Cronaca

Vizzino: "Non mi dimetto, sono innocente e i fatti mi daranno ragione"

“Non lascio il consiglio regionale perché sono sereno per un motivo molto semplice: sono sempre stato una persona leale, corretta e onesta, per cui aspetto che la giustizia faccia il suo corso per dimostrare che sono assolutamente estraneo a ogni accusa che è stata mossa nei miei confronti”.

BRINDISI- “Non lascio il consiglio regionale perché sono sereno per un motivo molto semplice: sono sempre stato una persona leale, corretta e onesta, per cui aspetto che la giustizia faccia il suo corso per dimostrare che sono assolutamente estraneo a ogni accusa che è stata mossa nei miei confronti”.

Mauro Vizzino, 34 anni, di Mesagne, neo proclamato eletto consigliere regionale nella lista Emiliano sindaco di Puglia, respinge con tono pacato ogni illazione e soprattutto l’ipotesi di reato di peculato imbastita dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, all’esito degli accertamenti delegati ai carabinieri del Nas di Taranto, sulla contabilità dei ticket per prestazioni sanitarie per un totale di 1.192 euro, chieste al Cup (centro unico di prenotazione) della Asl di Mesagne, dove il nuovo inquilino delle Assise baresi lavora da tempo in qualità di impiegato.

A fine luglio debutterà ufficialmente nell’Aula del Consiglio regionale, dopo aver sperimentato il batticuore della cerimonia della proclamazione neanche una settimana addietro. Oggi la notizia dell’inchiesta arrivata a conclusione con la notifica dell’avviso di chiusura notificato al suo avvocato di fiducia, Alessandro Dell’Aquila. 

“Purtroppo spiace constatare che prima ancora di essere stato informato io, prima ancora che lo sapesse il mio legale, c’era già qualcuno perfettamente a conoscenza dell’avviso di conclusione: mi riferisco ad alcuni giornalisti che, per carità, fanno il lavoro ma ci si chiede come mai sappiano prima ancora che ci sia la notifica ai diretti interessati”, dice senza tradire il tono composto.

“In ogni caso, sono pronto ad affrontare il tritacarne mediatico nel quale mi rendo conto di essere già finito, tanto è vero che ho intenzione di incontrare il governatore Michele Emiliano per parlargli”, prosegue. “Ma sin da subito dico chiaramente che non alcuna intenzione di fare un passo indietro, in altre parole non lascio il posto in consiglio regionale perché sono più che certo che alla fine di tutta questa storia, riuscirò a dimostrare di avere la coscienza pulita”.

“Certo, so che i tempi della giustizia sono quelli che sono, ma sono pronto ad attendere e nel frattempo invito a ricordare che si è innocenti sino a prova contraria e che ci sono tre gradi di giudizio”. Al momento, a indagine chiusa, spetta al pubblico ministero titolare del fascicolo decidere il passo successivo, vale a dire se esercitare o meno l’azione penale con la formulazione del capo di imputazione al giudice per l’udienza preliminare a cui chiedere il rinvio a giudizio. Ipotesi quanto mai possibile, posto che la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini prelude all’appuntamento dinanzi al gup. 

“Se mi sono candidato – aggiunge – è proprio perché sentivo e credo di poter fare qualcosa per il mio territorio: per questo sceso in campo e ho accettato la candidatura nella lista di Emiliano”.

E’ stato il volto nuovo del panorama politico brindisino, capace di totalizzare un numero di preferenze tali da scavalcare personalità navigate del calibro di Domenico Tanzarella, già sindaco di Ostuni, candidato nella stessa lista: a proclamazione avvenuta, Vizzino ha totalizzato 5.512 voti, di cui 3.058 nella sua Mesagne, dove il padre, è stato candidato al consiglio comunale nella coalizione di Pompeo Molfetta, poi eletto, in alternativa all’aspirante primo cittadino presentato dal Pd, Francesco Mingolla.

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