Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Xylella, organizzata manifestazione senza preavviso, tre condanne

Tre persone di Torchiarolo sono state raggiunte da un decreto penale di condanna emesso dal tribunale di Brindisi per aver promosso e organizzato una riunione in luogo pubblico per manifestare contro il piano Silletti bis, senza aver dato avviso di almeno tre giorni prima al Questore

TORCHIAROLO – Dopo la denuncia di 35 attivisti che presero parte al blocco ferroviario del 10 novembre scorso a San Pietro Vernotico, arrivano altri risultati delle indagini della Digos di Brindisi in merito alle manifestazioni che si sono svolte nei mesi scorsi contro le eradicazioni, a difesa degli ulivi coinvolti nel piano Silletti bis che, per il Brindisino, prevede l’abbattimento oltre che degli alberi infetti da Xylella anche di quelli sani presenti nel raggio dei 100 metri. Piano ora sotto inchiesta da parte della procura di Lecce. Tre persone di Torchiarolo, R.B. di 32 anni, C.S. di 36 anni e F.S. di 45 anni, mercoledì sono state raggiunte da un decreto penale di condanna emesso dal gip del tribunale di Brindisi Stefania De Angelis, per aver promosso e organizzato una riunione in luogo pubblico per manifestare contro il piano Silletti bis, senza aver dato avviso di almeno tre giorni prima al Questore. Sono stati condannati a 30 giorni di arresto tramutati in 2550 euro di ammenda. Pena sospesa per tutti, che hanno comunque 15 giorni di tempo per fare ricorso.

Il provvedimento si riferisce a una manifestazione che si è svolta nella mattinata del 10 novembre a Torchiarolo dove ha partecipato quasi tutta la trattori in piazza a torchiarolo-2cittadinanza anche con un corteo con mezzi agricoli. L’intero paese fu invaso da centinaia di cittadini di tutte le età, uomini e donne, anche provenienti da altri Comuni, che urlarono la propria contrarietà a una misura di intervento che cambierebbe per sempre l’aspetto e l’identità stessa di un territorio, di un intero paese, la cui economia è basata principalmente sulla produzione di olio d’oliva. Non a casa a Torchiarolo c’è un frantoio gestito da una cooperativa di olivicoltori.

Gli attivisti hanno sempre ritenuto che distruggendo gli ulivi non si ferma il batterio. Soprattutto non hanno mai creduto fino in fondo alla presenza del batterio stesso. E proprio per queste ragioni è intervenuta la procura di Lecce, sequestrando gli ulivi coinvolti nel piano Silletti Bis e avviando un’inchiesta per fare chiarezza sull’intera vicenda. Dieci le persone indagate tra cui lo stesso commissario straordinario Giuseppe Silletti. I reati ipotizzati sono di diffusione colposa di una malattia delle piante, inquinamento ambientale colposo, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

I cittadini di Torchiarolo, dove sono state notificate oltre 30 ordinanze di abbattimento con conseguente eradicazione di migliaia di alberi di ulivo, sono sempre stati uniti nella protesta. Hanno organizzato invasioni nei terreni colpiti dalle eradicazioni, talvolta riuscendo anche a bloccare l’azione delle ruspe, hanno manifestato nelle piazze, anche a Bari sotto la sede della Regione Puglia, hanno trasferito la protesta sulla superstrada. Gli uomini della Digos di proteste xylella1-2Brindisi, diretta dal vice questore Antonio Bocelli, hanno seguito sin da subito le vicende monitorando tutte le situazioni anche con presidi sul posto. Per prevenire tensioni e accertare che tutte le manifestazioni fossero organizzate a norma di legge. Per il corteo della mattina del 10 novembre tre persone sono finite nei guai perché non avrebbero informato in tempo il Questore. A loro è andata la solidarietà dei concittadini e di altri movimenti di attivisti.

Intanto il commissario straordinario per l'emergenza Xylella, Giuseppe Silletti, si è dimesso con una lettera inviata al capo del dipartimento della Protezione civile e al ministro per le politiche agricole e forestali, Maurizio Martina. A quanto si è appreso, Silletti farebbe riferimento all'impossibilità di proseguire nell'incarico dopo l'inchiesta avviata dalla Procura di Lecce sull'attività della commissione nella quale è indagato insieme con altre nove persone.

La Protezione Civile, invece, ha chiesto alla Regione Puglia "l'intesa per revocare lo stato di emergenza dichiarato per fronteggiare il rischio fitosanitario connesso alla diffusione della Xylella fastidiosa e rientrare in gestione ordinaria, in anticipo rispetto alla scadenza naturale del prossimo inizio febbraio”. Si è reso necessario - spiega una nota - dopo aver verificato il fatto che sono venuti meno i presupposti su cui, prima a febbraio e poi a luglio 2015, si sono basate la deliberazione dello stato di emergenza e la sua proroga da parte del Consiglio dei Ministri.

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