Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Volontario con cuccioli fermato per ore

BRINDISI - Sabato mattina 6 ottobre 2012. Lo staffettista volontario collaboratore delle associazioni animaliste Lepa, Magghy, Enpa e Antea, Giuseppe Felline, parte da Lecce per portare a Milano 10 cuccioli di cane trovatelli o prelevati presso canili, e raggiungere le famiglie adottanti e stalli in attesa di adozione. Il tutto, come sempre, fatto con la documentazione necessaria e nel rispetto delle regole per il trasporto di animali domestici e non per uso commerciale.

BRINDISI - Sabato mattina 6 ottobre 2012. Lo staffettista volontario collaboratore delle associazioni animaliste Lepa, Magghy, Enpa e Antea, Giuseppe Felline, parte da Lecce per portare a Milano 10 cuccioli di cane trovatelli o prelevati presso canili, e raggiungere le famiglie adottanti e stalli in attesa di adozione. Il tutto, come sempre, fatto con la documentazione necessaria e nel rispetto delle regole per il trasporto di animali domestici e non per uso commerciale.

Giuseppe viene fermato dai carabinieri prima a Lecce e poi a Brindisi perchè diffidato dal trasportare cani altrimenti avrebbe rischiato il sequestro del mezzo e degli animali. Dopo mezza giornata tra avvocati e presidenti delle associazioni suddette presso la Asl di Brindisi, i cani e il volontario finalmente sono riusciti a riprendere il lungo viaggio e raggiungere la destinazione finale. Alla fine è stato stabilito che c'è stata una palese interpretazione errata delle norme che ha portato i carabinieri di Lecce e Brindisi a fermare per qualche ora un servizio di volontariato.

Si trattava di un trasferimento di animali domestici per il quale è necessario rispettare solo le regole tecniche per il trasporto degli animali. I documenti dei cani che doveva trasportare Felline c'erano tutti e in regola. I microchip c'erano. Le carte d'identità dell'affidatario e dell'adottante anche. Gli animali avevano il loro trasportino (ognuno ad hoc in base al peso dell'animale).

Il veicolo era idoneo, con ventilazione meccanica, e possibilità per i cani di abbeveraggio. A posto anche la documentazione sanitaria consistente nella scheda dell'animale che precisa i dati del cane e dell'adottante e dell'associazione oppure del cittadino che affida il cane allo staffettista, il libretto e/o certificato del veterinario attestante le vaccinazioni dell'animale ed il numero del microchip.

Insomma, tutto a norma di legge così come prevede il regolamento Ce numero 1/2005 del 22 dicembre 2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate, entrato in vigore il 5 gennaio 2007 ed in base all'articolo 169 del Codice della strada. Ma, nonostante il volontario e gli animali viaggiassero muniti della documentazione descritta, alla prima tappa a Lecce, Giuseppe Felline, viene fermato dai carabinieri i quali lo diffidano dal trasportare cani in quanto rischiava il sequestro del mezzo e degli animali perchè privo di autorizzazioni Asl.

Lo stesso staffettista ha tentato, ma invano, di spiegare ai militari che non si trattava di trasporto per fini commerciali o per allevamento bensì di animali domestici e che pertanto aveva osservato ogni prescrizione in materia. Giunto alla seconda tappa, quella di Brindisi, Giuseppe, ha incontrato le associazioni animaliste e ha caricato i cani ma dopo pochi chilometri è stato inseguito da guardie zoofile unitamente ad un maresciallo in borghese dei carabinieri.

"Sopraggiunta una pattuglia con tre carabinieri a bordo, il volontario è stato fermato e senza preventivo controllo della documentazione, non contestando alcunché, le forze dell'ordine obbligavano lo staffettista a seguirle presso il servizio veterinario Asl di Brindisi", ha dichiarato l'avvocato Claudia Roma, presidente della Lepa, giunta sul posto sabato scorso in aiuto a Giuseppe Felline.

"Intervenivo personalmente unitamente ai volontari delle varie associazioni (gran parte dei quali sopraggiungevano successivamente presso il Di Summa perchè avevano perso le tracce del mezzo durante l'intervento dei carabinieri e delle guardie ecozoofile) per chiedere alle forze dell'ordine quale fosse la contestazione elevata al Felline, ma dichiarandosi incompetenti in materia ritenevano dapprima che dovesse essere munito di patente speciale e poi di autorizzazione sanitaria Asl per il trasporto".

"Ho cercato di spiegare ai carabinieri - continua l'avvocato Roma - che tutto questo non era presente nel Regolamento CE ma senza risultato alcuno. Insomma nessuno di loro poteva elevare alcuna contestazione a Felline e quindi bloccare il trasporto degli animali".

Arrivati al distretto veterinario della Asl di Brindisi presso l'ex ospedale Di Summa, lo stesso veterinario di turno, al quale è stato chiesto dai carabinieri di controllare che tutto fosse in regola, ha dichiarato che per il tipo di trasporto e per la documentazione di viaggio in possesso di Giuseppe Felline non poteva esserci nessuna contestazione, inoltre, cosa più importante, è che i cani viaggiavano in spazi e condizioni igieniche appropriate.

"Ben vengano i controlli - ha concluso Claudia Roma - ma nel rispetto delle previste procedure, perchè l'infondato fermo di 3 ore, è andato a scapito degli animali e dello staffettista, che dovevano affrontare un lungo viaggio e soprattutto non ha più consentito a causa del ritardo, di caricare altri 12 cuccioli che provenivano da canili e che dovevano partire da Bari".

"L'aspetto illegittimo della vicenda risiede nel non avere affettuato alcun controllo preventivo alla eventuale contestazione, prima di chiedere al Felline di raggiungere la Asl. Il lato positivo della vicenda riguarda l'avvenuta conoscenza reciproca tra i volontari delle varie associazioni, con l'auspicio che ciò rappresenti l'inizio di una fattiva collaborazione per migliorare le condizioni degli animali sul territorio".

Inoltre, un importante aspetto legato alla vicenda è stato il trasporto di un cane che necessitava di ricovero presso la clinica di Lodi (Mi) e che era stato all'uopo sedato dal veterinario perchè in preda a forti dolori. Fortunatamente per il cagnolino non ci sono state complicazioni, ma resterà presso la clinica veterinaria milanese per due mesi perchè affetto da una grave patologia che colpisce la colonna vertebrale.

Nessun volontario che collabora con Lepa, Magghy, Enpa ed Antea riceve un compenso economico. Tutto viene fatto solo ed esclusivamente per amore verso gli amici a quattro zampe e gli animali in genere. Insomma, un servizio di volontariato fatto di professionalità e tanto amore verso l'animale che spesso è sempre più amorevole dell'uomo.

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