Valerio come Elisa Claps: "Assassini vivono fra voi"

FASANO - “Gli assassini di Valerio vivono tra di voi”. E’ piombato il silenzio in sala quando Gildo Claps, il fratello di Elisa, ha scosso le coscienze dei presenti, ha invocato una reazione di Fasano tutta, una Fasano silente, dimentica di un caso di cronaca che risale al 1993 e che ha numerosissime analogie con la nota vicenda della sedicenne di Potenza.

Gildo Claps con Nicola e Antonietta, i genitori di Valerio Gentile

FASANO - “Gli assassini di Valerio vivono tra di voi”. E’ piombato il silenzio in sala quando Gildo Claps, il fratello di Elisa, ha scosso le coscienze dei presenti, ha invocato una reazione di Fasano tutta, una Fasano silente, dimentica di un caso di cronaca che risale al 1993 e che ha numerosissime analogie con la nota vicenda della sedicenne di Potenza.

Valerio Gentile, 17 anni, fu ucciso dopo la messa. Nel marzo 1993. Il caso è irrisolto. Due persone sono state processate, ma sono state assolte al termine di tutti e tre i gradi di giudizio. I genitori, Antonietta e Nicola, che hanno ospitato ieri il fratello di Elisa Claps per la presentazione del libro “Per Elisa” proprio nel ventunesimo anniversario dalla orribile morte di Valerio, non hanno ottenuto ancora né verità, né giustizia.

E la cercano, cercano anche il minimo dettaglio che possa consentire la riapertura del caso. Una testimonianza che sia attendibile e che non venga ritrattata come accaduto per ben 17 volte durante il processo.  La famiglia Claps ha atteso 17 anni. Non si è mai arresa. E la testimonianza di Gildo, fratello maggiore di Elisa che era all’università quando “la cocca di casa” sparì nel nulla, altro non è che l’invito a non arrendersi.

Come non si è arresa mamma Filomena, che mai ha creduto alla versione dell’allontanamento volontario di Elisa. E che poco prima del Natale, nel 1993, il primo Natale senza la figlia adolescente, si fece condurre dal questore di Potenza. Per chiedergli di continuare a scavare. Senza fermarsi neppure dinanzi alla brusca risposta: “Non può venire a disturbare ogni giorno, lo vuole capire che Elisa è scappata di casa?”.

Sono storie sovrapponibili. Valerio scomparve dopo la messa. Era stato in chiesa. Elisa fu sepolta nel sottotetto di un identico luogo di culto. I cortocircuiti nelle indagini. L’insabbiamento, i depistaggi per Elisa. Le liti sulla competenza, i riscontri non eseguiti nelle prime quarantotto ore per Valerio.  Una comunità chiusa a riccio, incapace di stringersi attorno alla famiglia dilaniata dal dolore, di aiutarla a capire. A sapere.

Valerio era un ragazzo che frequentava il seminario di Conversano e che, pare, avesse tendenze omosessuali. C’è senz’altro un giro di rapporti a pagamento, ci sono minacce. Sparì nel nulla dopo la celebrazione della domenica. Il parroco disse inizialmente di averlo visto allontanarsi con quelli che poi furono indagati per il delitto. Poi, però, negò di averlo mai detto. Erano in tre in sella a uno dei primi scooter in circolazione, uno Sfera verde che si volatilizzò già in fase di accertamenti investigativi.

Figli di professionisti affermati a Fasano. Valerio, brillante, appassionato di Oscar Wilde, amante della letteratura e dell’estetica, era con loro, studente liceale dall’ottimo profitto.  Andarono in un bosco in contrada Scoppetelle. Cosa accadde non si è mai compreso del tutto. Si parla di rapporti sessuali a pagamento. Di un gioco pericoloso che la vittima non riusciva più a sostenere economicamente. A quanto fu appurato Valerio morì soffocato. Poi, dopo la morte, il cranio fu fracassato con pesanti massi.

All’una della domenica furono avviate le ricerche. I corpo di Valerio fu ritrovato dopo due giorni. Forse “fu fatto ritrovare”. I ragazzi della parrocchia diedero la notizia al padre, Nicola. Che insieme alla zia Margherita era incessantemente in auto, a battere al setaccio il territorio. La Selva, le marine. Nel luglio del 1993 quattro giovanissimi (due dei quali secondo le prime ricostruzioni si trovavano in sella a un altro motorino) furono arrestati e portati al carcere minorile di Bari.

Due hanno affrontato l’intero processo. Sono stati assolti.  In comune le due vicende hanno anche il nome di Vincenzo Pascali, il super perito che si è occupato di analizzare il Dna. E’ sotto processo a Salerno per falso. Proprio per la consulenza fatta sul corpo di Elisa.  Si spera in un appiglio. Ieri sera, nella sala conferenze del Laboratorio urbano di Fasano, leggendo qualche passo del libro “Per Elisa” che Gildo Claps ha scritto insieme alla giornalista Federica Sciarelli, si è fatto un passo importante.

Per la prima volta dopo anni trascorsi a chiedersi cosa fosse giusto fare, se bisognasse rassegnarsi all’idea che giustizia su questa terra mai sarebbe stata fatta, si è parlato del caso, delle assurdità che lo hanno caratterizzato. Dopo “un tempo infinito di diciassette anni” ha raccontato Gildo Claps, la verità sulla vicenda di Elisa è affiorata. E il suo assassino, Danilo Restivo, è stato processato.

C’è speranza, dunque. Anche per Valerio. Ma c’è bisogno che la storia della diciassettenne di Potenza sia da esempio. “Ribellatevi” ha detto fra le lacrime Claps. Gli assassini di Valerio sono ancora vivi e il sagrato della chiesa, all’epoca, era strapieno di testimoni. Qualcuno ha visto. E se ha taciuto all’epoca, ventuno anni fa, quando l’omossessualità era ancora un tabù, forse, ha ora l’occasione per riscattarsi. Per riscattare l’immagine di una città che può ora affrancarsi dal marchio indelebile dell’omertà che rischia di restarle cucito al petto.

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