Impianti vietati in terra di Xylella, sequestrati 5mila mandorli

In una azienda agricola di Francavilla Fontana, che non ha rispettato il divieto. Le pianticelle saranno distrutte

FRANCAVILLA FONTANA – Perderà l’intera piantagione di cinquemila nuovi mandorli un agricoltore di Francavilla Fontana che ha violato, stando agli accertamenti condotti dai carabinieri forestali della stazione di Ceglie Messapica, le disposizioni di legge regionale e dell’Unione europea in materia di contenimento del batterio Xylella fastidiosa, che non colpisce solo l’ulivo, come ricordano gli stessi carabinieri forestali, “ma numerose altre piante, fra alberi e arbusti, per complessive oltre 30 specie, definite ospiti”.

E tra queste “ci sono quelle della famiglia del genere Prunus, fra cui rientra il mandorlo, anch’ esso tipico della nostra regione. Come per l’ulivo, anche per le piante ospiti, potenzialmente soggette alla ricezione e trasmissione del batterio, vige il divieto di nuovi impianti nella zona infetta e nella ex fascia di contenimento, ai sensi della delibera di Giunta Regionale n. 1890 del 24 ottobre 2018, la più recente applicazione della Decisione di esecuzione dell’Unione Europea n. 789 del 2015”.

In materia di vigilanza sul rispetto delle norme sull’infestazione da Xylella, i carabinieri forestali osservano una stretta azione di vigilanza anche nel Brindisino, perché “nonostante tale importante divieto, che è fondamentale per tutelare le colture di tutto il territorio, c’ è ancora chi pensa di agire contro le disposizioni ed eludere i controlli”.

E veniamo al caso di Francavilla Fontana, dove come già detto un imprenditore agricolo nella sua azienda, in contrada Cicoria ha messo a dimora 5000 alberelli di mandorlo dolce in tempi successivi all’ emanazione del divieto. A seguito dell’accertamento, i carabinieri forestali “hanno provveduto a sottoporre a sequestro amministrativo la piantagione e ad elevare sanzione pecuniaria all’agricoltore, ai sensi dell’articolo 54 del decreto legislativo n. 214 del 2005”.

Gli atti sono stati trasmessi per competenza all’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, anche per l’adozione dei provvedimenti di confisca e distruzione del materiale vegetale sequestrato, come previsto dalle stesse norme cautelari in materia di lotta all’espansione del batterio.

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