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Vertice sulla sicurezza: in arrivo ministri e capi di polizia. Porto blindato

Inizierà domani il meeting internazionale su terrorismo e criminalità organizzata nei Balcani. Imponenti misure di sicurezza nei pressi dell'Autorità portuale

BRINDISI – Criminalità organizzata nei Balcani e terrorismo saranno i temi centrali del “Countering serious crime in the Western Balkans”, vertice internazionale che nella giornata di martedì (30 ottobre) si svolgerà a Brindisi. Nella sede dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico meridionale sono attesi il capo della polizia, Franco Gabrielli, il sottosegretario agli Interni, Stefano Candiani, e ministri dell’interno, sottosegretari e capi di polizia di Albania, Bosnia Erzegovina, Kossovo, Macedonia, Montenegro e Serbia.

Rafforzate le misure di sicurezza

Lo spiegamento di forze fra via Spalato, via Del Mare e il lungomare Regina Margherita non passa inosservato. Gli artificieri della polizia stamani hanno effettuato una bonifica dei tombini che si trovano nella zona del vertice. Le unità navali della Guardia Costiera e della Guardia di finanza sono impegnate in una continua attività di monitoraggio dello specchio d’acqua del porto interno, già interdetto alla navigazione con ordinanza della Capitaneria di Porto. Piazza Vittorio Emanuele sarà interdetta alla circolazione stradale.

Le autorità, meteo permettendo, nel pomeriggio odierno saranno accompagnate in un tour in città. In serata è prevista una cena presso palazzo Montenegro, casa del prefetto. Domani mattina il vertice entrerà nel vivo con un’unica sessione di lavoro alla quale saranno presenti tutti gli ospiti. Nel pomeriggio, invece, il prefetto Gabrielli terrà una serie di incontri bilaterali con i capi di polizia dei Paesi balcanici.

Vertice sicurezza Ipa 2017-3

Saranno presenti anche gli ambasciatori italiani presso quei paesi e sono in agenda gli interventi del procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, federico Cafiero De Raho, e dei rappresentanti della direzione generale della Commissione europea, di Europol e di Eurojust.

Cos'è il progetto Ipa 2017

Tutto questo nell’ambito di Ipa 2017, un progetto finanziato dall’Unione Europea (Dg near) e co-finanziato dalla Germania che, tramite l’ente tedesco Deutshce Gesellschaft fur Internationale Zusammenarbeit, delegato dalla Commissione Europea. Garantisce il coordinamento delle due strutture portanti per la cooperazione, quella giudiziaria, realizzata da Cilc (Centro per la cooperazione legale internazionale olandese) con una rete di procuratori esperti nell’area, e quella di polizia, realizzata dal Dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell’Interno tramite una rete di esperti di polizia.

Europa e Balcani Occidentali la sfida alle mafie del narcotraffico

Già nel recente passato, l’Ue aveva sostenuto progetti analoghi come “Ipa 2014-cooperazione internazionale in materia di giustizia penale: la rede dei pubblici ministeri nei Balcani occidentali”, insieme alla Germania e, per parte italiana, “Ipa 2013 – lotta contro la criminalità organizzata: cooperazione internazionale nella giustizia penale”.

Il progetto attuale rappresenta uno sviluppo ed un proseguimento congiunto dei progetti precedenti, inserito in un innovativo meccanismo di coordinamento sistemico denominato Iisg (Integrative internal security governance) che pone in assoluta sinergia le attività poste in essere dai vari partner internazionali e dalle agenzie ed istituzioni dell’Unione, gli Stati dell’Ue e dei Balcani Occidentali.

Vertice sicurezza Ipa 2017 2-2

Il progetto Ipa 2017, avviato l’uno gennaio 2018 ed avente una durata di 24 mesi, ha visto un finanziamento al ministero dell’Interno di 3,5 milioni di euro, su un totale di 13 milioni, e così come sottolineato dal Capo della polizia, Gabrielli, ha la finalità primaria di rafforzare la cooperazione fra gli Stati membri e le agenzie dell’Ue da una parte e le forze di polizia nonché le altre autorità di law enforcement dei Paesi appartenenti alla regione dei Balcani occidentali dall’altra, attraverso la formazione, scambi operativi e investigazioni congiunte.

Gli obiettivi del vertice

Da un punto di vista generale, l’obiettivo è l’incremento del livello globale di sicurezza nei Balcani Occidentali con consequenziali ricadute in termini di sicurezza nei Paesi dell’Unione, grazie ad azioni concertate di lotta al crimine organizzato. Nel particolare, le azioni di dettaglio poste in essere hanno il fine di innalzare la cooperazione tra le capacità regionali e nazionali nel contrasto ai sodalizi criminali attivi nei Balcani che minacciano anche i paesi europei, con attenzione specifica sul recupero dei proventi illeciti ottenuti attraverso diverse fattispecie di crimini transfrontalieri.

La responsabilità del progetto è stata delegata per il Dipartimento di Polizia di Stato, al vice direttore generale della polizia di Stato preposto all’attività di coordinamento e pianificazione prefetto Alessandra Guidi, mentre il Project Leader di Ipa 2017 è il consigliere Ministeriale - dirigente superiore della Polizia di Stato dott. Gennaro Capoluongo.

Per la prima volta, in ognuno dei Paesi dei Balcani Occidentali (Beneficiari) si opera con una squadra congiunta in cui agiscono magistrati provenienti dai Paesi dell’Unione Europea e esperti di polizia appartenenti alle Forze di Polizia italiane. Al momento, oltre alle attività formative e di assistenza, il progetto supporta 18 attività investigative in corso, nelle quali si lavora a stretto contatto con le forze di Polizia dei Balcani e le rispettive Procure competenti, garantendo strumenti di indagine, di coordinamento e finanziari tali da permettere alle strutture operative di raggiungere risultati repressivi sempre maggiori, anche in termini di complessità delle indagini e di confische di beni illecitamente accumulati.

Un approccio ragionato al fenomeno criminale che diventa chiave di lettura delle attività investigative permette una lettura sistematica delle evidenze informative, permettendo un maggior utilizzo anche dei canali di cooperazione internazionale, quali Europol ed Eurojust e la rete degli ufficiali di collegamento europei. A latere, oltre al consequenziale utilizzo, in maniera strutturata, dello scambio di informazioni e di dati, l’organizzazione di corsi di formazione ah hoc, non disgiunti dall’ utilizzo del cosiddetto training on the job, permette l’indubbio miglioramento delle capacità e della conoscenza delle rispettive unità di polizia circa le tecniche investigative speciali, il recupero di proventi illeciti e indagini sui fuggitivi.


 

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