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L'attentatore preme il telecomando

L'attentatore preme il telecomando

“Vantaggiato non poteva sbagliare”

BRINDISI – Hanno misurato i dati antropometrici dell’attentatore, ne hanno stabilito i movimenti negli ultimi minuti e quelli della notte precedente usando registrazioni di videocamere, utente telefoniche e software avanzati. Anche se Giovanni Vantaggiato non avesse confessato, non sarebbe sfuggito alle sue responsabilità. Ma da tutto questo lavoro non si ricava invece la presenza di un complice. Se c’era, non ha agito forse negli stessi istanti. Lo ha raccontato oggi alla sesta udienza del processo per la strage alla scuola Morvillo Falcone un funzionario dello Sco della Polizia di Stato, Vincenzo Nicolì.

BRINDISI - Hanno misurato i dati antropometrici dell'attentatore, ne hanno stabilito i movimenti negli ultimi minuti e quelli della notte precedente usando registrazioni di videocamere, utente telefoniche e software avanzati. Anche se Giovanni Vantaggiato non avesse confessato, non sarebbe sfuggito alle sue responsabilità. Ma da tutto questo lavoro non si ricava invece la presenza di un complice. Se c'era, non ha agito forse negli stessi istanti. Lo ha raccontato oggi (video) alla sesta udienza del processo per la strage alla scuola Morvillo Falcone un funzionario dello Sco della Polizia di Stato, Vincenzo Nicolì.

"Nella Fiat Punto c'era una sola persona", ha detto il funzionario. ''Se un'altra persona fosse passata da quel punto le telecamere l'avrebbero ripresa e noi l'avremmo vista''. Nel corso della deposizione, ha spiegato anche come dall'analisi comparativa della posizione dei frammenti sul muro retrostante il chiosco dei panini dove era appostato l'attentatore, mediante un accertamento antropometrico è stato possibile trovare ampio riscontro con le caratteristiche fisiche di Giovanni Vantaggiato. Il pm Guglielmo Cataldi ha chiesto l'acquisizione del test al fascicolo processuale assieme ai dvd contenenti le registrazioni video.

Vantaggiato non poteva sbagliare bersaglio, ha spiegato il poliziotto del Servizio centrale operativo. "Dal luogo in cui e' stato ripreso dalle telecamere, mentre premeva il pulsante del telecomando, aveva una visione completa dell'aerea dell'intero incrocio". Alle 7.42 le telecamere del chiosco riprendono l'uomo che viene poi identificato come Giovanni Vantaggiato mentre preme il pulsante del telecomando, poi si distingue lo spostamento d'aria provocato dallo scoppio e quindi si scorge lo stesso uomo mentre lascia il posto, con una mano in tasca e un'andatura claudicante. Dal momento in cui si ritiene Vantaggiato abbia inviato l'impulso alla bomba, trascorrono 63 prima dell'esplosione.

Per quanto riguarda invece i movimenti della notte precedente, la Fiat Punto intestata alla moglie di Giovani Vantaggiato viene osservata in un lasso di tempo lungo all'incirca due ore dalle 23.10 in poi del 18 maggio. La presenza della Hyundai intestata alla figlia viene invece attestata dalle 7.07 del mattino e viene ripresa mentre percorre via Galanti l'ultima volta alle 7.37.

L'udienza odierna si e' conclusa con la deposizione di Vittorio Di Lalla, della squadra mobile di Bari. Si torna domani mattina in aula dinanzi alla corte d'assise di Brindisi domani mattina quando, se dovesse essere nelle condizioni di salute per poter sostenere un interrogatorio, potrebbe essere sentito Cosimo Parato, l'imprenditore che fu vittima di un attentato confessato dall'imputato il 24 febbraio del 2008. Domani saranno inoltre ascoltati l'allora capo della squadra mobile di Brindisi, Francesco Barnaba, il capo della Digos di Brindisi, Vincenzo Zingaro, il tenente colonnello Paolo Vincenzoni, comandante del Ros di Lecce e il maggiore Alessandro Colella, comandante del Reparto operativo di Brindisi.

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