Voto e delibere, esposto di Mele al pm

CAROVIGNO - Carovigno brucia, in attesa del ballottaggio tra Mele e Antonia Gentile, che rappresenta il centrodestra (del senatore Zizza). Stamani l’ex onorevole Cosimo Mele ha presentato un esposto in procura con le delibere approvate in questi giorni.

Vittorio Zizza

CAROVIGNO - Il clima è rovente. La scorsa notte, davanti a una scuola in cui sono stati allestiti seggi elettorali, vi sono stati diverbi accesi. Se il tema è quello del fuoco, va citato l’episodio incendiario all’interno della villetta di Torre Santa Sabina alla vigilia dell’apertura delle urne, bersaglio il sindaco uscente Vittorio Zizza, ex amico e alleato di Mimmo Mele la cui lista “Mele sindaco” è la più suffragata fra le 23 totali.

Carovigno brucia, insomma, in attesa del ballottaggio tra Mele e Antonia Gentile, che rappresenta il centrodestra (del senatore Zizza). Stamani l’ex onorevole Cosimo Mele che si dice “certo di diventare sindaco, e sarà il mio riscatto”, in riferimento ai fatti romani del 2007, quando vi fu la notte a luci rosse all’Hotel Flora, e la premessa per una pesante stroncatura politica, ha presentato un esposto in procura. Vi si è recato personalmente. Fra le mani un fascicoletto di pochi fogli che contiene un elenco di delibere approvate – secondo Mele – in pochissimi giorni prima delle consultazioni e con vizi di legittimità.

“Alla luce delle gravissime violazioni di legge poste in essere dall’attuale amministrazione con l’adozione di atti illegittimi e con interventi di edilizia urbanistica a pochissimi giorni dalla consultazione elettorale, che ha alterato il risultato elettorale, si chiede un immediato intervento della procura”.

“Le hanno approvate – racconta Mele – nei giorni precedenti alle elezioni. Non ho alcuna remora nell’affermare che nessuna di esse è regolare. Va poi ricordato che i lavori stradali li sta eseguendo la ditta del padre del candidato Gentile”. E questo lo aveva affermato anche nel corso del penultimo comizio, quello di giovedì scorso. Assicura Mele che i toni, da oggi in poi, saranno ben più soft della prima parte di campagna elettorale. “Non potevo non andare in procura”.

Cosimo Mele e Angelo Lanzillotti denunciano quanto segue: “I membri della giunta comunale di Carovigno, Vittorio Zizza, Nicola Semeraro, Antonio Barella, Nicola Pepe, Antonio Pagliara e i responsabili del servizio Nicola Sacchi, Vito Antonio Maggiore e Fernando Tarantino hanno adottato una serie di atti illegittimi nell’imminenza della consulta elettorale tenutasi in data 26 e 27 maggio 2013 in Carovigno, per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio comunale”.

“Nei giorni e nelle ore precedenti la consultazione, in Carovigno, sono state asfaltate una serie di strade insistenti nel territorio comunale, senza l’adozione di alcun atto autorizzativo e senza la predisposizione del benché minimo progetto”: E via con l’elenco. “Sono stati altresì installati una serie di pali per l’illuminazione pubblica”.

C’è poi il provvedimento del 10 maggio 2013 con ad oggetto “proroga contratto di fitto del locale da destinare a centro ricreativo per anziani”, il bando di concorso del 10 maggio 2013 per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica che sarebbe stato indetto “a scopi di propaganda elettorale”; “la soluzione transattiva del contenzioso tra l’ingegnere Pietro Iaia e Massimiliano Brandi” che sarebbe un “atto di straordinaria amministrazione senza l’acquisizione del parere del responsabile dell’ufficio legale, nè dei revisori dei conti”, data 10 maggio.

Seguono il “comodato gratuito di un’area pubblica a Pantanagianni con destinazione di parcheggio e verde pubblico”, sempre il 10 maggio scorso, anche questo atto di straordinaria amministrazione con “una tempistica chiaramente a fini esclusivamente elettorale”. E poi ancora, pubblica illuminazione, liquidazione agli avvocati, tra cui proprio Antonia Gentile, il contributo a una associazione di volontariato, “vietato per legge”, secondo Mele e Lanzillotti; “opere di urbanizzazione primarie nel centro urbano di Carovigno – il 16 maggio 2013 -, e una strada con accesso da via Serranova".

Poi la delibera sempre del 16 maggio 2013 “fabbisogno del personale” che sarebbe “assolutamente illegittima in quanto innanzitutto è assolutamente vietato procedere ad assunzioni di personale dieci giorni prima, trattandosi di atto volto a influenzare la campagna elettorale”, e via con il dettaglio delle spese; quindi sempre il 16 maggio “l’ampliamento del camping Meditur” (che si trova a ridosso del confine con l’area protetta di Torre Guaceto); poi il 20 maggio “riparazione e costruzione di marciapiedi nel centro urbano”, infine nel febbraio 2013 “l’erogazione di contributi straordinari in favore di indigenti”.

“Appare singolare – si legge in conclusione – la circostanza che tutte le deliberazioni summenzionate non siano state firmate sempre dagli stessi tre assessori, tranne che in un caso isolato, ossia Brandi, Semeraro e Simeone”. Quindi “tutti gli atti sono illegittimi perché nei 45 giorni precedenti la consulta elettorale sono state adottate deliberazioni e determinazioni non aventi il carattere dell’ordinarietà, così come previsto dalla legge”.

Quindi: “Si segnala che in data 27 maggio 2013, in piena fase di votazione la coalizione facente capo al candidato sindaco, avv. Antonia Gentile, in aperta violazione della legge elettorale vigente, faceva circolare automezzi pubblicitari”.

 

 

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