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Via Chimienti

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Via Chimienti, arriva il conto dell’acqua: 26mila euro per 29 famiglie

Ultimatum del Comune: “Pagamento entro 15 giorni, altrimenti fornitura interrotta e decadenza dell’alloggio”

BRINDISI – Poco più di 26mila euro per il consumo dell’acqua nel 2016, somma chiesta a 29 famiglie residenti in vi Chimienti. Dovranno pagare entro 15 giorni 900 euro a testa, in caso contrario i rubinetti saranno chiusi e il contratto di affitto verrà risolto.

L’ultimatum

La lettera ultimatum è stata spedita dal Comune di Brindisi agli assegnatari della palazzina al civico 1-a, a titolo di fattura per il consumo idrico di due anni fa. L’importo esatto ammonta a 26.231 euro e 21 centesimi, conteggio fatto a Palazzo di città d’intesa con i tecnici dell’Acquedotto pugliese, pronti a intervenire per bloccare la fornitura nel caso in cui la missiva non dovesse avere riscontro. In caso di mancato pagamento, la società sarà contattata dall’Amministrazione cittadina per procedere all’interruzione della fornitura. Il termine delle due settimane andrà a scadere a giorni, ma le famiglie residenti in via Chimienti non intendono pagare.

Le somme da pagare

A testa, per ogni assegnatario, l’Ente chiede 904 euro e 53 centesimi. “Assurdo”, sbottano mostrando la lettera ricevuta. “Intanto va precisato che nel canone di affitto chiesto dal Comune e pagato regolarmente viene già inserito il costo del consumo dell’acqua, esattamente come avviene per gli alloggi del Villaggio pescatori dove abbiamo scoperto che si è venuta a creare una situazione identica alla nostra”.

“In secondo luogo, non si capisce per quale motivo si fa riferimento al condominio di via Chimienti 1-a, omettendo dall’elenco dei residenti nella palazzina due assegnatari”, proseguono alcuni. “E poi, per quanto ci risulta, a questa costruzione sono collegate altre famiglie, per un totale di 62: il complesso è unitario, ma non ci risulta che le altre abbiano ricevuto la richiesta di pagamento”.

“Non si capisce come mai la stessa somma viene chiesta a prescindere dal numero delle persone che occupano l’alloggio”, precisano altri. “Ci sono famiglie composte da cinque persone e anziani che vivono da soli, per quale motivo devono pagare un importo identico?”

I residenti, per questi motivi, hanno deciso di chiedere spiegazioni al Comune, presentandosi direttamente nella sede dell’ufficio Patrimonio e Casa.

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