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“Volo prenotato per il Messico”: Sveva bloccata il giorno prima della partenza

Due indagati confessano. Il gip: “Anche pericolo di fuga”. Le intercettazioni: “Il mistico salverà tuo figlio”. Per il fisco nullatenente: nessuna dichiarazione dei redditi, business di almeno quattro milioni di euro. Anche bonifici e gioielli per il “progetto delle croci”: santuari tra Africa e Asia. Caccia al presunto tesoretto

BRINDISI – Volo prenotato per Cancun, Messico. Partenza da Brindisi domani mattina. Biglietti intestati a Paola Catanzaro e Francesco Rizzo. Arresti nella notte, in maniera rocambolesca perché la coppia non era a casa, ma di ritorno da un viaggio. Pare ad Assisi.

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L’arresto per il pericolo di fuga e il presunto tesoretto

Pericolo di fuga, secondo il gip del Tribunale di Brindisi Giuseppe Biondi, come evidenziato dal pm Luca Miceli,  in aggiunta alla reiterazione delle truffe ai danni di chissà quante persone, con business stimato in almeno quattro milioni di euro. Solo in parte rintracciati: sotto sequestro le polizze vita intestate a lei, per un valore di 120mila euro. Ma i finanzieri hanno accertato bonifici destinati all’acquisto di appartamenti e gioielli, finiti non si sa dove. Sarebbe il tesoretto accumulato dal mistico e dal consorte, con la complicità di sette persone indagate, tra le quali figurano anche familiari. Due avrebbero confessato, nelle ultime settimane, messi alle strette dai finanzieri, confermando che prima degli incontri, ci sarebbe stato il al versamento in contante di somme per il “mistico”. L’unico in grado di mettersi in contatto con una entità divina, diventato il suo interlocutore alzando gli occhi al cielo, in contrada Uggiò, rione Sant’Elia di Brindisi.

Le accuse e le apparizioni in contrada Uggiò

Lei, 43 anni, è stata accompagnata nella sezione femminile del carcere di Lecce, accusata di essere stato “capo e promotore di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, aggravata”, nella quale sarebbe stato coinvolto il marito, 41 anni, sposato dopo aver cambiato sesso. Riconosciuto dallo Stato italiano, con sentenza del Tribunale di Brindisi emessa nel mese di dicembre 2014: non più Paolo Catanzaro, ma Paola, poi diventata Sveva Catanzaro, per motivi artistici, per lanciare una collezione di abiti da sposa con marchio diventato il nome di atelier e per tentare la carriera da attrice o comunque showgirl. Ma lo Stato di lei, già lui, non ne sapeva niente. Non lo conosceva il Fisco: mai presentato una dichiarazione dei redditi. Eppure “anche le pietre” sapevano del passato come “veggente”, di quel “Paolo” che vedeva la Madonna e che era in grado di entrare in contatto con “entità divine”,  alla periferia di Brindisi.

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Gli altri indagati

“Paola Catanzaro, già Paolo, alias il mistico, alias Sveva Cardinale”, secondo il gip avrebbe avuto “ruoli di decisione, pianificazione e individuazione delle vittime e delle azioni delittuose da compiere nonché dei settori in cui investire i proventi dei delitti scopo”. Sarebbe stata lei anche a ideare “il fantomatico progetto delle croci”.

Il ruolo di “partecipi”, oltre al marito, è stato contestato alle sorelle di Paola Catanzaro, Giuseppa, 48 anni, e Addolorata Catanzaro, 52 anni, rimaste a piede libero, nonché nei confronti di  Giuseppe Conte, 41 anni, di Poggiardo (Lecce); Stefania Casciaro, 40 anni, di Minervino di Lecce; Anna Casciaro, sorella di Stefania, 42 anni, di Minervino di Lecce; Anna Picoco, originaria di San Pietro Vernotico, ma residente a Brindisi, 40 anni; e Lucia Borrelli, 52 anni, di Conversano. Borrelli risulta imputata davanti al Tribunale di Bari, in concorso con Paolo Catanzaro, per truffa dopo la denuncia di un medico. Sia Borrelli che Picono sono state ascoltate nell’inchiesta brindisina e avrebbe fatto alcune ammissioni. Secondo l’accusa, gli otto “fornivano un costante contributo alla vita dell’associazione, mettendosi a completa disposizione, con il compito di avvicinare le vittime di turno, carpirne i segreti più intimi che poi venivano svelati a Paola Catanzaro che li usava per suggestionare i malcapitati”

La truffa aggravata

In contrada Uggiò per anni, dieci almeno, fino al 2006, è stato un viavai di gente, di brindisini, leccesi, baresi e non solo pugliesi. Tutti desiderosi di incontrare lui, nella speranza di ottenere risposte e forse anche miracoli per risolvere problemi di salute e familiari. Li chiedevano i malati terminali, le donne che non riuscivano ad avere figli, chi aveva perso il lavoro. Si organizzavano pullman, partenze di intere famiglie. Bastava il passa parola all’epoca, anche perché negli anni Novanta, quando tutto ebbe inizio, internet ancora non c’era. Sarebbe venuto dopo. Ma secondo gli inquirenti “gli artifici e i raggiri” sarebbero rimasti costanti nel tempo, tutti inquadrabili in un “medesimo disegno criminoso”. Sapevano tutti, eppure per arrivare agli arresti di Catanzaro e marito è stato necessario passare dalle inchieste televisive condotte da le Iene. In francese Reservoir dog, iene appunto, anche ricordando il nome del film di Quantin Tarantino del 1992. Sono arrivate a Brindisi, le Iene, anche per dare la parola a lei. Che continua a respingere le accuse e ha affidato la sua difesa all’avvocato Cosimo Pagliara del foro di Brindisi.

Le intercettazioni

I finanzieri si sono messi sulle tracce dell’ormai ex veggente solo dopo: a maggio 2017 i primi accertamenti sul reddito e il confronto con il tenore di vita. Viaggi, shopping e contatti vari. Tutto monitorato. Anche intercettato. Tra i vari indizi di colpevolezza, contenuti nel provvedimento di arresto, ci sono stralci delle conversazioni telefoniche in cui ci sarebbe stato il riferimento a investimenti oltre che alle “doti mistiche”.

In un caso il mistico viene indicato come l’unico in grado di salvare il figlio di una donna. In un altro ci sarebbe stato persino una minaccia di morte, per convincere i “fedeli” a non lasciare il veggente. Secondo gli accertamenti, i versamenti di denaro sarebbero andati avanti nel tempo, diventato in alcuni casi fonte di sostentamento mensile per la coppia, consentendo in tal modo a moglie e marito di avere un tenore di vita elevato. Tanto da organizzare spesso viaggi e vacanza di lusso. Come quella programmata per il Messico.

Il progetto delle croci

Gli importi sarebbero stati corrisposti a titolo di “obolo” per confluire in una cassa destinata – si diceva – al progetto delle croci o dei doni, secondo il quale sarebbero stati edificati santuari o comunque luoghi di preghiera in diversi Paesi del mondo. Dall’Asia all’Africa. Passando per l’Italia. In tal modo sarebbe stato possibile veicolare il contatto tra il mistico e le entità divine ed estendere la possibilità di realizzare miracoli. Ci hanno creduto in tanti.

Le denunce

Al momento le denunce sporte sono nove. A conclusione delle indagini, nel caso in cui dovesse essere chiesto il processo, potranno costituirsi parte civile. Lo spettro dell’inchiesta è destinato ad ampliarsi, per questo i finanzieri hanno lanciato un appello a chiunque sia entrato in contatto con Paolo-Paola-Sveva e il suo gruppo.

L’invito è stato rivolto questa mattina, al termine della conferenza stampa nel corso della quale però i finanzieri hanno fornito pochi elementi sull’inchiesta. Neppure i nomi dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare (controsenso se poi si chiede la collaborazione). Ma lo sapevano anche le pietre. Già. Peccato che in dieci anni o forse più, non sia stato fatto niente. E siano andati avanti gli incontri, le preghiere collettive, le carovane e le raccolte di fondi. Lui, poi diventato lei, non è stato fermato prima.

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