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Volontari del 118 accusati di peculato e truffa: verso il patteggiamento

Quattro indagati: la cooperativa gestiva un parco ambulanze per il servizio di primo soccorso presso le centrali Enel di Cerano e ed Edipower di Brindisi, nonché il servizio di trasporto in ambulanza per il consorzio San Raffaele di Ceglie Messapica

 BRINDISI – Patteggiamento in vista per i quattro brindisini di un’associazione di volontariato che gestiva il servizio del 118 accusati di peculato, frode in pubbliche forniture e truffa aggravata: gli indagati sono Raffaele Turchiarulo 58 anni, di Brindisi, Dario Turchiarulo 25 anni (nipote del primo), Giordano Guber 41 anni di Brindisi, e Antonietta Zizzi 41 anni di Fasano, tutti arrestati lo scorso 20 aprile dai finanzieri.

conferenza finanza truffa 118-2I difensori hanno chiesto il concordato della pena al pubblico ministero che non ha ancora formalmente chiuso l'inchiesta.  La strada del rito alternativo è stata intrapresa come conseguenza diretta degli interrogatori che i quattro hanno reso davanti al giudice per le indagini preliminari che firmò il provvedimento di arresto ai domiciliari, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari così come evidenziato dal pm titolare del fascicolo, sulla base degli accertamenti delegati ai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria. 

L’inchiesta è stata chiamata  "Remedium" ed  è scaturita dalle denunce sporte  nel mese di ottobre del 2014 da due dipendenti di un'associazione di volontariato di Fasano, entrambi autisti soccorritori del servizio ambulanze 118 presso le strutture ospedaliere brindisine: nell’esposto riferivano la  distrazione di medicinali. Gli accertamenti delegati ai militari hanno accertato che le stesse persone gestivano sia una cooperativa di servizi sociali (la Getras) che un'associazione di volontariato (Avf, senza fini di lucro), aventi la stessa sede legale ed operativa nel territorio di Fasano. La cooperativa gestiva privatamente un parco ambulanze con cui svolgeva il servizio di primo soccorso presso la centrale Enel di Cerano e la centrale Edipower di Brindisi, nonché il servizio di trasporto in ambulanza per il consorzio San Raffaele di Ceglie Messapica. L'associazione di volontariato svolgeva attività di soccorso in convenzione con l'Asl attraverso la gestione diretta delle postazioni di emergenza/urgenza del 118 di Brindisi.

Secondo l’accusa, attraverso “artifizi i costi della cooperativa venivano riversati sulla Asl, aumentando in tal modo il profitto conseguito”. La Procura, inoltre, contesta la sottrazione  dalla dotazione delle ambulanze destinate al servizio del 118: “oltre 1500 articoli di cui 280 scaduti”. Stando a questa impostazione, “i rimborsi spese corrisposti dalla Asl per i volontari della Avf venivano utilizzati per pagare i dipendenti della cooperativa, che risultavano falsamente aver svolto attività di volontariato”. Le ambulanze sostitutive che l'associazione di volontariato era obbligata a tenere a disposizione del servizio 118 in caso di malfunzionamento di quella principale o di grandi eventi di emergenza venivano invece utilizzate dalla cooperativa per fini di lucro. In una circostanza, un mezzo sarebbe destinato al trasporto a pagamento di un paziente nel Nord Italia. 

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