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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Intervento/ Il substrato criminogeno che tiene Brindisi lontana dall'Europa

Con un forte senso di tristezza misto a rabbia, molti brindisini ieri hanno letto la notizia riguardante l'incendio, con ogni probabilità doloso, avvenuto a punta del Serrone. Come i più sapranno, la zona è stata riqualificata da pochi mesi ed era finalmente fruibile a tutti, anziani e bambini potevano finalmente camminare su quell'originale passerella a pochi centimetri dal mare

Con un forte senso di tristezza misto a rabbia, molti brindisini ieri hanno letto la notizia riguardante l’incendio, con ogni probabilità doloso, avvenuto a punta del Serrone. Come i più sapranno, la zona è stata riqualificata da pochi mesi ed era finalmente fruibile a tutti, anziani e bambini potevano finalmente camminare su quell’originale passerella a pochi centimetri dal mare e apprezzare una parte del litorale per troppo tempo rimasta alla merce di vandali e dell’incuria.

Non è una novità che la nostra terra venga ripudiata dai suoi ospiti: l’entroterra, il litorale nord e soprattutto il litorale sud hanno spesso patito le scelleratezze dell’azione umana ma pochi si aspettavano che potesse avvenire in modo così violento, un episodio come quello di ieri. Ove venisse accertata la matrice dolosa dell’incendio, questa costituirebbe una sconfitta per tutta la comunità.

Attenzione, la guerra non sarà mai persa finché ci sarà gente che lotterà per la dignità di questa terra, ma senza dubbio la battaglia contro l’inciviltà e la criminalità, subisce un duro colpo. I segni del degrado ci circondano nelle mutevoli forme con cui essa si manifesta: dai bidoni della spazzatura bruciati, ai dissuasori divelti e mai sistemati, sino alle discariche abusive presenti sulle strade appena fuori il centro abitato.                                                                                                                                                                                                

Se vogliamo trovare uno inizio per migliorare come comunità, questo parte dal combattere il nostro atavico senso d’indifferenza nell’accettare quanto ci circonda. Occorre innescare la voglia ardente di ribellarci a un futuro erroneamente visto come inevitabile. Non farlo costituirebbe una grave ipoteca per l’avvenire di questa terra, considerando che siamo circondati da realtà provinciali, a nord come a sud, che hanno messo in moto circoli virtuosi dove la civiltà, lo spirito imprenditoriale e il rispetto per il suolo calpestato, hanno creato una realtà migliore di quella che si presenta ai passanti che d’ora in poi si recheranno a punta del Serrone.

Come già detto, ieri si è persa una battaglia ma non la guerra. Probabilmente verrà ripristinata la passerella in plastica riciclata, ma ciò che bisogna combattere con decisione è lo spirito rassegnato che domina questa città. Ciò che separa Brindisi dall’Europa, oggi più che mai così lontana, non è la presenza del crimine, ma il substrato di cui esso si alimenta e in cui trova un omertoso rifugio.

Ancor prima che pensare al piano della costa, motivo principale per cui forse c’è stato il dolo, bisognerebbe pensare a un piano Brindisi per cancellare dal nostro futuro tutte le ombre che ieri si sono materializzate in quel rogo che ha mandato in fumo 30 metri di passerella, ma anche qualche speranza. La gente di Brindisi merita tutto questo? Personalmente ritengo di no.

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