Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Via al progetto esecutivo per 45 nuovi box al canile: costo 350mila euro

Tre nuovi comparti da realizzare nel canile comunale di contrada Santa Lucia, alle porte di Brindisi: il Comune ha dato il via libera al progetto esecutivo che permetterà la costruzione di 45 box. E ha autorizzato lo smaltimento delle acque in attesa dell’impianto di sub-irrigazione

BRINDISI – Tre nuovi comparti da realizzare nel canile comunale di contrada Santa Lucia, alle porte di Brindisi: il Comune ha dato il via libera al progetto esecutivo che permetterà la costruzione  di 45 box. E ha autorizzato lo smaltimento delle acque in attesa dell’impianto di sub-irrigazione. I lavori di ampliamento e manutenzione straordinaria della struttura che ospita i randagi sono stati ridefiniti in collaborazione con i rappresentanti della “Lega per la protezione degli animali” (Lepa) che in diverse occasioni hanno sollevato dubbi sulle condizioni di salute degli ospiti all’interno degli spazi.

Negli ultimi mesi, infatti, ci sono stati incontri con i tecnici dell’associazione che hanno portato i dirigenti dell’amministrazione comunale a modificare il progetto e il capitolato speciale d’appalto che prevede la richiesta di offerta economicamente più vantaggiosa, allo scopo di ottenere una nuova area del canile rifugio “atto a garantire migliori condizioni di vita per i cani ospitati e per gli operatori”.

La spesa complessiva, dopo le integrazioni, ammonta a 350mila euro, ritenuta necessaria e sufficiente a coprire i costi per tre comparti da 15 box ciascuno: si parte da 273.447,49 euro, base d’asta, a cui vanno aggiunti gli oneri per la sicurezza pari a settemila euro, per un totale di 280.447,49 euro. In più ci sono da conteggiare le seguenti voci: Iva su lavori e sicurezza (22 per cento) per 61.698,45 euro, oneri per l’autorità di vigilanza pari a 2.245,11 e infine le spese tecniche pari a 5.608,95. La somma degli addendi porta a 350mila euro.

L’importo è stato impegnato con determina dal dirigente del settore Lavori Pubblici di Palazzo di città ed è finanziato con mutuo concesso dalla Cassa depositi e prestiti. Il Comune, a questo punto, ha deciso di procedere all’affidamento dell’appalto a una ditta specializzata nel settore “mediante espletamento di un’apposita procedura aperta”.

Nel frattempo è stato affidato alla ditta “Ebea Sud Ecologia snc di Iaia & c” lo smaltimento delle acque in uscita dal processo di depurazione nel canile di contrada Santa Lucia, per un importo complessivo di 12mila euro, Iva inclusa, per un periodo di un mese, tempo ritenuto necessario per “installare un impianto di sub-irrigazione per lo smaltimento in loco delle acque”.

L’intervento si è reso indispensabile dopo che è emerso un alto livello di inquinamento di tipo batteriologico, a seguito di analisi chimico-batteriologiche effettuate, dal laboratorio Sca di Mesagne, sulle acque in uscita dal depuratore “Gost” all’interno della struttura. Non solo. E’ stato accertato che le stesse acque vengono riutilizzate per il lavaggio dalle deiezioni solide e liquide dei singoli box.

Da qui l’urgenza di installare un impianto di sub-irrigazione. Facile a dirsi, ma non a farsi perché il canile del Comune di Brindisi rientra nell’area “Sin”, vale a dire nel perimetro definito di interesse nazionale, per via della presenza di impianti industriali, di conseguenza il nuovo impianto è “assoggettato alla preliminare caratterizzazione dei suoli” e al successivo parere del Ministero dell’Ambiente.

In attesa che il procedimento vada a buon fine, il Comune ha invitato sette aziende del settore. Lo ha fatto lo scorso 17 aprile, via fax, contattando Vetrugno Ambiente Srl, Devicienti Ambiente Srl, Autospurgo Gentile Michele, Roma Vincenzo e Ambient & Service di Cavallo A., Autospurghi Roma Ambiente di R. & V. , Roma Snc e in ultimo Ebea Sud Ecologia Snc di Iaia &C.

A rispondere sono state in tre: Vetrugno Ambiente con offerta pari a 25,24 euro oltre Iva al metro cubo; Devicienti Ambiente con 24,98 ed Ebea Sud con 23,22. “Congrua e conveniente” è stata ritenuta quest’ultima offerta, per cui è stato deciso l’affidamento alle condizioni e patti proposti per una somma complessiva di 12mila euro.

Tutto questo in attesa di avere una gestione del canile affidata alla Multiservizi, la partecipata del Comune, dopo l’avvio del procedimento che dovrebbe portare alla risoluzione del contratto tra l’amministrazione e l’Ati (associazione temporanea d’impresa) costituita tra Brunda  di Brindisi e Terra Viva di Mesagne. Importo a base d’asta pari a un milione e 500mila euro, lavori assegnati per 912mila, per la durata di tre anni, a partire dal 13 giugno 2013. Brunda per la parte della manutenzione, Terra Viva per gli aspetti nutrizionali.

Resta aperto il fascicolo in Procura, per ora sulla scrivania del capo Marco Dinapoli, in cui sono stati raccolti tutti i documenti acquisiti dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, tra cui i rilievi mossi dai dirigenti del settore Veterinario della Asl. L’ultima visita al Comune risale alla fine di marzo. Esiste anche una relazione del sindaco sulla storia dell’appalto, nella quale resta il “giallo” che attiene a una delle ultime analisi sulle acque nel rifugio: a Palazzo di città è arrivato un certificato del laboratorio “Sca-Servizi Chimici Ambientali”, ma la Srl non lo ha riconosciuto come proprio. Quel documento non sarebbe partito dalla sua sede di Mesagne. C’è una lettera che lo dice, per fugare ogni dubbio. Chi lo abbia recapitato al Comune e ancor prima chi abbia svolto gli accertamenti non è dato saperlo. A sollevare il caso è stato l’assessore Antonio Monetti.

Di recente ci sarebbe anche un esposto presentato dalla presidente dell’associazione Ugda, Paola Suà, che assieme ai volontari di un’altra Onlus, la Arcamica, ha chiesto di accedere al canile per vedere i box e le condizioni degli ospiti. Tanto da documentare tutto in un reportage fotografico. Alcuni scatti sono finiti su Facebook. Si vedono Angel e Frida pelle e ossa, rannicchiati su se stessi.

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