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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca

Sopralluogo dei deputati M5S nella ex base Usaf, e interrogazione al ministro

Cosa ha intenzione di fare il governo italiano della parte della ex Base Usaf di San Vito dei Normanni ancora non destinata ad altri usi, malgrado siano state completate alcune bonifiche delle strutture in amianto presenti? Lo chiede in una interrogazione al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il deputato del Movimento 5 Stelle della Bat, Giuseppe D'Ambrosio

BRINDISI – Cosa ha intenzione di fare il governo italiano della parte della ex Base Usaf di San Vito dei Normanni ancora non destinata ad altri usi, malgrado siano state completate alcune bonifiche delle strutture in amianto presenti? Lo chiede in una interrogazione al ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il deputato del Movimento 5 Stelle della Bat, Giuseppe D’Ambrosio. L’interrogazione porta la data di martedì 28 ottobre e segue di due giorni la visita presso la ex Base Usaf effettuata da altri tre deputati del M5S, Massimo Artini, Paolo Bernini e Gianluca Rizzo.

L’area da riutilizzare è di circa 90 ettari, e la delegazione parlamentare del M5S ha potuto constatare che una parte degli immobili, come il centro clinico, malgrado siano in disuso da vent’anni, sono ancora immuni dal degrado. Parte del patrimonio immobiliare, come gli alloggi per famiglie è stato devastato da incendi e dall’incuria, ma un’altra parte è recuperabile. Sin qui nessun nuovo utilizzo è stato fatto della ex base, salvo l’area trasferita gratuitamente al World Food Programme delle Nazioni Unite per lo stoccaggio dei materiali di pronto intervento umanitario, stante la difficoltà oramai a concentrare tutto nel settore militare dell’aeroporto di Brindisi; mentre resta al suo posto l’osservatorio solare gestito da personale americano. La base è stata utilizzata anche dalle forze armate italiane per esercitazioni di guerriglia urbana.

La exBase UsafEcco il testo integrale dell’interrogazione di D’Ambrosio, che è anche una sintesi della storia della Base Usaf di San Vito dei Normanni, la più importante in Italia per la guerra elettronica. “Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: la base USAF di San Vito dei Normanni (San Vito dei Normanni Air Station) era una struttura militare dell'aeronautica degli Stati Uniti d'America (United States Air Force Security Service) situata a circa 10 chilometri a nord ovest di Brindisi, in una posizione intermedia fra il porto di Brindisi e la città di San Vito dei Normanni; San Vito dei Normanni Air Station è stata attivata grazie ad un accordo segreto tra il Governo italiano e gli Stati Uniti d'America, in piena guerra fredda il 10 novembre 1960. Nel 1959 arrivarono i primi americani a San Vito dei Normanni e dopo aver recintato i 117 ettari in località Pozzo de Vito, diedero il via alla costruzione delle installazioni logistiche che permisero poi al 6917° Radio Squadron Mobile nel novembre del 1960 di entrare in attività.

Nel 1963 questo reparto cambiava denominazione in quella più appropriata di 6917° Electronic Security Group, affiancato in seguito dal 2113° Communication Squadron da una sezione distaccata della marina americana, la Naval Security Group Activity. Nel frattempo si procedeva alla costruzione della struttura che prese il nome di «The elephant's cage» (la gabbia dell'elefante), antenna radiogoniometrica ad alta frequenza AN/FRLG-9 che entrò in funzione nel 1964.

Alcuni edifici dell'ex base UsafNel 1967 l'attività di spionaggio della base passò alle dipendenze operative alla NSA (National security agency). Nel 1967 nella base vi erano circa 5000 cittadini statunitensi, tra operativi e famiglie, che in parte furono ospitati nei 280 alloggi interni alla base, ma molti altri nei paesi circostanti. All'inizio degli anni ottanta conseguentemente all'affermazione della tecnologia satellitare che rendeva superflue ed antiquate le grandi installazioni fisse come San Vito.

La guerra del Golfo del '91 fu l'ultima operazione convenzionale alla quale partecipò la base e con il disfacimento del Patto di Varsavia, arrivò l'ordine di smobilitazione della base che da aprile 1993 cessò di operare con lo scioglimento del 6917° Security Group e del gruppo di Sicurezza Navale. Alla partenza degli specialisti del 6917°, l'Aviazione americana non abbandonò San Vito, per decidere invece l'istituzione del 775° Air Base Group che, con qualche centinaio di militari ebbe il compito di sorvegliare le apparecchiature rimaste, la grande antenna, alcune strutture importanti per la NSA ed il sistema Echelon, come la stessa stazione di osservazione solare, importantissima per il controllo del funzionamento dei sistemi satellitari militari e civili. Alla fine del 1993, a seguito della guerra civile nella ex Iugoslavia, la base USAF si trasformò in un punto di appoggio logistico e di stazionamento per le missioni «Deny flight» e «Provide Promise».

Base Usaf- Lo smontaggio della grande antenna dopo la cessazione dell'attivitàIl 12 agosto 1994 il 775° Air Group cessò di esistere e con esso gran parte delle attività che avevano mantenuto sino allora efficiente la piccola cittadella americana, gli alloggi, le scuole, gli impianti sportivi e tutte le attività collaterali alle quali erano interessati anche i circa 350 impiegati civili italiani. Contemporaneamente, nasceva un altro reparto dell'aviazione USAF, il 775o Air Base Squadron composto da circa 200 uomini e dipendente dal 616o gruppo di Aviano.

Con la fine della guerra del Kosovo, partirono i Navy Seal, i loro aerei ed elicotteri, ad eccezione di un reparto addetto alla sorveglianza del perimetro esterno e all'efficienza della stazione di osservazione solare della NSA. Fu subito istituita una commissione paritetica USA - Italia, il cui capo delegazione per parte italiana, il colonnello Giorgio Serravalle, trattò la cessione della base dagli USA al Ministero della difesa italiano. La grande antenna che, in un primo momento, a causa degli alti costi di rimozione, sembrava fosse destinata a rimanere lì, fu smantellata.

Dal gennaio 2001, dopo che gli USA comunicarono l'intenzione di non utilizzare più la base, è iniziata la procedura per la restituzione del terreno e la cessione delle strutture, che doveva compiersi al prezzo nominale di un dollaro entro tre anni; il 24 luglio 2003 nella base americana di Ramstein, in Germania, con una cerimonia ufficiale, alla presenza del colonnello Casertano (per lo Stato maggiore dell'aereonautica militare) e del comandante dell'aeroporto di Brindisi, Rolando Tempesta, è stato sancito il passaggio della base di San Vito dall'Aeronautica USA a quella italiana; solo una piccola porzione della base resta in uso agli Stati Uniti d'America, con un recinto autonomo ed è quella che ospita il Solar Observatory (osservatorio solare), una delle sei strutture a livello mondiale dell'Air Force Solar Electro - Optical Network (SEON), la quale ha dislocato in tutto il mondo questi siti per assicurare il controllo del sole 24 ore su 24; il Governo italiano, dopo la visita del segretario dell'ONU alla ex base USAF, ha deciso di donare parte della struttura (15 ettari) allo United Nations World Food Programme (WFP) come supporto logistico della base operativa delle Nazioni Unite di Brindisi; i restanti 90 ettari, attualmente in gestione all'Aereonautica militare italiana, sono stati oggetto di alcuni interventi di bonifica.

Ex base Usaf, incendio del 7 luglio 2008Le operazioni di raccolta, rimozione e conferimento a discarica di materiale di risulta, costituito essenzialmente da lastre di copertura in cemento-amianto, sono state eseguite durante la fase di messa in sicurezza di emergenza ed in particolare a partire dal 5 ottobre 2011 e fino al 24 febbraio 2012. Le restanti operazioni di bonifica conseguenti alla conferenza dei servizi del 25 maggio 2012 di approvazione del piano di caratterizzazione, sono state condotte a partire dal 29 luglio 1013 e fino al 04 ottobre 2013.

Tali interventi hanno riguardato tutte le criticità di cui al citato piano di caratterizzazione ed in particolare: lavori di bonifica aree contaminate da idrocarburi pesanti (compreso rimozione serbatoi e smaltimento terreno contaminato); lavori di rimozione e smaltimento trasformatori contenenti fluidi dielettrici additivati con PCB; lavori di bonifica e smaltimento rifiuti misti provenienti dal crollo di fabbricati; il 26 ottobre 2013 una delegazione di parlamentari del M5S composta dal vicepresidente della Commissione difesa della Camera dei deputati Massimo Artini, dai deputati Paolo Bernini e Gianluca Rizzo ha compiuto una visita ex base USAF di San Vito dei Normanni (Br).

In quell'occasione è stato possibile visitare i vecchi alloggi dei militari USA, gli edifici del comando militare, le strutture utilizzate a suo tempo per accogliere una comunità di oltre 3000 mila militari, compresa una clinica ora abbandonata ma che versa, nonostante la più che ventennale chiusura, in uno stato non di degrado. La delegazione ha inoltre verificato che la bonifica dall'amianto e degli altri materiali pericolosi operata dal Ministero della difesa di concerto con le autorità locali è terminata il 4 ottobre 2013 - :

quali iniziative s'intendano porre in essere per la ex base USAF di San Vito dei Normanni, specificando se la stessa rimarrà nella disponibilità del demanio militare o sarà dismessa per confluire nel demanio civile”.

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