Cronaca

Vendola, Blitz a Restinco: “Cie va chiuso”

BRINDISI – Un blitz a sorpresa. Poi il verdetto, durissimo: “Una indegna prigione, colma di sporcizia. Qui è una realtà antigiuridica e incivile. Cie da chiudere”. Più che una denuncia, un autentico atto di accusa. E’ furibondo il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Accompagnato dall'assessore regionale alle Politiche per l'immigrazione, Nicola Fratoianni, il Governatore ha compiuto nel pomeriggio di oggi una visita ispettiva presso il Centro di identificazione e di espulsione di Restinco (che ospita anche il Cara, Centro di accoglienza per richiedenti asilo), nel territorio di Brindisi. “Ho provato un grande sentimento di vergogna”.

BRINDISI - Un blitz a sorpresa. Poi il verdetto, durissimo: "Una indegna prigione, colma di sporcizia. Qui è una realtà antigiuridica e incivile. Cie da chiudere". Più che una denuncia, un autentico atto di accusa. E' furibondo il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Accompagnato dall'assessore regionale alle Politiche per l'immigrazione, Nicola Fratoianni, il Governatore ha compiuto nel pomeriggio di oggi una visita ispettiva presso il Centro di identificazione e di espulsione di Restinco (che ospita anche il Cara, Centro di accoglienza per richiedenti asilo), nel territorio di Brindisi. "Ho provato un grande sentimento di vergogna".

Queste le prime parole pronunciate da Vendola, a margine della visita: "Di fronte ai miei occhi un luogo così degradato, così umiliante, cosi insopportabilmente lesivo della dignità della persona umana". Nessuno era a conoscenza dell'arrivo a Brindisi di Vendola. Una decisione, quella di fare tappa in gran segreto a Restinco (prima di proseguire per Lecce), che il presidente avrebbe comunicato alla Prefettura poco prima di giungere in città.

A quel punto, scortato da una pattuglia della Digos, il presidente della Regione si è addentrato all'interno del Cie (Centro identificazione e espulsione): "Una prigione - racconta Vendola - fatta di rettangoli di sporcizia, di ambienti privi di qualunque confort, di muri che sono depositi di muffe, di bagni luridi e spesso privi di acqua calda. Non penso che sia accettabile un luogo di reclusione nel quale non è possibile esercitare neanche i diritti che sono disponibili per i normali detenuti".

"Io credo che, in ogni caso, il Cie sia in sé una realtà antigiuridica e incivile. Ma quello che ho visto oggi con i miei occhi - conclude Vendola - è un piccolo inferno. Per questo chiedo al governo e al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri di chiudere, per ragioni di igiene pubblico e di decoro istituzionale, il Cie di Brindisi".

L'anno scorso di questi tempi si parlava di invasione: ventimila tunisini sbarcati in poche settimane a Lampedusa che non si sapeva dove sistemare e che comportò, tra le polemiche, l'apertura di un campo di emergenza a Manduria. Nei primi tre mesi del 2012, i numeri sono fortemente ridimensionati: gli arrivi sono stati 1.407, ma ci sono segnali preoccupanti di una nuova ondata di partenze massicce dal Nord Africa.

E a quel punto la situazione, già oggi pesante, rischierebbe di divenire ingestibile anche al Cie di Restinco, all'interno di una struttura che a giudizio di Vendola, per quanto è infernale, meriterebbe semplicemente di essere chiusa.

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