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Xylella: processo per interruzione di pubblico servizio dopo la protesta sui binari

Dal giudice monocratico al Tribunale collegiale per competenza: accolta l’eccezione dei difensori. Trenitalia parte lesa

BRINDISI – “L’accusa di interruzione di pubblico servizio dopo la protesta contro l’eradicazione degli ulivi colpiti da Xyella è competenza del Tribunale collegiale di Brindisi e non del monocratico”.

L'eccezione dei difensori

L’eccezione è stata sollevata dai difensori dei 46 attivisti per i quali c’è stata la citazione diretta a giudizio da parte della Procura di Brindisi, a conclusione delle indagini sulla manifestazione di protesta lungo i binari della stazione ferroviaria di San Pietro Vernotico il 10 novembre 2015.

I penalisti hanno evidenziato la questione ieri, 14 febbraio 2018, in occasione di quella che avrebbe dovuto essere la prima udienza del processo dinanzi al giudice Angelo Zizzari. Il giudice ha deciso di restituire gli atti al pubblico ministero. Zizzari era subentrato al posto del giudice Gianluca Fiorella che si astenne per motivi di opportunità.

Trenitalia parte offesa

Il pubblico ministero ha già riconosciuto come parte lesa Trenitalia. La società ha fatto sapere che intende costituirsi si costituirà parte civile nei confronti dei 46 attivisti imputati per interruzione di pubblico servizio in relazione alla manifestazione di protesta  contro l’eradicazione degli ulivi infettati dalla Xylella e di quelli sani presenti nel raggio di 100 metri, sulla base di quanto previsto dal piano Silletti. In udienza, gli avvocati Francesco Cascione, Albino Quarta, Massimo Manfreda, Simona Attolini e Dario Budano, difensori degli imputati.

La petizione per gli attivisti imputati

Nei mesi scorsi, in vista della prima udienza, oltre cinquemila persone firmarono l’appello promosso dall’associazione Bianca Guidetti Serra di Bologna. In elenco figurano anche nomi noti della cultura italiana, come gli scrittori Stefano Benni ed Erri De Luca, il vignettista Vauro, l’attore Ascanio Celestini, giuristi e magistrati come Paolo Maddalena, Luigi Ferrajoli, Livio Pepino, Antonio Ingroia, attivisti antimafia quali Salvatore Borsellino, il consulente della Commissione Stragi Aldo Giannulli.

Tra le adesioni, anche quelle di biologi, agronomi, entomologi, chimici, genetisti, oltre centrotrenta docenti e ricercatori in discipline scientifiche e umanistiche presso università italiane e straniere e presso centri di ricerca quali il Cern, il Cnr e l’Enea, assieme a parlamentari, sindaci, giornalisti, rappresentanti dell’associazionismo, dei sindacati e della società civile. La petizione è stata promossa, con il sostegno dell’associazione salentina Spazi Popolari.

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