Cronaca

Vincolo di inedificabilità per sette anni sui terreni colpiti dalla Xylella

I terreni colpiti dal batterio della Xylella fastidiosa saranno sottoposti per 7 anni a vincolo di in edificabilità. E’ quanto previsto dalla proposta di legge approvata stamani dal consiglio regionale

BRINDISI – I terreni colpiti dal batterio della Xylella fastidiosa saranno sottoposti per 7 anni a vincolo di in edificabilità. E’ quanto previsto dalla proposta di legge a firma del consigliere Sergio Blasi (Pd) approvata stamani dal consiglio regionale con 24 voti favorevoli e uno contrario. Il testo originario è stato sostituito da un emendamento che ha riscritto interamente l’unico articolo del provvedimento.

I 15 anni precedentemente previsti per il divieto di modifica della tipizzazione urbanistica  dei terreni interessati alla infezione e per questo interessati all’espianto di alberi di ulivo, sono stati ridotti a 7, al fine di garantire la continuità dell’uso agricolo. Unica eccezione la realizzazione di opere pubbliche necessarie alla tutela dall’incolumità pubblica e dell’ambiente, per la quali sia stata svolta con esito positivo la Via e ricorrano congiuntamente tre requisiti: l’opera abbia un livello di progettazione esecutiva e sia immediatamente cantierabile; che si sia adempiuto a tutte le prescrizioni conseguenti alla Via con relativa verifica di ottemperanza asseverata da tutti gli enti competenti e che l’iniziativa in questione sia coerente con ulteriori opere “tecnicamente connesse”. 

Nella provincia di Brindisi, gli agri interessati dalla problematica sono quelli di Torchiarolo, San Pietro Vernotico, Cellino San Marco, San Donaci, San Pancrazio Salentino. 

La nuova legge è stata osteggiata dal gruppo di Area Popolare, il cui consigliere  Giannicola De Leonardis rimarca che il vincolo di in edificabilità “aggiunge al danno prodotto dal batterio la beffa della discriminazione rispetto ad altri, magari in terreni appena adiacenti, che possono invece operare liberamente, mentre loro sono condannati all’immobilità assoluta per almeno sette anni”. “Da qui le  - prosegue De Leonardis – le ragioni della nostra contrarietà rimarcata nell’aula consiliare: non siamo infatti riusciti a comprendere  le motivazioni reali alla base di tale provvedimento normativo, perché nessuno sceglie consapevolmente e con premeditazione di abbattere un albero di ulivo malato per intenti e interessi speculativi, o per cambi di destinazione d’uso dei terreni interessati”.

Il consigliere di Forza Italia Domenico Damascelli si chiede: “questo nuovo testo è frutto di un dietrofront della Giunta per ragioni tecniche o di mercimonio politico per tenere unita la maggioranza? Se il vincolo iniziale di edificabilità era di 15 anni, quali sono i criteri di mediazione che hanno individuato lo strano vincolo dei 7 anni?”. 

“Il Consiglio regionale – ha concluso Damascelli - dovrebbe essere investito di questioni utili a combattere il batterio e non certo convocato per risolvere i soliti mal di pancia interni al centrosinistra”. 

Critico nei confronti della legge regionale è anche il consigliere forzista Nino Marmo, secondo il quale “l’inedificabilità per legge delle aree rurali colpite da Xylella e, quindi, dal disseccamento rapido degli ulivi, è una posizione pretestuosa, ingiustificata e probabilmente anticostituzionale, addotta da falsi paladini dell’ambiente. Per tantissimi agricoltori onesti, poi, ecco la beffa che si aggiunge al danno!". 

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