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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Ostuni

Villaggio Ecosport, Coppola: "Lì non ci dovrebbe essere più nulla di personale"

Il sindaco di Ostuni replica alle lamentele della cooperativa dei proprietari della struttura confiscata, sulla mancata vigilanza. "Cercheremo di rivalutare l'area attraverso il project financing"

OSTUNI – “In quella struttura non ci dovrebbe essere più nulla di personale. Dopo 15 anni di processi e ricorsi al Tar e Consiglio di Stato non si può più sperare di tornare in possesso di un’area che è totalmente abusiva, sotto confisca e di proprietà del Comune”. Il sindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, chiude la porta a una proposta di “interlocuzione con il Comune per ricercare la migliore soluzione possibile per tutti” che arriva dalla cooperativa dei proprietari delle strutture esistenti nel Villaggio Ecosport di Lamasanta Piccola, Costa Merlata di Ostuni, interessato sabato scorso (28 ottobre) da un incendio che ha danneggiato una roulotte e alcuni moduli abitativi. I proprietari contestano all’amministrazione comunale di aver “asciato che l’area divenisse preda di continui saccheggi, sconfinanti in una vera e propria razzia”.

Ma il primo cittadino respinge ogni addebito. “Da quando mi sono insediato – afferma a BrindisiReport Coppola – fino all’anno scorso, ho sempre permesso nel fine settimana ai proprietari che chiedevano accesso al villaggio di poter recuperare materiale personale. Fino a qualche mese fa abbiamo concentrato queste visite all’interno della struttura, ribadendo che lì non ci deve essere più nulla”.  “Al di là di queste lamentele – prosegue Coppola – per un incendio che non ci risulta essere doloso, stando a un rapporto dei vigili del fuoco in cui non si parla di inneschi, credo che l’area andrebbe ripulita". 

A tal proposito l’amministrazione comunale sta valutando la possibilità di ricorrere alla formula del project financing (una operazione di tecnica di finanziamento a lungo termine di un progetto in cui il ristoro del finanziamento stesso è garantito dai flussi di cassa previsti dalla attività di gestione dell'opera stessa) per rivalutare tutta la zona, destinandola a uso pubblico. 

“L’uso abitativo – chiarisce Coppola – non lo prevedevano le leggi di allora. Non è possibile riacquisire un qualcosa che è totalmente abusivo, come dimostrato delle sentenze. In passato abbiamo avuto un’interlocuzione con i legali dei proprietari, ma ora non c’è margine per fare altro”. 

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