Cronaca

Violenza sessuale nel Braico, il gip dispone l’ascolto di due dodicenni

L'incidente probatorio chiesto dal pm. Indagato uno studente di 19 anni, di Brindisi: ieri ha sostenuto l'esame orale per la maturità . E' ai domiciliari dal 20 maggio. Secondo la Procura avrebbe contattato i minori usando Facebook: gli abusi nel parco del Cesare Braico

BRINDISI – Incidente probatorio per raccogliere le testimonianze di due minori, entrambi dodicenni, ritenuti vittime di violenza sessuale, accusa mossa nei confronti di uno studente di Brindisi di 19 anni, ai domiciliari dallo scorso 20 maggio.

somma ghizzardi montinaro-2L’ascolto in forma protetta è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, su richiesta del sostituto procuratore Pierpaolo Montinaro: in tal modo, le dichiarazioni rese dalle due presunte vittime, già ascoltate dal pm, alla presenza di uno psicologo, diventeranno una prova prima ancora del dibattimento. (Nella foto accanto un momento della conferenza stampa, il giorno dell'arresto dello studente).

Il pubblico ministero ha anche ascoltato lo stesso indagato che ieri, lunedì 4 luglio, ha affrontato l’esame orale per il conseguimento della maturità. Lo studente, tramite il suo difensore, ho ottenuto un permesso per lasciare la propria abitazione e raggiungere la scuola.

Il fascicolo d’inchiesta è stato aperto dopo la denuncia sporta dai genitori di un ragazzino minorenne una volta venuti a conoscenza dei contatti fra i due avvenuti sul social network Facebook nel periodo di tempo tra ottobre e novembre 2015. Lo studente avrebbe usato un profilo falso, con il nome di una ragazza. Si tratta del minore che, nella ricostruzione della vicenda, sarebbe entrato per primo in contatto con il 19enne.

Dalla lettura delle chat, la mamma del ragazzino avrebbe saputo degli incontri all’interno del parco del Cesare Braico e poi degli abusi contestati nel provvedimento di arresto eseguito dagli agenti della Mobile: secondo l’accusa le violenze sessuale sarebbero state consumate in tre occasioni in un rudere che si trova nel parco. Stessa modalità di approccio, secondo il pm, nei confronti di un altro ragazzino.

Il pubblico ministero, tenuto conto della delicatezza del caso in ragione della minore età delle presunte vittime e della gravità dell’accusa mossa nei confronti dello studente maggiorenne ha ritenuto necessario da un lato, procedere con la richiesta di incidente probatorio davanti al giudice per le indagini preliminari in modo tale da raccogliere – in modo protetto – le dichiarazioni dei due minorenni in vista del processo, anticipando quindi in fase di indagini preliminare la formazione della prova e dall’altro, ha disposto l’ascolto dell’indagato.

Nella vicenda resta indagato con l’accusa di lesioni personali ai danni del 19enne il papà del ragazzino di 12 anni, ritenuto prima vittima della violenza sessuale: il genitore è stato rimesso in libertà dal gip per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza dopo la confessione di uno zio del ragazzino, il quale ha ammesso di essere stati lui l’autore dell’aggressione. Nei confronti di quest’ultimo non è stato assunto alcun tipo di provvedimento, tenuto conto del fatto che si è presentato spontaneamente in Procura, negli uffici della polizia giudiziaria, per rendere dichiarazioni.

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