Economia

"La riapertura dei corsi alle auto non ha fatto ripartire il commercio"

A più di due anni di distanza ormai dal famoso esperimento, la città torna a far sentire la propria voce, e si esprime attraverso tutte le sue rappresentanze, e chiede di poter rivedere il centro e i corsi, nuovamente liberi dalle auto

BRINDISI -In questi giorni una magia ha risvegliato la città, quella del cioccolato. La Magia Del Cioccolato edizione 2014, evento gastronomico che si è svolto lungo tutto Corso Umberto, ha ridato vita, calore e colore al centro storico della città, assieme alla consueta apertura delle casette che circondano Piazza Vittoria, e che espongono oggettistica e offrono leccornie natalizie di ogni genere. Una città luminosa, popolata, allegra e in festa; nell’aria odore di pettole e cioccolato in tutte le sue forme, dimensioni e consistenze. 

In questo lungo fine settimana di dicembre abbiamo vissuto una Brindisi che siamo poco abituati ad ammirare. E come si sa la magia del Natale che infonde nell’aria buon umore e voglia di vivere, nel mese più bello dell’anno non solo per i più piccini ma anche per i più grandi, presto svanirà perché come si suol dire l’Epifania tutte le feste si porta via, e il centro storico cadrà di nuovo nella desolazione, preda delle auto, dei parcheggi in doppia fila, del caos, dell’inquinamento acustico e del malsano odore delle emissioni.

La passeggiata del corso tornerà ad essere condizionata da quella massa di auto che alla ricerca di un parcheggio, introvabile vista la quantità esuberante di veicoli che scorre, si infilano ovunque rendendola disagevole, antiestetica e non solo. La riapertura al traffico veicolare dei corsi non sembra apportare nessun beneficio alla città, né ai commercianti, né ai pedoni (spesso mamme con passeggino), né al turismo per altro praticamente inesistente nel centro per i motivi che conosciamo, dato il ritardo dell’amministrazione comunale sullo sviluppo del progetto Brindisi Città d’Acqua, pianificato dalle precedenti amministrazioni, e per ora sostituito da “Brindisi città d’auto”.

Nemmeno agli automobilisti stessi traggono beneficio da questa riapertura, dato che i problemi in cui versava la città qualche anno fa, come gli ingorghi frequenti in strade come via Lata e via del Mare, non sono stati comunque risolti, come sottolinea Giuseppe Zippo, presidente provinciale Adoc, Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori di Brindisi: “Noi siamo stati tra i primi contestatori della riapertura dei Corsi sostenendo, attraverso vari interventi e mobilitazioni, che ciò non avrebbe apportato nessun beneficio alla viabilità, che è stata la ragione per cui l’amministrazione comunale attuale ha ritenuto invece opportuno riaprire le vie che fino ad allora erano state destinate e progettate esclusivamente al passeggio pedonale”.

Zippo non esita poi a sottolineare la contraddizione dell’ inconsistente Piano comunale per la Mobilità, tra l’altro inesistente ed inadeguato  data l’ancora non ottimale situazione dei trasporti pubblici, che dovrebbero snellire il traffico cittadino: “ Non ci sono benefici anche perché in realtà non ci sono parcheggi; ed opere concepite di recente, quali il sottopasso di via Torpisana, rappresenta per la città una barriera architettonica invece di rappresentare un fondamentale collegamento delle zone rionali con il centro. L’amministrazione comunale non ha preso le misure necessarie, in una struttura costata milioni di euro, poiché portatori di handicap, mamme con carrozzine al seguito e anziani necessitano dell’intervento della Multiservizi per attivare la piattaforma”.

E la società in house, prosegue Zippo, “impiega mezz’ora ad attivarsi, impedendo e ostacolando cosi la viabilità pedonale ai soggetti interessati, e vanificando un’opera che invece dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale di snodo per tutti, anche per gli automobilisti, perché coloro che vogliono raggiungere il centro non hanno dove parcheggiare giacché l’area dei binari dismessi dedicata, nel progetto al parcheggio, non è stata realizzata”.

“Quello che doveva essere lo snodo fondamentale, il passaggio dai rioni Commenda e Cappuccini, ormai zone commercialmente molto sviluppate ed in competizione con la visione del centro storico come centro commerciale della città, al fine di creare una rete di collegamento stradale, veicolare e commerciale, per agevolare l’economia della città, sta divenendo un’opera vana”, afferma il presidente dell’Adoc.

Allora l’anomalia di fondo del progetto comunale per la viabilità è consistente e non solo millantata da quanti, cittadini inclusi, ne mettono in risalto gli evidenti limiti? Il presidente Adoc mette in luce dunque le contraddizioni in tema di viabilità, ricordiamo fattore per cui l’amministrazione comunale si è espressa a favore della riapertura dei corsi in centro: “Non è così che si incentiva l’economia, i dati parlano chiaro, vi è stato un calo di aperture contro un consistente numero di chiusure di attività commerciali storiche. Inoltre il danno economico non solo ai commercianti ma a tutti i cittadini è reso evidente dal danneggiamento delle basole progettate per sostenere una viabilità esclusivamente pedonale; questi soldi potrebbero essere invece convogliati per opere di risveglio commerciale. Non abbiamo in città lo sviluppo di una rete commerciale.”

Insomma invece di un risvegliare il business cittadino, la riapertura dei corsi ne rappresenta un assopimento. Allora perché reiterare questo provvedimento per altro contraddittorio? E per rimanere in tema di viabilità, che senso ha allora installare un servizio di bike-sharing nel centro se poi si rischia di esser vittime delle auto? Già in precedenza, a pochi giorni dall’annuncio del provvedimento che avrebbe reso corso Garibaldi riaperto al traffico due anni or sono, mobilitazioni varie tra cui: associazioni di categoria  e non, associazioni locali, commercianti e cittadini, hanno protestato, presentando al sindaco anche una raccolta di circa 7 mila firme, affinché prendesse in considerazione la possibilità di rivedere il provvedimento dell’apertura come unica soluzione alla viabilità ed allo sviluppo ed incremento commerciale delle attività del centro. Una voce che non è stata presa in considerazione.

A più di due anni di distanza ormai dal famoso esperimento, la città torna a far sentire la propria voce, e si esprime attraverso tutte le sue rappresentanze, e chiede di poter rivedere il centro e i corsi, nuovamente liberi dalle auto con spazi dedicati alle famiglie, ai giovani ed ai turisti che per una città che nasce cresce e si sviluppa sul mare, dovrebbe far di esso la propria fonte di sostentamento e di vanto, e naturalmente di un nuovo tipo di pianificazione commerciale. Il sindaco ha intenzione di riaprire la questione, visto che il via libero alle auto era sperimentale? Oppure prevarrà la strategia del silenzio?

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