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AqP taglia anche gli uffici commerciali di Ostuni e Francavilla

Vanno verso la chiusura, dall’1 gennaio 2017, due dei tre uffici commerciali di Acquedotto Pugliese in provincia di Brindisi: quelli di Ostuni e di Francavilla Fontana, che hanno in carico circa 100mila utenze

Vanno verso la chiusura, dall’1 gennaio 2017, due dei tre uffici commerciali di Acquedotto Pugliese in provincia di Brindisi: quelli di Ostuni e di Francavilla Fontana, che hanno in carico circa 100mila utenze. Le loro competenze saranno trasferite all’ufficio commerciale di Brindisi (vale la pena ricordare che il capoluogo era sede di dipartimento AqP, chiuso con la costituzione della macro area che fa capo a Taranto). La notizia non arriva da comunicati stampa, ma dal sito internet di AqP, dove ci si imbatte nell’appendice del nuovo assetto degli uffici commerciali in Puglia che vengono ridotti da 30 a 13.

La decisione è stata assunta da AqP senza consultazioni con le amministrazioni locali, e sembra che anche gli uffici dell’azienda in alcuni casi sia stati colti di sorpresa. Dunque, un utente che risiede a Savelletri o Villa Castelli dovrà usare auto, bus o treno per raggiungere Brindisi per il disbrigo delle pratiche. Perché, realisticamente, un pensionato che non ha alcuna nozione di informatica o non possiede né un pc, né uno smartphone di ultima generazione,  né dispone di un collegamento Internet, non potrà mai interagire con i servizi online forniti dal portale MyAqp.

Insomma, la figura e il ruolo svolto dall’impiegato allo sportello sono e saranno ancora preziosi per un bel pezzo. Ma a luglio ben otto associazioni di consumatori hanno sottoscritto con AqP Spa la Carta del Servizio Idrico Integrato, che comportava la drastica ristrutturazione della rete degli sportelli commerciali: Acu – Associazione Consumatori Utenti; Adiconsum – Associazione Difesa Consumatori; Adoc  Puglia – Associazione Per La Difesa E L’orientamento Dei Consumatori; Assoutenti; Cittadinanzattiva; Federcondumatori Puglia; Lega Consumatori; Movimento Consumatori.

Probabilmente queste organizzazioni sono state convinte dal fatto che Aqp ha esteso gli orari di apertura degli sportelli commerciali superstiti da 24 a 40 ore settimanali: dal turno attuale di apertura dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 13, e per il pomeriggio pomeriggio, martedì e giovedì  dalle ore 15 alle ore 17, al nuovo orario che allunga di mezzora l’apertura antimeridiana e dispone l’apertura pomeridiana dal lunedì al venerdì  dalle 14 alle 17,30.

La domanda è se l’utente medio avrebbe preferito usufruire di uno sportello più vicino sia pure con orario più ridotto, piuttosto che di un ufficio molto più lontana sia pure aperto per più pomeriggi e mezz’ora in più al mattino. Insomma, proprio l’argomento di valutazione che avrebbe meritato una consultazione con le amministrazioni delle città che attualmente ospitano uffici commerciali Aqp, prima di decidere di rimpiazzare i vuoti con i servizi online e il numero verde (lunghe attese prima di ottenere il contatto con un operatore).

Vuoti che non sono colmati neppure dai “Servizi comunali online” (in provincia di Brindisi con hot point solo a San Vito dei Normanni e San Pietro Vernotico), dove un impiegato comunale addetto deve assistere gli utenti nell’accesso al portale di Acquedotto Pugliese. Cosa pensino di questo repulisti di sportelli commerciali i sindacati del personale AqP, ancora non è chiaro. Anche se l’operazione comporterà necessariamente il raggiungimento di nuovi accordi. Per ora ancora nessuna reazione neppure dai sindaci di Francavilla Fontana e Ostuni.

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