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Via del mare, dialogo tra Comune e Authority: possibile accordo sul cristallo

L'ipotesi ritenuta tecnicamente valida in sostituzione del plexiglass purché il vetro sia stratificato e ancorato per evitare l'effetto vela. Dubbi invece sull'affidamento diretto dei lavori: chiesto parere all'Avvocatura dello Stato. Spesa prevista fra 300-400mila euro. Intanto fissata l'udienza per l'istanza cautelare chiesta dall'Ente portuale

BRINDISI – Ritornano a dialogare il Comune di Brindisi e l’Autorità portuale, dopo la separazione per il muro di via del mare: l’ipotesi che ha incassato il sì di entrambi gli Enti è legata alla realizzazione di pareti in cristallo stratificato, vale a dire anti-sfondamento, saldamente ancorata per evitare l’effetto vela.

Il muro di via del Mare 3-2

Dal punto di vista tecnico garantisce la security, punto sul quale più volte l’Authority ha insistito anche tirando in ballo possibili conseguenze sugli accosti già programmati dalla compagnia Msc per le crociere a Brindisi. Al tempo stesso ha un impatto neutro sullo sky-line del porto interno, salvaguardando la vista mare e quindi consentendo alla città di abbracciare il porto interno, come chiesto dall’Amministrazione cittadina. Scartata l’ipotesi del plexiglass perché il materiale è tale da diventare opaco nel giro di due anni, di conseguenza si porrebbe anche un problema di natura economica per le manutenzioni se non addirittura per la sostituzione.

La soluzione cristallo stratificato e ancorato è stata ritenuta valida ed è stata prospettata nei giorni scorsi dai tecnici dell’Autorità portuale, tar lecce-2alla presenza del commissario Mario Valente, ai capigruppo dei partiti, delle liste civiche e dei movimenti rappresentati in Consiglio comunale, oltre che dei dirigenti di Palazzo di città.

Il dubbio da fugare attiene alla possibilità di affidare i lavori per la sistemazione della parete di cristallo in via diretta, dal momento che si tratterebbe il terzo con riferimento allo stesso appalto. Per superare l’incertezza è stato chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato: l’istanza è partita dal segretario generale dell’Authority. L’Ente portuale, inoltre, ha già definito un preventivo di spesa e stando ai primi conteggi, l’importo oscilla fra 300 e 400mila euro, somma che potrebbe essere coperta dalle economie sinora conseguite.

Per quanto riguarda, invece, il materiale già acquistato per la recinzione contestata in via del Mare, il Comune ha dato la propria disponibilità a coprire il costo, pari a 120mila euro, chiedendo in cambio all’Autorità portuale la cessione di quelle materie prime che potrebbero essere destinate a esigenze dell’Amministrazione cittadina, sempre legate a recinzioni. Per esempio per scuole o impianti sportivi.

Mentre il dialogo tra i due Enti è ripreso, resta pendente il giudizio davanti ai magistrati amministrativi: l’Authority ha proposto appello contro l’ordinanza del Tar di Lecce e lo ha fatto non già con l’Avvocatura dello Stato, ma con incarico esterno affidato a Francesco Saverio Marini del foro di Roma e con decreto presidenziale il 10 marzo scorso, inaudita altera parte (cioè senza contradditorio fra le parti) è stato sospeso il provvedimento del Tar. L’udienza per la discussione in camera di consiglio dell’istanza cautelare è stata fissata a fine aprile. Per il Comune ci sarà l’avvocato interno Francesco Trane.

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