Vantaggiato, annunci di suicidio

LECCE – Un laccetto dei suoi slip sfilato e lasciato per terra nella cella. Giovanni Vantaggiato lascia intendere agli inquirenti e al suo difensore, Franco Orlando, a trentasei giorni dall’attentato dinanzi alla scuola “Francesca Morvillo Falcone” di Brindisi – dove ha ucciso Melissa Bassi e ferito gravemente altre sei ragazze – che vorrebbe tentare il suicidio. Mentre, dopo l’interrogatorio come persona informata sui fatti di venerdì scorso di Angelo Rampino, trapela che non ci sarebbero collegamenti dimostrabili tra l’attentatore e l’ex preside con la porta blindata, sospeso dal ministero e in attesa di eventuale trasferimento altrove.

Il carcere di Borgo San Nicola

LECCEUn laccetto dei suoi slip sfilato e lasciato per terra nella cella. Giovanni Vantaggiato lascia intendere agli inquirenti e al suo difensore, Franco Orlando, a trentasei giorni dall’attentato dinanzi alla scuola “Francesca Morvillo Falcone” di Brindisi – dove ha ucciso Melissa Bassi e ferito gravemente altre sei ragazze – che vorrebbe tentare il suicidio. Mentre, dopo l’interrogatorio come persona informata sui fatti di venerdì scorso di Angelo Rampino, trapela  che non ci sarebbero collegamenti dimostrabili tra l’attentatore e l’ex preside con la porta blindata, sospeso dal ministero e in attesa di eventuale trasferimento altrove.

Qualche riflettore, così come preannunciato, si è spento, ma a Brindisi e Lecce – quest’ultima, sede dei fascicoli che portano il nome dell’attentatore del 19 maggio scorso – si continua a lavorare per capire il movente, per capire il perché, Giovanni Vantaggiato, l’imprenditore di carburante agricolo di Copertino, abbia deciso di far brillare quella bomba proprio dinanzi l’istituto secondario brindisino.  Il quadro, con elementi che diventano sempre più circoscritti e precisi, e soprattutto anche dopo le dichiarazioni di Cosimo Parato, la vittima di Torre Santa Susanna, alla quale Vantaggiato il 23 febbraio 2008 mise un’altra bomba riducendolo in fin di vita, e di nuovo oggetto di sopralluoghi del bomber prima del fermo del 6 giugno, sembrerebbe più chiaro.

Intanto, Giovanni Vantaggiato, dopo più di un mese, trova un altro modo per attirare l’attenzione degli inquirenti perché poche ore fa, nella sua cella, ha fatto rinvenire un laccio elastico, facilmente riconducibile ad uno slip intimo. Il 68enne copertinese ha sfilato il laccetto da un suo slip e l’ha lasciato per terra, visibile a chi lì può accedere. Così facendo, ha lasciato ben intendere, che lui, il bomber di Copertino, non ha escluso la possibilità del suicidio o comunque un atto autolesionistico.

Giovanni Vantaggiato però sembra agli inquirenti molto più lucido di quanto egli stesso voglia far credere come quando racconta ai pm (anche nell’interrogatorio del 18 giugno) di essere un solitario, di non aver avuto complici e che la bomba non era diretta a nessuno che facesse parte dell’Ipsss “Morvillo Falcone” ma bensì al Tribunale che si trova alle spalle della scuola, e come quando è costretto ad ammettere anche il tentato omicidio di Cosimo Parato.

Ancora, una volta qualcosa non torna. Quest’uomo, a 68 anni, è stato talmente sicuro di sé da utilizzare i 20 giorni tra l’attentato del 19 maggio alla Morvillo ed il fermo del 6 giugno per continuare a lavorare su altri ordigni da indirizzare, con molta probabilità, a qualcun altro: forse Cosimo Parato, dato che lo stesso Vantaggiato è stato visto i primi giorni di giugno proprio in via Panarese, nei pressi dell’abitazione della sua vittima del 23 febbraio 2008. Collegamenti, certezze che continuano a cementare il lavoro degli inquirenti, anche se contrastate dalle continue dichiarazioni di Giovanni Vantaggiato.

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Dall’interrogatorio di venerdì scorso, infine, dell’ex preside della Morvillo, Angelo Rampino, come persona informata sui fatti (il personaggio ha fatto parlare di sé dalle prime ore successive all’attentato anche per la sua famosa porta blindata installata nel marzo 2012, di cui né il provveditorato agli studi di Brindisi né il Miur erano a conoscenza) non emergerebbero collegamenti tra Giovanni Vantaggiato e Rampino. I due uomini, a quanto pare, non si sarebbero mai conosciuti. Intanto, le indagini continuano, e forse nei prossimi giorni si potrebbero mettere insieme altri tasselli, che ad oggi risultano incompleti.

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