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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca

Strutture precarie al Guna beach: ok del Tar, dopo il no del Comune di Brindisi

Accolta in sede cautelare un’istanza della società Accadueo: “Prioritaria la tutela degli interessi imprenditoriali”. A marzo l’udienza di merito

BRINDISI - Ammissibili e legittime le strutture precarie esistenti su un terreno privato adiacente al Lido Guna Beach, stabilimento balneare situato in località Apani. Lo stabilisce un’ordinanza del Tar di Lecce che, in sede cautelare, nella camera di consiglio dello scorso 7 luglio, ha accolto l’istanza della difesa della società ricorrente, Accadueo Srl, rappresentata dall’avvocato Anna Maria Ciardo del foro di Lecce. 

Il legale aveva chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dei provvedimenti del Comune di Brindisi riguardanti il diniego della richiesta di autorizzazione, presentata dalla stessa Accadueo, per il montaggio stagionale di due container mobili, quattro pergole in legno con ombreggiante e due bagni chimici poggiati su struttura a pedana in legno della grandezza di 1,10 metri x1,20 metri. 

Sulla base di quanto sostenuto dalla società ricorrente, le opere in questione “esprimono un limitato impatto urbanistico ed edilizio” e “sono volte ad allestire adeguati spazi a servizio della clientela dello stabilimento balneare”. Tali asserzioni non sono state contestate dall’amministrazione comunale, che non si è costituita in giudizio. 

In attesa di un approfondimento della questione nella fase di merito, la cui udienza è stata fissata per il 22 marzo 2023, il giudice rimarca come “allo stato deve essere apprestata prioritaria tutela agli interessi imprenditoriali della ricorrente, anche al fine di consentire l’utilizzo di elementi strutturali atti a garantire la fruizione dello stabilimento balneare in condizioni di sicurezza”. 

Pertanto la domanda cautelare viene accolta “al solo fine di consentire il montaggio delle strutture in questione durante la (e nei limiti della) stagione estiva in corso, a condizione che le stesse presentino effettivamente le caratteristiche di precarietà ed amovibilità dichiarate dalla ricorrente”. 
 

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