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Cronaca

Zuffa con gli agenti per una perquisizione, arrestati coniugi brindisini

BRINDISI – Ci sono perquisizioni che si svolgono senza grandi problemi, ed altre che possono trasformarsi in una piccola battaglia. Come è avvenuto ieri mattina in un’abitazione del quartiere S.Elia di Brindisi, dove la polizia si è trovata di fronte alla fiera resistenza di marito e moglie, molto innervositi dal fatto che il personale della Sezione volanti presentatosi di buon’ora alla ricerca di armi e droga – è un fine della perquisizione che esclude l’ordine firmato dal magistrato – intendesse passare al setaccio l’appartamento. Né è nato prima un conflitto verbale molto acceso, trasformatosi poi in opposizione fisica. Non che gli interessati avessero qualcosa di compromettente nascosto in un recesso della casa, come è risultato poi a conclusione della perquisizione, ma – a quanto pare – per puro principio.

BRINDISI - Ci sono perquisizioni che si svolgono senza grandi problemi, ed altre che possono trasformarsi in una piccola battaglia. Come è avvenuto ieri mattina in un'abitazione del quartiere S.Elia di Brindisi, dove la polizia si è trovata di fronte alla fiera resistenza di marito e moglie, molto innervositi dal fatto che il personale della Sezione volanti presentatosi di buon'ora alla ricerca di armi e droga - è un fine della perquisizione che esclude l'ordine firmato dal magistrato - intendesse passare al setaccio l'appartamento. Né è nato prima un conflitto verbale molto acceso, trasformatosi poi in opposizione fisica. Non che gli interessati avessero qualcosa di compromettente nascosto in un recesso della casa, come è risultato poi a conclusione della perquisizione, ma - a quanto pare - per puro principio.

La faccenda stava degenerando, sennonché dopo alcuni minuti di vivaci schermaglie, moglie e marito sono stati caricati a bordo di una un'auto di servizio, portati in questura e dichiarati in arresto per violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, dopo una consultazione con il pm di turno Valeria Farina Valaori. Gli arrestati sono Giuseppe Polito di 39 anni e Caterina Coffa di 42 anni. Nell'abitazione i poliziotti hanno sequestrato un impianto di videosorveglianza a circuito chiuso che serviva a Polito per controllare l'ingresso dello stabile. Proprio attraverso le videocamere i coniugi Polito avevano visto arrivare gli agenti nell'androne della casa, che si trova nel residence di via Benvenuto Cellini. Alla richiesta di aprire la porta hanno opposto un rifiuto.

Visto che era inutile insistere oltre con il tenbttaivo di convincimento, il personale delle Volanti ha forzato la porta con apposito attrezzo, e a quel punto è cominciato lo scontro. Prima le offese, poi il contatto fisico. Polito e la Coffa però sono stati ridotti alla ragione quasi subito. Questa mattina si è svolto il processo per direttissima, previa convalida dell'arresto, e successiva assergnazione ai domiciliari nella stessa abitazione di via Cellini

L'episodio si inquadra nella attività in corso ormai da mesi su disposizione del questore Enzo Carella, e affidata al personale diretto dal vicequestore Alberto D'Alessandro, tesa a tenere sotto pressione i soggetti sospettati di collegamenti con il giro delle rapine e dei furti. Già all'attivo alcuni arresti ed il rinvenimento di fucili e pistole. Del resto, il rinvenimento nei paraggi del S.Elia, nella mattinata di ieri, dell'auto bruciata - una Fiat Punto - usata da due rapinatori per compiere una colpo on the road tra Cellino e Latiano, ai danni del dipendente di una società di affitto e manutenzione di slot machine (bottino, 12mila euro), dimostra che molte strade portano ancora a Brindisi per quanto riguarda questo genere di reati.

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