Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Vitali legale del boss: "Ora sono solo penalista"

FRANCAVILLA FONTANA - Giancarlo Capobianco, arrestato oggi perché ritenuto l’acquirente di un arsenale da guerra in servizio alla Scu, ha nominato come avvocato l’ex parlamentare Pdl e sottosegretario alla giustizia Luigi Vitali. Imbarazzo? Affatto.

FRANCAVILLA FONTANA - E' ritenuto il referente del clan Penna - Pasimeni a Francavilla Fontana. Lo sostiene la Direzione distrettuale antimafia, tesi condivisa dal Tribunale di Brindisi che in primo grado, al termine di un processo con rito abbreviato lo ha condannato a otto anni di reclusione per mafia (operazione Last Minute). Capobianco, arrestato oggi perché ritenuto l'acquirente di un arsenale da guerra in servizio alla Scu, ha nominato come avvocato l'ex parlamentare Pdl e sottosegretario alla giustizia Luigi Vitali, lo stesso che ha proposto appello alla sentenza di condanna proprio nel processo di cui sopra, nato dalle dichiarazioni del pentito Ercole Penna.

Legale illustre, insomma. Ancora oggi coordinatore provinciale del Popolo della libertà in provincia di Brindisi, consigliere comunale a Francavilla Fontana. Incompatibilità? Non ve n'era prima e non c'è adesso. Ragioni di opportunità? Per esprimersi su quelle si dovrebbe riporre in un cassetto la penna da cronista e passare alle opinioni. Cosa ne pensi Luigi Vitali lo abbiamo appreso dalla sua stessa voce. L'ex parlamentare ha ringraziato per la domanda posta, evidentemente propenso a fugare preventivamente ogni forma di polemica.

"Finché ho rivestito il ruolo di parlamentare, e anche di sottosegretario alla Giustizia, ho sospeso autonomamente la mia attività professionale privata di penalista. Adesso non sono più un parlamentare, e devo tornare a fare il mio lavoro di sempre. Non sono mai stato l'avvocato delle assicurazioni, ho sempre fatto il penalista e torno a farlo anche per consentire alla mia famiglia di avere una vita agiata". Prima questione.

Poi , nel merito, secondo Vitali c'è da dire che in assenza di condanne definitive Capobianco non è un mafioso: "Abbiamo proposto appello alla sentenza Last Minute, abbiamo chiesto addirittura che la fissazione dell'udienza fosse anticipata a novembre". Presunzione di innocenza, dunque, anche per il "capoclan" se non ci sono sentenze passate in giudicato. Quanto ai ruoli istituzionali attualmente ricoperti "non v'è alcun conflitto di interessi" dice Vitali. "Continuerò a fare il penalista" spiega. E se dovesse tornare a essere un parlamentare, smetterà nuovamente.

Per il momento assiste l'imprenditore, il colletto bianco della Scu,colui che a dire di Linu Lu Biondu non era mai stato affiliato perché quei riti erano tramontati e perché alla Sacra corona serviva qualcuno di formalmente "pulito", apparentemente esterno. Penna, parlando di Zio Carlone agli investigatori e agli inquirenti, dice: "Giancarlo Capobianco di Francavilla Fontana, che fa parte del nostro gruppo anche se non è formalmente affiliato in quanto da un po' di tempo evitiamo i rituali di affiliazione di persone che hanno disponibilità economiche per evitare che questo aspetto formale possa danneggiarli e tenere riservata la loro partecipazione al nostro clan".

E poi: "Capobianco è direttamente coinvolto anche nella gestione delle attività illecite che svolgeva per conto nostro. Per esempio si occupa stabilmente del controllo del gioco d'azzardo a Francavilla Fontana (e lo scorso anno 2009 anche a Ceglie Messapica) che a Francavilla si tiene in un circolo gestito dal fratello Silvio Capobianco nei pressi della piazza al primo piano di un palazzo al cui piano terra è sito un bar, sotto un porticato. In genere i proventi del gioco d'azzardo vengono contabilizzati verso il mese di febbraio di ciascun anno e di solito divisi tra me e Capobianco occupandomi io della quota destinata a Massimo Pasimeni, dopo la sottrazione di quella destinata ai detenuti)".

Infine: "So che Capobianco ha acquistato un paio di mesi prima che venissi arrestato armi e bombe per ventimila euro da un russo che a suo dire faceva parte dei servizi segreti e che frequentava Brindisi. Mi disse che si trattava di nove bombe a mano, tre Kalashnikov piccoli e alcune pistole. Già in precedenza Capobianco acquistava non solo per tenerle a nostra disposizione ma anche per soddisfare le richieste di altri appartenenti all'organizzazione di Francavilla che ne avessero bisogno".

Nell'inchiesta che ha portato oggi a cinque arresti Zio Carlone risponde in concorso con Penna di aver acquistato, detenuto e portato in luogo pubblico armi da guerra e esplosivi con l'aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso nota come Sacra Corona Unita.

 

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