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Vendemmia: vidimazione ancora a rilento. "Gravi disagi per i viticoltori"

Con la vendemmia ormai agli sgoccioli, proseguono i disagi patiti dai viticoltori brindisini riguardo alla vidimazione dei carichi di uva raccolti

BRINDISI – Con la vendemmia ormai agli sgoccioli, proseguono i disagi patiti dai viticoltori brindisini riguardo alla vidimazione dei carichi di uva raccolti. Gli agricoltori continuano infatti a segnalare estenuanti lungaggini burocratiche. Fra questi c’è l’imprenditore Vincenzo Pugliese, titolare delle aziende agricole “Pugliese Vincenzo” e “Tre Stelle”, che insieme al padre Antonio Pugliese, con cui ha dato vita a varie iniziative all’insegno della solidarietà, oggi ha effettuato l’ultimo giorno di vendemmia nella sua tenuta in contrada Marfei, nelle campagne di Brindisi.

“Ieri mi sono recato presso gli uffici comunali preposti – afferma Pugliese – dove mi hanno fatto perdere tanto tempo, invocando delle leggi particolari secondo cui bisogna far timbrare la bolla di accompagnamento dietro una ispezione del camion da parte di un addetto con un peso certificato”.

Uva, vigneto-2

“Stamattina – prosegue Pugliese - sono andato dai vigili e mi hanno detto che non si poteva fare niente, perché bisogna aspettare l’apertura dell’ufficio competente. Ma quando vai in ufficio c’è un solo addetto e l’altro si sposta per altre attività.  Quella della vidimazione è diventata una trafila estenuante, in cui ognuno cerca di riscaricare responsabilità sull’altro”.

“Eppure – afferma ancora Pugliese - il Comune conosce da 40 anni questa situazione. Quindi è bene che prima che parta la vendemmia, l’amministrazione si organizzi in modo tale da adeguarsi alle normative riguardanti la certificazione dell’uva, sia della qualità che del peso, senza disagi per i viticoltori, tenendo conto del fatto che noi, produttori di uva, compiliamo la bolla, la firmiamo e certifichiamo quello che stiamo trasportando. Quindi poi eventuali problematiche sono di nostra responsabilità”.

La posizione della Coldiretti

Disagi tra sabato e domenica scorsi per alcuni viticoltori brindisini: non hanno potuto vidimare le bolle di accompagnamento dei carichi di uva diretti fuori città perché gli uffici preposti erano chiusi. Si tratta di documentazione necessaria dal punto di vista fiscale, una sorta di documento di trasporto dove ci sono le indicazioni sul carico e come spiega il presidente di Coldiretti Brindisi, Sergio Botrugno, “Serve solo per chi deve portare l’uva in posti che si trovano oltre i 40 km dal luogo di produzione, la Coldiretti ha ricevuto solo una segnalazione che è stata risolta in breve tempo”.

Sembrerebbe che in passato della timbratura delle bolle se ne è occupato il piantone di turno al comando della Polizia municipale forse erroneamente. La normativa, infatti, prevede che insieme alla vidimazione serve anche il controllo del carico, aspetto fino a questo momento risolto con una sorta di “autocertificazione” da parte del viticoltore. Insomma adesso la pratica deve essere sbrigata dagli uffici preposti che nei giorni festivi sono chiusi. Da qui il disagio dello scorso weekend. 

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