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Xylella: "L'Ue sugli indennizzi agli agricoltori fa come Ponzio Pilato"

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Coldiretti Puglia su una sentenza della Corte europea di Bruxelles secondo cui l’Ue "può obbligare gli stati membri a rimuovere tutte le piante potenzialmente infettate" incluse quelle "non presentanti sintomi d'infezione, qualora esse si trovino in prossimità delle piante già infettate"

Riceviamo e pubblichiamo una nota della Coldiretti Puglia su una sentenza della Corte europea di Bruxelles secondo cui l’Ue "può obbligare gli stati membri a rimuovere tutte le piante potenzialmente infettate" incluse quelle "non presentanti sintomi d'infezione, qualora esse si trovino in prossimità delle piante già infettate".

Mondo agricolo sul piede di guerra da Lecce a Foggia. perché la Xylella fastidiosa è un problema grave e irrisolto che colpisce tutta la Puglia e l'intero Paese, lasciati in balia delle onde e senza prospettive di futuro.

“Chiediamo un incontro urgente al Governatore Emiliano per affrontare in maniera sinergica e rapida questa nuova drammatica fase che si è aperta con la sentenza odierna. L’Ue ha ribadito il preannunciato ‘così e' se vi pare’ sulla vicenda delle eradicazione anche degli alberi non infetti nel raggio di 100 metri, confermando la legittimità degli espianti disposti dalla Commissione”. 

“L'Ue fa come Ponzio Pilato anche sugli indennizzi da riconoscere agli olivicoltori che hanno subito e dovuto affrontare in solitudine l’aggressione del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa e devono fare i conti con ingenti perdite di reddito presenti e future, e se ne lava le mani, rimandando l’intera partita al Governo italiano e alla Regione Puglia. Pertanto, oltre a confermare la violenza delle misure precedentemente adottate, l’Ue scarica incredibilmente la patata bollente sull’Italia che dovrà ipotizzare in solitudine un regime che conceda ai ‘proprietari dei fondi interessati un indennizzo ragionevolmente commisurato al valore delle piante distrutte’". 

E’ il commento del Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, alla lettura della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. In sintesi ha stabilito che la Commissione UE può obbligare gli Stati membri a rimuovere tutte le piante potenzialmente infettate dal batterio Xylella fastidiosa, ancorché non presentanti sintomi d’infezione, qualora esse si trovino in prossimità delle piante già infettate, perché la misura è proporzionata all’obiettivo di protezione fitosanitaria nell’Unione ed è giustificata dal principio di precauzione.

“La notizia era già nell’aria – incalza il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché anticipata dall'avvocato generale della Corte Ue, Yves Bot, che ha esaminato con una procedura accelerata la richiesta presentata dal Tar del Lazio, a cui hanno fatto ricorso diversi proprietari di fondi agricoli pugliesi per fermare le eradicazioni. L’UE ha gravi responsabilità circa gli inaccettabili ritardi nell’affrontare l’emergenza fitosanitaria causata dalle frontiere colabrodo”. 

“La mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi a Lecce, Brindisi e Taranto, come ad esempio il sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura pugliese. Ora l’UE non può lavarsene le mani come se nulla fosse accaduto perché è drammatica la conta dei danni sia per il valore inestimabile degli ulivi colpiti perché millenari e centenari e, malauguratamente in caso di estirpazione, per il valore del soprassuolo distrutto".

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