Cronaca

Xylella: "La specie salentina è unica ed è entrata in Puglia tanto tempo fa"

“La Xylella potrebbe essere entrata in Puglia molto tempo fa e non solo della Costa Rica”. Il ceppo di Xylella diffusosi nel Tacco d’Italia avrebbe delle peculiarità che la rendono differente da qualsiasi altra forma di Xylella finora riscontrata. E’ quanto emerge dalla relazione dei due esperti, Giuseppe Surico e Francesco Rinaldi, di cui si è avvalsa la Procura di Lecce

BRINDISI – “La Xylella potrebbe essere entrata in Puglia molto tempo fa e non solo della Costa Rica”. Il ceppo di Xylella diffusosi nel Tacco d’Italia avrebbe delle peculiarità che la rendono differente da qualsiasi altra forma di Xylella finora riscontrata. E’ quanto emerge dalla relazione dei due esperti, Giuseppe Surico e Francesco Rinaldi, di cui si è avvalsa la Procura di Lecce nel corso delle indagini sul piano di contenimento del batterio varato dal commissario per l’emergenza Giuseppe Silletti.

Il gip che ha convalidato il sequestro preventivo degli ulivi destinati all’abbattimento, Alcide Maritati, ha ripreso nel provvedimento alcuni stralci dello studio dei consulenti, secondo i quali la Xylella fastidiosa diffusasi nel Salento “è assegnabile alla sottospecie 'pauca' ed è assolutamente peculiare e diversa da ogni altra pauca di cui si ha finora conoscenza. Tale peculiarità è in massima parte dovuta al numero e al tipo di piante che sembra attaccare nel Salento”.

"In conclusione - scrivono i consulenti di parte - i dati da noi raccolti confermano che in piante di olivo in Puglia èpresente la specie batterica Xylella Fastidiosa e che la popolazione batterica che si e' diffusa nel territorio salentino è assegnabile alla sottospecie 'pauca". 

Rilevano, però, anche due “fatti”. "La sottospecie presente nel Salento è assolutamente peculiare - proseguono - diversa da ogni altra pauca di cui si ha finora conoscenza. Tale peculiarità è in massima parte dovuta al numero e al tipo di piante che sembra attaccare nel Salento".

Secondo gli esperti "un diverso ambiente, quello salentino rispetto a quello costaricano, ha permesso al batterio di esplicare un più elevato potere fitopatogeno". Aggiungono i consulenti che "la popolazione presente nel Salento non sembra costituire una  popolazione omogenea".

Quindi ci potrebbero essere state "non un'unica introduzione dalla Costa Rica, ma più introduzioni di Xylella, non solo dalla Costa Rica". La Xylella inoltre "potrebbe essere entrata nel Salento anche molto tempo fa, tanto da aver avuto il tempo di subire modificazioni genetiche".

Ad ogni modo, concludono: "Le ipotesi potrebbero essere queste e altre ancora, tutte da studiare, ma soprattutto è da verificare se effettivamente nel Salento sono presenti popolazioni diverse, come sembrano indicare taluni dati raccolti dagli stessi ricercatori in Puglia e mai da essi, inspiegabilmente, adeguatamente commentati".

Opposizione al decreto penale di condanna. Intanto uno dei tre attivisti di Torchiarolo condannati a pagare 2500 euro di ammenda con sospensione della pena per aver organizzato la manifestazione contro il piano Silletti che si svolse lo scorso 10 novembre nel centro di Tochiarolo, ha impugnato il decreto di condanna emesso la scorsa settimana dal gip del tribunale di Brindisi Stefania De Angelis.

Si tratta del 32enne R.B. L’imputato, difeso dagli avvocati Mario Mancini e Maurizio Buccarella, avrebbe promosso la manifestazione, alla quale partecipò quasi tutta la cittadinanza di Torchiarolo con  di mezzi agricoli, “senza darne avviso almeno tre giorni prima al questore”, si legge nel decreto di condanna, scaturito dalle indagini sulle manifestazioni anti Xylella condotte dai poliziotti della Digos di Brindisi. trattori in piazza a torchiarolo-2

Ma i legali di R. B. affermano nell’atto di opposizione che il loro assistito “non è stato né organizzatore né promotore della ‘riunione in luogo pubblico’ del 10 novembre”. La condanna inflitta al 32enne è ritenuta quindi “ingiusta e nettamente contrastante con la sacralità del fondamentale diritto sancito dall’articolo 21 della nostra Costituzione nonché dall’articolo 17 ad esso strumentale”. Gli avvocati rimarcano inoltre che, come previsto da vari pronunciamenti della Corte di Cassazione e della Corte di Cassazione, “non è legittimo ‘desumere’ la qualità’ di organizzatore mandandone la prova”.

 E poi un partecipante, secondo la giurisprudenza, non può essere messo sullo stesso piano di un organizzatore. Per questo si chiede la revoca del decreto di condanna, macchiato dalla “evidente infondatezza del reato” e dalla “assoluta assenza di ogni responsabilità penale nei confronti di R.B.”
 

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