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Villaggio pescatori: "Un pezzo di tradizione che non può andare perso"

"Credo che certe realtà, vadano tutelate, fanno parte di una cultura popolare, che abbiamo il dovere di tramandare, per non perdere le nostre radici"

BRINDISI - Presi dalla vita frenetica, che ci fagocita giornalmente, ci muoviamo come ombre vaganti tra stress, consumismo, vite virtuali e social. Ingoiamo il tempo tenendo fissi i nostri occhi sul telefonino di ultima generazione, escludendoci dal mondo reale e da ciò, che di bello ci circonda.

Inaspettatamente, in una splendida giornata di sole, l’attesa della motobarca alla banchina del Villaggio Pescatori, ti risveglia da quel torpore annebbiato, regalandoti, quasi per incanto, pezzi di emozioni; riscopri la tua città e angoli di tradizioni, che diventano folkrore.

VILLAGGIO pescatori brindisi-3

Ben disposti sul marciapiede, che scende sino all’imbarco di via Santa Maria del Casale, osservo, con interesse, i pescatori Damiano, Adamo, Rino, Luigi e Teodoro intenti a sbrogliare una lunga lenza, che risistemano ordinatamente in apposite vasche circolari, che hanno, sull’orlo, una lista spessa di sughero, per fissarvi gli ami da ridistribuire sulla lenza stessa.

Incuriosita mi sposto più in là, dove un altro gruppo di pescatori sta svolgendo la stessa attività, ci sono Peppino, Nicola, Raffaele, il più giovane di tutti e lo “zio” cosiddetto perché il più anziano. Nicola mi spiega che quel cesto-vasca, con inserita la lenza si chiama “cuenzo” nella forma dialettale, in italiano, specifica, si dice “parangale”. La notte la lenza viene calata in mare, per la pesca e ogni mattina risistemata per la notte successiva. 

NICOLA_PEPPINO-2

La motobarca è arrivata, chiedo di poterli fotografare, acconsentono, ci lasciamo simpaticamente, prometto che avrei scritto qualcosa su di loro, mi sorridono felici di essere stati notati e apprezzati.

Mi imbarco, la navetta si muove lentamente per raggiungere la banchina opposta, scatto le ultime foto, lasciandomi alle spalle l’immagine di quelle case semplici, digradanti sul mare, e quel villaggio, che è un pezzo di tradizione, che non può andare perso, come non può cadere nell’oblio un’attività così antica come quella della pesca, insita, come l’agricoltura, nel Dna della nostra terra.

BARCHE IN SECCA villaggio pescatori brindisi-2

Purtroppo il piccolo rione non rientra più nelle spese di manutenzione del Comune, che ha dovuto abbandonare, per scarsità di fondi ed ora si teme il suo decadimento. Credo che certe realtà, vadano tutelate, fanno parte di una cultura popolare, che abbiamo il dovere di tramandare, per non perdere le nostre radici.

La navetta approda sull’altra sponda, dò un ultimo sguardo al Villaggio Pescatori, è una chicca ritagliata tra le incantevoli ville del rione Casale. Impossibile non ammirare quello scorcio di mondo, che sa di fiabesco quando la foschia lo avvolge, sembra un dipinto d’altri tempi, un pittore non potrebbe fare di meglio.

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