Rifiuti incendiati per lavoro: "Controlli più stringenti nelle campagne"

Vertice in prefettura. Ricorso anche a impianti di videosorveglianza per stroncare il fenomeno criminale

BRINDISI - Un piccolo business dietro all’escalation di rifiuti che negli ultimi mesi ha attanagliato la provincia di Brindisi. E’ quanto emerge da un vertice sul fenomeno dei roghi nelle campagne svoltosi stamattina presso la prefettura di Brindisi, a seguito del monito lanciato le scorse settimane dal sindaco di Brindisi, Riccardo Rossi. Stando alle statistiche fornite dal comando provinciale dei vigili del fuoco, da gennaio 2019 a oggi i pompieri hanno ricevuto circa 80 segnalazioni di cumuli di spazzatura dati alle fiamme, circa la metà dei quali concentrata nel capoluogo.

La puzza di bruciato spesso è stata talmente intesa da invadere interi Comuni, costringendo i cittadini a chiudere le tapparelle. Come dimostrato anche da un reportage effettuato lo scorso 26 ottobre in una discarica abusiva situata fra San Pietro Vernotico e Mesagne, gli inquinatori bruciano di tutto: dalle lastre di amianto alle batterie di auto, passando per copertoni e altre tipologie di rifiuti speciali pericolosi la cui combustione sprigiona sostanze nocive.

Dopo l’ennesima serata di fuoco segnata da una miriade di focolai appiccati nelle campagne limitrofe al centro urbano, il primo cittadino di Brindisi parlò di un fenomeno criminale da stroncare. Non vi sono infatti dubbi sul fatto che gli incendi vengano appiccati da persone che in cambio di somme di denaro si occupano dello smaltimento illecito di rifiuti. 

“Il comandante dei carabinieri forestali – ha dichiarato il sindaco di Brindisi ai giornalisti – ha detto che sono state denunciate sei persone e che c’è il tentativo da parte di qualcuno di sbarcare il lunario, raccogliendo rifiuti e smaltendoli in questo modo”. Si tratta di quindi di iniziative individuali che non lasciano pensare a un intervento della criminalità organizzata. Ma questo nulla toglie alla gravità di un fenomeno che ha gravi ricadute ambientali.

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“Nel corso dell’incontro – dichiara il prefetto di Brindisi, Umberto Guidato – abbiamo effettuato una mappatura degli episodi. Sarà necessaria un’attività capillare sul territorio e quindi anche l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza per procedere all’individuazione degli autori”. I dati forniti dai vigili del fuoco, rappresentati dal comandante provinciale, l’ingegnere Antonio Panaro, consentiranno a tal proposito di effettuare un’attività preventiva, nei confronti di determinati obiettivi. “Si tratta – ribadisce il questore, Ferdinando Rossi – di gesti ripetuti ad opera di singoli, ma non dimentichiamoci che queste persone, abbandonando i rifiuti, commettono dei reati”.

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