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Il procuratore della Dda Cataldo Motta

Il procuratore della Dda Cataldo Motta

Vantaggiato non vuole le tv in aula

BRINDISI - Non darà il consenso alle riprese televisive nell’aula di giustizia (la Metrangolo) all’interno della quale inizierà domattina alle 9.30 il processo a suo carico. Giovanni Vantaggiato, 69 anni fra qualche settimana, ha incontrato stamani nel carcere di Bari il suo avvocato, Franco Orlando, e ha ribadito che vuole esserci e che non intende cambiare idea. Salvo complicazioni.

BRINDISI - Non darà il consenso alle riprese televisive nell'aula di giustizia (la Metrangolo) all'interno della quale inizierà domattina alle 9.30 il processo a suo carico. Giovanni Vantaggiato, 69 anni fra qualche settimana, ha incontrato stamani nel carcere di Bari il suo avvocato, Franco Orlando, e ha ribadito che vuole esserci e che non intende cambiare idea. Salvo complicazioni.

Il legale gli avrebbe sconsigliato di partecipare alla prima udienza del processo. Lo ha trovato dimagrito e ridotto male. "Pesa una quarantina di chili", ha detto Orlando. Le parti civili saranno numerosissime. In aula ci saranno certamente i genitori di Melissa Bassi. Poi, Azzurra, Sabrina e Aurora, tre delle ragazze ferite, assistite con i famigliari dagli avvocati Mauro Resta, Bruno Bruno e Maruccio. Ci sarà anche Selena Greco insieme ai suoi, assistiti dagli avvocati Rosanna Saracino e Marcello Falcone.

Si costituiranno parte civile anche il ministero dell'Interno e la Regione Puglia. Hanno già conferito incarico ai legali Massimo Manfreda e Pasquale Annicchiarico rispettivamente il Comune di Brindisi e la Provincia. Anna Canoci, un'altra delle ferite, si è già costituita parte civile con l'avvocato Gianvito Lillo. Potrebbero invece non esserci, così almeno hanno deciso, le sorelle Veronica e Vanessa Capodieci, assistite dagli avvocati Alessandro Medico e Andrea Martina.

La prima udienza sarà quindi interamente dedicata alle costituzioni di parte civile di coloro che ritengono di aver subito un danno dall'azione di Giovanni Vantaggiato che il 19 maggio, stando alla sua stessa confessione, posizionò tre bombole piene di polvere pirica davanti alla scuola Morvillo Falcone e le fece esplodere con un telecomando a distanza, provocando la morte di Melissa Bassi, la ragazzina dai capelli rossi che avrà sedici anni per sempre.

Fino a ieri mattina erano una trentina le testate accreditate. Ma si sa già che i giornalisti saranno di più. E' noto inoltre che la Procura di Brindisi sarà assente. L'accusa sarà sostenuta personalmente dal procuratore della Dda Cataldo Motta e dal sostituto Guglielmo Cataldi.

"Processo facile" secondo Motta, in virtù della doppia confessione di Vanni il bombarolo che in carcere ha messo in atto, non sapendo d'esser intercettato, una strategia per uscire di galera. La difesa chiederà che venga eseguita una perizia per valutare se l'imputato è in grado di stare a processo. Sosterrà che non era capace di intendere e volere né il 24 febbraio del 2008, quando tentò di uccidere sempre con una bomba Cosimo Parato, né tantomeno il 19 maggio del 2012.

Il copione sembrerebbe già scritto, se non vi saranno colpi di scena. Dalle questioni preliminari fino all'ergastolo (più che probabile). L'unica sorpresa? Se la Corte dovesse ritenere che quello davanti alla Morvillo fu un atto scelerato di un pazzo, piuttosto ignorante, che non conosce neppure il significato della parola 'terrorismo'.

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