposizione tutti gli elementi per contestare a Stano il tentato omicidio anche quando hanno chiesto l’arresto per associazione per delinquere di stampo mafioso. Nel caso specifico è stata invece contestata l’aggravante dell’aver favorito la Scu, ipotesi che fa ritenere che quel delitto sia stato compiuto con finalità analoghe alle condotte per cui qualche annetto fa il mesagnese è già stato condotto in carcere.

Per Missere è il secondo centro a distanza di pochi giorni. Sono due le ordinanze in meno per Stano. Quella eseguita il 14 ottobre che riguarda una serie di omicidi e tentati omicidi che erano rimasti insoluti finché i pentiti, undici in tutto ma principalmente Ercole Penna e Cosimo Giovanni Guarini, non hanno parlato. E quella antecedente in merito alla quale il gip Antonia Martalò aveva già ritenuto di condividere le osservazioni della difesa sulla contestazione a catena.

Il mesagnese, era stato raggiunto il 5 ottobre dal provvedimento che il gip ha annullato oggi, nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri battezzata “Scacco agli Imperiali”. Era coinvolto secondo l’accusa nelle attività di contatto tra la fazione della Sacra corona unita che faceva capo al boss detenuto Massimo Pasimeni, e all’attuale pentito Ercole Penna, e il referente dell’organizzazione a Francavilla Fontana, Giancarlo Capobianco, per l’approvvigionamento di armi da guerra destinate ai gruppi di fuoco della stessa Scu, in particolare una partita di fucili d’assalto Kalashnikov con il calcio pieghevole e di bombe a mano, che Capobianco avrebbe acquistato da sedicenti personaggi dei servizi segreti russi.

Due volte “libero” per i fatti recenti, sebbene la libertà resta per Stano un fatto relativo, trovandosi in cella per storie affini attribuitegli in precedenza, tra cui anche l’uccisione di “Menzarecchia”. Due volte annullate nella parte che lo riguarda le ordinanze chieste dalla Dda e disposte dal gip di Lecce. Non è il solo legale, quello di Stano, che potrebbe puntare sulla “contestazione a catena” per alleggerire il carico. Lo sta facendo Luigi Vitali per Giancarlo Capobianco e probabilmente percorrerà la stessa strada anche Cosimo Lodeserto per Francesco Campana.

 

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