Cronaca

Violenza sessuale, la Procura chiede l’ascolto di due minori

Incidente probatorio dopo l’arresto dello studente di 19 anni accusato di aver abusato di un ragazzino di 12 anni. Il pm vuole sentire in forma protetta anche un secondo minorenne, in vista del processo. Già affidato l’incarico per la perizia sulle chat Facebook e Whatsapp

BRINDISI – La Procura di Brindisi ha chiesto l’ascolto di due ragazzini di 12 anni nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di uno studente di 19 anni con l’accusa di violenza sessuale perché c’è il terribile sospetto di un secondo caso di abusi, oltre a quello contestato nel provvedimento di arresto dello scorso 20 maggio.

somma ghizzardi montinaro-2L’incidente probatorio appare necessario per sentire i minorenni che sarebbero stati contattati dal giovane su Facebook, tramite un profilo falso, con il nome di una ragazza in realtà non esistente. L’ascolto avverrà un maniera protetta, alla presenza non solo degli avvocati che assistono le famiglie dei ragazzini, ma di uno psicologo. (accanto la foto della conferenza stampa)

In tal modo, il pubblico ministero intende anticipare alla fase delle indagini preliminari la formazione della prova a sostegno dell’accusa mossa nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli agenti della Mobile di Brindisi a carico del liceale iscritto al quinto anno. Rispetto all’iniziale impostazione contenuta nel provvedimento di arresto ai domiciliari, il pm ha raccolto elementi tali da considerare come possibile parte lesa anche un altro ragazzino, della stessa età di quello già indicato come vittima di tre episodi di violenza avvenuti in un rudere che si trova all’interno del Parco del Cesare Braico.

Il sospetto che potesse esserci altro sarebbe emerso dalla lettura delle chat relative al falso profilo Facebook a cui sarebbero state aggiunte quelle su Whatsapp. Nei giorni scorsi la Procura ha disposto l’affidamento di una perizia per leggere tutti i file sul computer, sul tablet e sul telefonino in uso allo studente di 19 anni e parallelamente ha disposto l’ascolto del secondo minore, sempre in forma protetta con tutte le precauzione del caso, in qualità di persona informata sui fatti.

Con l’incidente probatorio, la Procura non solo conferma l’accusa ma la estende sino a comprendere un nuovo episodio di violenza sessuale che sarebbe avvenuto dopo i contatti sul social network, con modalità identiche a quelle contestate nell’ordinanza di arresto e sulle quali il maggiorenne indagato non ha fornito alcuna replica. Il giovane, infatti, si è avvalso della facoltà di non rispondere in sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip.

Ha invece respinto le accuse il papà del ragazzino di 12 anni, finito anche lui ai domiciliari il 20 maggio scorso, per lesioni personali ai danni del 19enne perché secondo l’accusa avrebbe aggredito a colpi di martello lo studente, dopo essere venuto a conoscenza dei fatti. Il genitore, assistito dall’avvocato Gianluca Palazzo, ha ribadito di non aver mai incontrato il ragazzo e a sostegno della sua professione di innocenza è arrivata la confessione di un parente della moglie che ha ammesso di aver sferrato due pugni al maggiorenne, di fatto scagionando l’altro.

La confessione è stata raccolta dall’avvocato Valentina De Mitri, a cui il familiare del dodicenne ha chiesto di essere accompagnato in Procura, negli uffici della polizia giudiziaria, per fornire la propria versione dei fatti. Agli ufficiali ha precisato di aver voluto incontrare lo studente e di averlo fatto in luogo pubblico nei pressi della sua abitazione, negando di aver usato un martello.

Tenuto conto di queste dichiarazioni, l’avvocato Palazzo ha presentato istanza al gip e al Tribunale del Riesame per chiedere l’annullamento della misura cautelare per il papà del minore.

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