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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Economia

Gasdotto Tap nell'area Micorosa: per ora un sì, un forse e un no

Tra approvazione immediata, riserve sino all'esame di un progetto ufficiale, e no decisi. Si muove tra questa tipologia di reazioni la proposta dei tre consiglieri del gruppo di Alleanza per l'Italia, che ieri hanno ufficializzato una proposta per l'approdo del gasdotto Tap nell'area Micorosa

BRINDISI – Tra approvazione immediata, riserve sino all’esame di un progetto ufficiale, e no decisi. Si muove tra questa tipologia di reazioni la proposta dei tre consiglieri del gruppo di Alleanza per l’Italia, che ieri hanno ufficializzato una proposta per l’approdo del gasdotto Tap nell’area Micorosa, a ridosso del petrolchimico di Brindisi (ma forse, stando alle mappe, era una delle quattro ipotesi di sbarco a Brindisi già scartate dal consorzio internazionale). Proposta vincolata all’esecuzione della bonifica dell’area da parte di Tap, e alla definizione e firma di un patto di area per lo sviluppo ed il risanamento ambientale di Brindisi da parte del govenro nazionale e della Regione Puglia.

Ciò libererebbe un’opera strategica dalle attuali secche determinata dall’opposizione del territorio leccese allo sbarco del gasdotto tra San Foca e S.Andrea, anche se il governo nazionale può imporre ugualmente il via libera. Cominciamo dal sì deciso: “Siccome il gasdotto Tap è considerato un’opera strategica per l’Italia e l’Europa è chiaro che il governo farà di tutto per realizzarla. Sarebbe davvero demenziale – dice invece il presidente di Claai Puglia, Luigi Quaranta -  subirne la scelta senza la possibilità di strappare serie contropartite tese a migliorare le condizioni dell’economia brindisina, operando inoltre per ottenere le più ampie garanzie per la tutela dell’ambiente”.

“Senza escludere a priori, come pure ha fatto il presidente di Confindustria Brindisi, che il gas di Tap possa essere anche utilizzato per ridurre drasticamente la quantità di carbone utilizzato dalla centrale di Cerano. Con questa chiara e netta presa di posizione, la Claai Puglia, fa appello a tutte le altre associazioni imprenditoriali – conclude Quaranta - perché sulla questione del gasdotto Tap a Brindisi sia assunta, con tempestività, una posizione la più unitaria possibile, evitando così che ancora una volta le urla di pochi sovrastino le ragioni di molti”.

Il parere vincolato alla valutazione di un progetto ufficiale è quello della Uil brindisina, per bocca del segretario generale Antonio Licchello: “Da quanto si sa il progetto Tap risulta già essere strategico per il fabbisogno energetico dell’Italia e per questo è stato valutato positivamente dal governo nazionale. Circa la sua allocazione, invece, i pareri sono molto contrastanti per motivi sopratutto di carattere ambientale”, ricorda Licchello.

La discarica Micorosa“Per quanto ci riguarda riteniamo che essendo un progetto di levatura internazionale il governo deve necessariamente assumersi tutte le responsabilità del caso riconoscendo, se veramente la candidatura proposta dai consiglieri comunali sarà degna di considerazione, al nostro territorio una attenzione particolare”, dice ancora il segretario della Uil.

“Per essere più chiari: per rilanciare l’economia brindisina e per sciogliere i nodi ambientali che da anni condizionano lo sviluppo del territorio non è sufficiente bonificare solo l’area di Micorosa accogliendo investimenti osteggiati e rifiutati da altri. È indispensabile invece un piano organico di interventi nel territorio che veda in prima linea il governo.  A questo punto chiediamo: il governo nazionale sarà il garante di questa operazione? La zona di Micorosa sarà l’approdo del terminal gasiero previa bonifica?” (A destra, l'area Micorosa).

“La Uil di Brindisi – conclude Licchello - si riserva di valutare il progetto nel suo complesso solo ed esclusivamente quando sarà chiaro il quadro politico istituzionale a supporto di esso che dovrà contenere tutti i presupposti necessari alla sua realizzazione, le ricadute ambientali, economico-occupazionali e sociali. Per quanto sopra sarà determinante il coinvolgimento di tutti gli organismi che a vario titolo rappresentano il territorio con la sottoscrizione di un Protocollo di intesa che garantisca tutte le condizioni innanzi espresse”.

Il no assoluto arriva dal movimento dei No al Carbone, che definiscono “farneticanti” le proposte dei tre consigli comunali Francesco Cannalire, Francesco Renna e Ferruccio Di Noi, e “mostro” il progetto del gasdotto che porterà in Europa attraverso Puglia e Italia il metano dei giacimenti kazaki del Mar Caspio, aggirando le crisi russo-ucraina e libica..

“I consiglieri accettino un suggerimento, ossia quello per una volta di non prendere posizioni sulla pelle dei cittadini senza aver nemmeno ascoltato il loro volere – dicono i No al Carbone - e soprattutto cerchino di agire in coerenza con quanto il consiglio comunale di Brindisi, di cui fanno parte, ha votato all’unanimità il 19 dicembre 2013, ossia il no secco ad un eventuale approdo del gasdotto Tap”.

“L’incoerenza dimostrata su questo tema, non fa che sottolineare la completa assenza di visione e di programmaticità per uno sviluppo serio e sostenibile del nostro territorio, ampliando così il solco, divenuto voragine, che separa la politica dai reali bisogni del cittadino. Ribadiamo infine il nostro no a Tap né qui né altrove, un no ampiamente  motivato dalla sua inutilità nel quadro di una nuova politica energetica italiana ed europea. Utile quindi solo per chi la propone, ma ancora una volta in contrasto con gli interessi delle popolazioni”, si dichiara in conclusione nella nota del movimento.

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