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"Violenza sessuale su una bimba di sette anni": condannato ispettore Inail

Sei anni e otto mesi al funzionario, due anni e 10 mesi alla madre della bimba. L'inchiesta partita dalla denuncia di una cartomante

BRINDISI – Prima la denuncia della cartomante di un call center, poi l’inchiesta, l’arresto e adesso la sentenza del Tribunale per violenza sessuale su una bambina di sette anni e pedopornografia: un ispettore dell’Inail di Brindisi è stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione, mentre la madre della piccola è stata condannata a due anni e 10 mesi.

La sentenza

Il verdetto di primo grado arriva dal gup del Tribunale di Perugia di fronte al quale è stato incardinato il processo con rito abbreviato, per competenza territoriale. Le motivazioni saranno depositate nelle prossime settimane. La difesa del funzionario Inail, ai domiciliari dopo l’arresto in carcere avvenuto a dicembre dello scorso anno,  ha già anticipato che intende presentare Appello perché l’imputato ha sempre rivendicato la propria innocenza.

Secondo l’accusa l’ispettore dell’Inail residente a Brindisi e la donna che vive invece a Perugia, dopo esserci conosciuti in chat si sarebbero scambiati foto e video dal contenuto sessuale, la cui protagonista sarebbe stata la bambina di sette anni, figlia dell’imputata.

I difensori della donna hanno chiesto e ottenuto una consulenza psichiatrica che ha portato ad accertare  una “la semi incapacità di intendere e di volere”. All’ispettore dell’Inail è stata contestata l’aggravante di avvalso della complicità della donna, non del tutto capace di comprendere la reale portata della gravità di ciò che stava facendo.

La denuncia della cartomante

Alla base delle indagini, stando a quanto si apprende, ci sarebbe stata la denuncia presentata da alcune cartomanti di un call center dell’Umbria al quale la donna si sarebbe rivolta allo scopo di conoscere il proprio futuro.  La donna, finita ai domiciliari, avrebbe riferito di strani “giochi” che avvenivano tra lei e un amico in chat.

Il computer e il telefonino di entrambi vennero sequestrati per essere sottoposti a perizia. La perquisizione con contestuale sequestro dei pc e degli smartphone usati dal brindisino risale alla scorsa estate: la consulenza disposta dal pm permise di trovare e copiare i file, tra fotografie e video.

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