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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Vigilante si inventa rapina. Denunciato

SAN PIETRO VERNOTICO - Avrebbe simulato il furto della pistola di ordinanza e dell'hard disk del computer collegato al sistema di videosorveglianza del parco fotovoltaico in cui lavorava, solo per fare un dispetto ai suoi datori di lavoro. Finisce nei guai la guardia giurata di San Pietro Vernotico di 36 anni Pietro Melli, denunciato dai carabinieri della compagnia di Brindisi dopo che gli stessi hanno accertato che si era inventato tutto.

SAN PIETRO VERNOTICO - Avrebbe simulato il furto della pistola di ordinanza e dell'hard disk del computer collegato al sistema di videosorveglianza del parco fotovoltaico in cui lavorava, solo per fare un dispetto ai suoi datori di lavoro. Finisce nei guai la guardia giurata di San Pietro Vernotico di 36 anni Pietro Melli, denunciato dai carabinieri della compagnia di Brindisi dopo che gli stessi hanno accertato che si era inventato tutto.

Simulazione di reato, procurato allarme, omessa custodia dell'arma e furto aggravato. Sono queste le accuse per le quali il 36enne è stato denunciato in seguito alle indagini avviate qualche settimana fa dai militari che furono chiamati dalla guardia giurata stessa ad intervenire per un presunto assalto ai suoi danni all'interno di un campo fotovoltaico di Cellino San Marco in cui il vigilante lavorava.

Il 36enne raccontò ai carabinieri della locale stazione che tre banditi incappucciati, a bordo di una Fiat Croma, armati fino ai denti si erano introdotti in azienda lo avevano disarmato e avevano lanciato la sua pistola in un campo di carciofi, poi i malviventi si sarebbero fatti consegnare l'hard disk collegato all'impianto di video sorveglianza e si erano poi dati alla fuga. La pistola fu trovata e sequestrata a stretto giro.

Le indagini, avviate in seguito alla denuncia, mostrarono però numerose incongruenze. Perché, innanzi tutto, nessuno aveva rubato niente? I militari, dopo particolari indagini hanno messo alle strette il vigilante che ha confessato la messa in scena a causa di forti dissidi sul luogo di lavoro con i suoi capi che lo avrebbero costretto a turni scomodi e massacranti.

Da qui il piano di simulare l'agguato. Oltre alle ipotesi di reato per le quali è stato denunciato i carabinieri hanno avviato nei suoi confronti una pratica amministrativa per la revoca del porto d'armi e del decreto che gli conferiva il riconoscimento di guardia particolare giurata.

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