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Uno-dei-pochi-ascensori-in-funzione-2

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Vigilantes e telecamere per gli ascensori

BRINDISI - Non c’è pace per gli ascensori dell’ospedale Perrino di Brindisi. Sono proseguiti i guasti e le interruzioni anche a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Impianti spesso bloccati e, pur in periodo di festa, disagi per tutti. Si è deciso di disporre una vigilanza attenta con una guardia giurata che sta lì a sorvegliare quanto accade nei pressi degli ascensori e probabilmente verrà anche installato un sistema di videosorveglianza.

BRINDISI - Non c'è pace per gli ascensori dell'ospedale Perrino di Brindisi. Sono proseguiti i guasti e le interruzioni anche a cavallo tra il vecchio e il nuovo anno. Impianti spesso bloccati e, pur in periodo di festa, disagi per tutti. La direzione generale nei giorni scorsi ha presentato un esposto in procura, facendo presente che i continui "stop" degli elevatori potrebbe derivare da manomissioni dolose, visto è considerato che vi è un passaggio di consegne tra la vecchia e la nuova azienda (Brindisi Elevatori ha lasciato il testimone alla Manutencoop che non avendo al momento personale specializzato si affida alla Kone per interventi urgenti) e che in passato non vi erano state criticità così gravi.

La novità è che si è deciso di disporre una vigilanza attenta con una guardia giurata che sta lì a sorvegliare quanto accade nei pressi degli ascensori e probabilmente verrà anche installato un sistema di videosorveglianza. Nei festivi le conseguenze dei continui guasti si avvertono di meno. Sono ridotte al minimo le visite ambulatoriali, si svolge per lo più l'attività ordinaria e quella urgente. Se non dovessero esservi improvvisi cambi di rotta, sarà quando la situazione tornerà alla sua ordinarietà che riprenderanno i problemi. Non tutti gli ascensori funzionano e al Perrino vi è un continuo via vai da e per i reparti. Il Pronto soccorso, come è normale che sia, si trova al piano terra. Il reparto di Neurologia e quello di Neurochirurgia, tanto per fare un esempio, sono all'ottavo piano.

I piani della struttura sono dieci, in tutto. E da almeno un paio di settimane sono in molti i pazienti costretti a salire per le scale per recarsi dal medico, anche solo per un consulto programmato. Per non dire del vitto che viene trasportato nelle stanze per mezzo dei carrelli che non possono effettuare altro percorso che non sia quello che prevede l'utilizzo degli ascensori. Anche per il ritiro e la fornitura della biancheria, per le medicine, è la stessa storia. Insomma, nulla è mutato, nonostante le riparazioni. E la direzione è sempre più convinta che ci siano accertamenti da fare e che i ripetuti blocchi non siano il frutto di casualità.

Quanto alla gestione del servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria, la situazione è invariata. Dopo il trasferimento dell'appalto dalla Brindisi Elevatori alla Manutencoop si è creato un vuoto: i lavoratori della vecchia ditta sono stati licenziati, la Manutencoop non si è ancora organizzata. C'è chi racconta, tra medici e personale che frequenta il nosocomio pressoché quotidianamente, che è arcinoto da tempo che gli impianti (vecchi di vent'anni) non sono mai stati perfettamente funzionanti e che hanno necessitato per lungo tempo continua assistenza da parte del personale addetto. Ora la situazione è precipitata: le guardie giurate in servizio di controllo e le telecamere, probabilmente sveleranno il mistero. La procura che, ricevuta la notifica dell'esposto del dg Paola Ciannamea, aprirà un'inchiesta, farà il resto.

 

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