Minacce per 30 centesimi, l'avvocato: "Nessuna minaccia"

Il difensore del titolare dell'agenzia di trasferimento di denaro fornisce la versione dei fatti del suo cliente

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una nota dell'avvocato Luigi De Franco, che a nome del titolare di un'agenzia di trasferimento di denaro di Brindisi fornisce la versione difensiva sui fatti che hanno condotto alla denuncia del suo cliente da parte dei carabinieri, il 2 marzo ultimo scorso.

“In data 2 marzo 2020, verso le ore 18,15 circa, il mio assistito prestava assistenza in favore di persona extracomunitaria che esibiva il suo titolo autorizzativo alla riscossione di euro 135,30 (somma speditagli dall'estero da un familiare). Censiti i suoi dati, il titolare dell'agenzia provvedeva a versare il denaro contante al detto cliente per l’importo pari ad Euro 135,00 perché al momento sprovvisto di 0,30 centesimi di euro”, scrive il legale della persona denunciata dai carabinieri.

“Non mancando di scusarsi per tale modesto ammanco, chiedeva al cliente se gli fosse stato possibile ritornare successivamente o addirittura consentire al mio assistito di allontanarsi (chiudendo l’esercizio) al fine di reperire i centesimi in questione. A tali alternative richieste il cliente testualmente rispondeva: ‘Se ero italiano e bianco tu me li davi 0,30 centesimi. Io lavoro a Mesagne ai pomodori per 0,30 centesimi al giorno’ ”, aggiungendo, scrive l’avvocato, una frase offensiva nei confronti del titolare dell’agenzia.

“Il cliente girava le spalle e risolutamente usciva dall'ufficio, senza dare il tempo al titolare di ribadire la sua totale buona fede e soprattutto mancanza di qualsiasi atteggiamento razzista nei suoi confronti. Dopo molto più di un’ora, il medesimo cliente faceva ingresso nell'agenzia unitamente ai carabinieri, che riferivano di intervenire su richiesta dell'extracomunitario, il quale raccontava (secondo l’avvocato, falsamente, ndr) di essere stato minacciato dal mio assistito e che lo stesso possedeva una pistola”

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“Allibito, il mio cliente, naturalmente, respingeva ogni addebito, rappresentando il disguido insorto durante la transazione per la mancanza di 0,30 centesimi e che certamente non possedeva alcuna pistola. Chiariva, inoltre, che quella posata a vista sullo scaffale aperto immediatamente alle spalle della sua postazione era una pistola finta, cioè un giocattolo. Ed infatti, girandosi da seduto, provvedeva subito a prelevarla dal ripiano a vista alle sue spalle e a consegnarla ai carabinieri. Per tali ragioni, il mio assistito ha sporto formale denuncia querela per calunnia, non avendo in alcun modo minacciato il proprio cliente”, annuncia l’avvocato De Franco.

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