Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Zoe: "Inaccettabile mandare a casa un lavoratore per ragioni riorganizzative"

"Questa non è una battaglia solo per me. E' una battaglia di principio per tutti i lavoratori che si trovano nella mia stessa situazione". La 52enne Patrizia, alias Zoe, la lavoratrice modello licenziata da Basell Poliolefilene dopo 25 anni di servizio durante i quali, fra l'altro, ha sostenuto una lotta contro il cancro, si è ritrovata da un giorno all'altro in un incubo

BRINDISI – “Questa non è una battaglia solo per me. E’ una battaglia di principio per tutti i lavoratori che si trovano nella mia stessa situazione”. La 52enne Patrizia, alias Zoe, la lavoratrice modello licenziata da Basell Poliolefilene dopo 25 anni di servizio durante i quali, fra l’altro, ha sostenuto una lotta contro il cancro, si è ritrovata da un giorno all'altro in un incubo: quello di restare senza lavoro.

“Ho sempre vissuto – afferma Zoe – in maniera discreta, circondandomi di poche persone. Improvvisamente, ovviamente senza premeditarlo, sono finita sotto la luce dei riflettori. All’inizio mi sono sentita in imbarazzo. Adesso, grazie al sostegno di tante persone, sono determinata ad andare avanti per far valere i miei diritti di donna e di lavoratrice”. 

Accanto a Zone c’è l’avvocato Giuseppe Giordano, della Cgil. Ma idealmente ci sono anche i suoi colleghi, che hanno sottoscritto una lettera di solidarietà, e quasi 53mila persone (fra cui il segretario generale del sindacato, Susanna Camusso, che lo scorso 2 dicembre incontrò personalmente Zoe, abbracciandola calorosamente) che hanno aderito a una raccolta firme lanciata lo scorso 15 dicembre sul web: una cifra record. La lotta di Zoe è iniziata lo scorso 17 novembre, quando l’azienda, colosso mondiale della  chimica presente nel petrolchimico di Brindisi, le inviò una lettera di avvio della procedura di licenziamento, per ragioni economiche. Zoe, impiegata negli uffici amministrativi, era di troppo nell'ambito della “riorganizzazione volta ad ottenere un contenimento dei costi necessario al gruppo – si legge nella missiva – e alle società facenti parte dello stesso”.

Non c’era più spazio per Zoe, perché “i risultati negativi ottenuti dal settore della poliolefilene in Europa” e “la critica situazione del mercato”, richiedevano “un processo di riorganizzazione volti al contenimento dei costi e al recuperò della continuità”. 

Sull’altare della riorganizzazione economica, insomma, è stata sacrificata l’abnegazione con cui Zoe, per 25 anni, ha svolto il suo lavoro. Non appena la notizia è stata divulgata ai media dal segretario territoriale della Filctem-Cgil, Salvatore Viva, è partita la mobilitazione. 
Fra i numerosissimi attestati di solidarietà ricevuti, i più graditi, con ogni probabilità, sono stati quelli dei colleghi. “E’ stato bello – dichiara Zoe – avere la vicinanza dei colleghi, anche perché è arrivata in maniera spontanea”. 

Forte del sostegno dell’opinione pubblica, Zoe è determinata ad andare fino in fondo. Lo dimostra il fatto che la 52enne, durante il tentativo di conciliazione svoltosi lo scorso 4 dicembre davanti alla apposita commissione presso la Direzione provinciale del Lavoro, rifiutò l’offerta pari a quasi 90mila euro lorde (il computo di 27 mensilità, quattro in più del tetto massimo fissato dalla legge, oltre a quattro mesi di preavviso) avanzata dall’azienda, in cambio delle sue dimissioni. 

“Durante l’incontro – spiega Zoe – l’avvocato Giordano mi invitò a riflettere un paio di minuti per valutare la proposta. Ma avevo già preso la mia decisione”. E a distanza di 30 giorni dall’avvio della procedura di licenziamento, la lettera di risoluzione del rapporto non è ancora arrivata: fatto abbastanza anomalo, che può prestarsi a varie interpretazioni. 

Di certo c’è che Zoe, umile lavoratrice che non ha mai ambito alla ribalta delle cronache, è divenuta il simbolo di una battaglia che coinvolge un’infinità di lavoratori. Fra questi ci sono anche due dipendenti della multinazionale Gemeaz Elior, appaltatrice in strutture ospedaliere della provincia di Brindisi con circa 100 dipendenti, licenziati anche loro per motivi organizzativi. 

Lo si apprende da una nota stampa firmata dal segretario generale della Filcams Cgil, Amedeo Montagna. “È evidente  - si legge nella nota - che il clima politico nazionale consente che le imprese manifestino tale aggressività nei confronti dei propri dipendenti resi deboli dai provvedimenti del governo”.

“La Filcams Cgil  - afferma ancora Montagna - non solo intende solidarizzare con i lavoratori, ma, partecipando attivamente al presidio sindacale dello scorso 15 dicembre presso la Direzione territoriale del Lavoro, in occasione dell’incontro di conciliazione, ha anche offerto la disponibilità dell’ufficio Legale della Cgil di Brindisi a difendere, in sede giudiziaria, i lavoratori, nell’ambito di un collegio di difesa”.

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