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Xylella: 75 nuovi focolai nel Brindisino. "Servono poteri e fondi straordinari"

I nuovi ulivi infetti sono stati trovati nei Comuni di Fasano, Ostuni, Carovigno e Ceglie Messapica. La Cia Puglia: " Il ritrovamento di alcuni focolai nella Piana degli Ulivi secolari rende la situazione ancora più allarmante"

Settantacinque nuovi focolai di xylella sono stati scoperti nei Comuni di Fasano, Ostuni, Carovigno e Ceglie Messapica, a seguito del recente monitoraggio compiuto da Arif. Il vicepresidente della Cia-Agricoltori italiani Puglia, Giannicola D’Amico, esprime forte preoccupazione. I nuovi casi di xylella “confermano quello che noi - afferma D’Amico - andiamo dicendo da diversi anni, ovvero che la Xylella non avrebbe atteso i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia. Tempi in molti casi rallentati anche proprio da teorie fantascientifiche e senza alcun fondamento che non hanno fatto altro che creare disinformazione e confusione”. 

“Ribadiamo per l’ennesima volta – afferma D’Amico - che il nostro riferimento era ed è la scienza e non la fantascienza. Il ritrovamento, poi, di alcuni focolai nella Piana degli Ulivi secolari rende la situazione ancora più allarmante. Gli ulivi secolari e millenari di Puglia, infatti, anche per la loro monumentalità  (tutelata dalla Legge regionale 4 giugno 2007, n.14), rappresentando una componente essenziale del paesaggio, vanno altresì salvaguardati perché svolgono un’importante attrattiva turistica”.  

D’Amico ricorda come la Piana degli Ulivi Millenari di Puglia recentemente sia stata iscritta nel registro dei Paesaggi rurali storici del Ministero delle Politiche Agricole come “Paesaggio Agrario della Piana degli Oliveti Monumentali di Puglia”.  “Per gli ulivi secolari e a carattere storico e monumentale, sia censiti dalla Regione che non - rientranti nella zona infetta e nella zona di contenimento, anche fuori dalla Piana – prosegue il vicepresidente della Cia - è opportuno prevedere delle deroghe rispetto alle norme e alle procedure previste per tali aree, per una maggiore salvaguardia, e prevedendo specifiche analisi (da ripetersi periodicamente e comunque a cadenza non superiore ad un anno)”. 

“Tutto ciò – dichiara ancora D’Amico - lo abbiamo ribadito con forza sia alla Regione Puglia, che recentemente ha recepito le nostre sollecitazioni, che al Ministero della Politiche Agricole e alla Unione Europea, oltre che recentemente anche alla Commissione Agricoltura in visita a Brindisi e Lecce lo scorso 3 dicembre. La Xylella fastidiosa va trattata come una vera e propria emergenza straordinaria! Servono poteri straordinari e fondi straordinari”. 

“In tal senso risulta importante lo stanziamento di fondi nazionali, annunciato nei giorni scorsi dal ministro Centinaio, che vengano però destinati agli agricoltori, a risarcire chi negli anni ha perso il proprio lavoro e la propria fonte di reddito, ma anche per progetti sperimentali. L’obiettivo principale di tutti gli enti, le istituzioni e gli attori pubblici e privati interessati dalla  problematica Xylella fastidiosa deve essere quello di fermare l’avanzata del batterio verso il nord della Puglia e verso le altre regioni italiane, e nel contempo di preservare la Piana degli Ulivi millenari, oltre che gli ulivi avanti carattere di monumentalità ricadenti anche fuori la Piana, oltre che di riconoscere agli agricoltori danneggiati il giusto e rapido ristoro e a quelli (tantissimi) che rispettano le norme eseguendo le buone pratiche agricole, che tante spese hanno dovuto sopportare negli anni scorsi e ne dovranno sopportare nei prossimi mesi”. 

“Diviene fondamentale, poi – conclude D’Amico - immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio che tenga conto della presenza ormai endemica del batterio Xylella fastidiosa, con il quale dobbiamo convivere nella speranza di contenerlo”.

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