Economia

Ancora un impianto per il business dei rifiuti. "Bbc" lancia l'allarme

Nata per servire le produzioni industriali del territorio, la piattaforma polifunzionale del Consorzio Asi sembra sia diventata il terminal di varie ambizioni private, che potrebbero trasformare la zona industriale di Brindisi nella destinazione del Cdr da rifiuti solidi urbani e dei fanghi dei depuratori civili di tutta la Puglia e forse anche di province di regioni vicine

BRINDISI - Nata per servire le produzioni industriali del territorio, la piattaforma polifunzionale del Consorzio Asi sembra sia diventata il terminal di varie ambizioni private, che potrebbero trasformare la zona industriale di Brindisi nella destinazione del Cdr da rifiuti solidi urbani e dei fanghi dei depuratori civili di tutta la Puglia e forse anche di province di regioni vicine. Dove sia la convenienza per il nostro territorio, in tutto ciò, non è affatto chiaro. A ciò bisogna anche aggiungere il piano di revamping della centrale Edipower A2A che prevede l'impiego di un derivato del combustibile da rifiuti da miscelare al carbone, e quindi la realizzazione di un apposito impianto per la produzione di tale derivato.

Vengono a galla un pezzo alla volta questi progetti: quello di A2A, quello di Termomeccanica per il trattamento dei fanghi dei depuratori civili e l'impiego degli stessi per produrre energia elettrica, adesso quello di Nubile Srl e Cisa di Massafra, che da anni produce Cdr ed è attiva nel settore rifiuti. Della riattivazione della piattaforma polifunzionale per gli scopi per cui era stata progettata ed autorizzata (termodistruttore di rifiuti pericoli e ospedalieri, impianto di trattamento dei reflui industriali e discarica di servizio) ancora non si sa invece nulla. Tutto ciò sempre in una zona industriale incollata alla città.

Brindisi area di servizio, per non usare il termine meno nobile di "discarica" della Puglia? Ma non erano la logistica dei trasporti e le produzioni innovative il futuro dell'economia locale? Le emissioni massiche degli impianti industriali brindisini non sono già abbastanza elevate, per occuparsi ancora e sempre della monnezza in tutte le sue declinazioni, tranne che in quella della differenziata spinta, dove si arranca? All'attacco del nuovo progetto, che vuole riconvertire il termodistruttore della piattaforma Asi in termovalorizzatore per Cdr e produzione di energia, ci va Brindisi Bene Comune mentre tutti gli altri sono presi dalla campagna elettorale e dagli edonismi correlati.

"Ancora una volta a Brindisi viene presentato l’ennesimo progetto per un inceneritore di rifiuti. Questa volta viene presentato dalla Nubile e dalla Cisa per poter smaltire il Cdr prodotto nell’impianto di Brindisi nella piattaforma polifunzionale dell’Asi, il vecchio inceneritore di rifiuti speciali. Negli ultimi anni si è proposto a Brindisi di bruciare rifiuti nella centrale di Cerano, fanghi reflui e rifiuti speciali nell’inceneritore di Termomeccanica, poi sempre derivati da rifiuti nella centrale Edipower e  adesso la nuova proposta di Nubile e Cisa", si legge in un comunicato di Brindisi Bene Comune.

"Tutte queste proposte compresa l’ultima sono inaccettabili per una città che ha pagato e continua a pagare un prezzo altissimo in termini di ricadute ambientali e sanitarie. Ci siamo battuti in questi anni affinchè si attui a Brindisi una gestione corretta dei rifiuti, applicando la strategia rifiuti zero. Raccolta differenziata porta a porta, impianti di compostaggio aerobico e ove possibile domestico , centri per il riuso e recupero dei materiali della differenziata. Niente di tutto questo si è realizzato in questi anni, la differenziata - ricorda Brindisi Bene Comune - è sempre ridotta ai minimi termini con  le discariche al collasso bloccate dai danni provocati alle falde ormai inquinate e da bonificare".

"In questa situazione  la crisi sui rifiuti viene cavalcata ad arte - sostiene Brindisi Bene Comune - per poter finalmente realizzare anche a Brindisi un inceneritore dei rifiuti ed avviare una nuova stagione di profitti per pochi pagati dai cittadini. Le soluzioni da adottare invece sono altre e tra queste chiediamo al Comune e alla Regione Puglia di sbloccare quanto prima le autorizzazioni per la realizzazione dell’impianto  di compostaggio aerobico che i tecnici del Comune hanno già  predisposto e che attende il via libera della Regione Puglia", chiede il movimento Bbc.

"Impianto per il quale vi è un impegno preciso preso dal consiglio comunale per poter impiegare i lavoratori della Termomeccanica . Si può e si deve chiudere il ciclo dei rifiuti in modo virtuoso come prescritto dalla strategia rifiuti zero creando anche buona occupazione. I ritardi non sono più ammissibili , né qualcuno pensi di rinviare queste decisioni per imporre impianti di incenerimento dei rifiuti a Brindisi". Dunque una via di uscita per ridare la giusta occupazione al personale triturato nelle vicende di Veolia e poi di Termomeccanica, esiste e va perseguita, dice ancora Brindisi Bene Comune.

Non c'è bisogno di altri impianti di produzione energetica in una zona industriale dove esistono ben tre centrali termoelettriche (di cui una ferma da quasi due anni) e la minicentrale di Sfir, oltre ad uno stabilimento petrolchimico. E gli stessi investimenti in gioco indicano che gli impianti progettati, sia per i fanghi che per la combustione del Cdr, non possono essere ammortizzati e convenienti se non aprendosi ad un flusso di materia prima che deve giungere da ben oltre i confini della provincia di Brindisi. Si attende su tutto questo l'opinione politica (e non solo quella degli uffici) di Comune e Provincia di Brindisi, oltre che della Regione Puglia.

La storia della proposta di investimento Nubile-Cisa peraltro è illuminante circa l'esigenza che scelte che hanno un impatto rilevante sull'area urbana, come nel caso di Brindisi, non possono competere più ad un ente come il Consorzio Asi, dove si finiscono col giocare partite che la politica può anche truccare, assumendo posizioni anche diverse da quelle dichiarate nelle sedi istituzionali, in nome di particolarissimi equilibri.

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