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Sabato, 27 Novembre 2021
Economia

L'esperimento sulla fusione assegnato a Frascati, ma Brindisi è seconda

La commissione Enea ha deciso. Cittadella della Ricerca esce a testa alta - data la concorrenza - e attende impegni per il suo futuro

ROMA – Siamo stati battuti solo dal più importante centro dell’Enea sull’energia nucleare, quello della Casaccia a Frascati, che si aggiudica l’esperimento Dtt sulla fusione, con un investimento iniziale in ricerca e test sui materiali di 500 milioni di euro, stanziati dall’Unione Europea. Seconda, superando le altre numerose candidate, e per soli 3,99 punti, Cittadella della Ricerca-Brindisi. Lo fa sapere un comunicato ufficiale.

“Il consiglio di amministrazione dell’ENEA ha approvato la relazione conclusiva con la graduatoria finale delle nove località candidate ad ospitare la Divertor Tokamak Test facility (DTT), il Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla fusione nucleare. Sulla base dei requisiti tecnici, economici ed ambientali richiesti, il punteggio più elevato è stato assegnato dall’apposita Commissione di valutazione al sito di Frascati (Roma), seguito da Cittadella della Ricerca (Brindisi) e Manoppello (Pescara)”.

“Dai sopralluoghi effettuati nei 60 giorni di istruttoria e dall’esame della documentazione ricevuta, sono emerse indicazioni fattuali per valutare l’idoneità dei siti; a ogni requisito è stato associato uno specifico punteggio per elaborare la graduatoria - ha dichiarato il presidente della Commissione ing. Alessandro Ortis, già presidente dell’Autorità per l’energia-.  È stato un percorso laborioso e di grande impegno, facilitato da un apprezzatissimo dialogo di approfondimento con le amministrazioni regionali e locali che hanno assicurato un apporto di qualità al lavoro della Commissione”.

Studenti ingegneria Cittadella della Ricerca-2

“L’ampia partecipazione e la qualità delle proposte pervenute hanno dimostrato capacità di attivarsi, professionalità e forte attenzione al mondo della ricerca: di questo desidero ringraziare tutte le istituzioni regionali coinvolte - ha dichiarato il Presidente dell’Enea, Federico Testa-.  Oggi  è l’Italia che vince. Perché investe sulla conoscenza e sull’energia sostenibile con un progetto che garantisce prospettive scientifiche e occupazionali positive  per tutti e, in particolare, per i giovani”.

Graduatoria finale esperimento Tokamak-2

“Adesso  - ha aggiunto - si apre la fase dell’avvio operativo che richiederà il massimo impegno per garantire il rispetto della tempistica e degli adempimenti previsti, a cominciare dalla firma di un accordo con la Regione.  Inoltre – ha concluso Testa - la procedura rigorosa e trasparente adottata dalla commissione e la fattiva collaborazione delle singole Regioni, hanno messo in luce l’esistenza di altri siti meritevoli di essere considerati per future iniziative in campo scientifico. Di queste opportunità abbiamo dato oggi una prima evidenza formale ai presidenti delle Regioni  coinvolte in sede di comunicazione della graduatoria”.

L’avvio dei lavori della DTT è atteso entro il 30 novembre 2018, con la previsione di concluderli in sette anni; saranno coinvolte oltre 1500 persone di cui 500 direttamente e altre 1000 nell’indotto con un ritorno stimato di 2 miliardi di euro, a fronte di un investimento di  circa 500 milioni di euro. I finanziamenti sono sia pubblici che privati e vedono la partecipazione, fra gli altri, di Eurofusion, il consorzio europeo che gestisce le attività di ricerca sulla fusione (60 milioni di euro) per conto della Commissione europea, il Miur (con 40 milioni), il MISE (40 milioni impegnati a partire dal 2019),  la Repubblica Popolare Cinese con 30 milioni, la Regione Lazio (25 milioni), l’Enea e i partner con 50 milioni cui si aggiunge un prestito  Bei da 250 milioni di euro.

La sede dell'Enea a Brindisi - Cittadella

Gli apprezzamenti della commissione per Cittadella

Brindisi dunque perde questa opportunità, ma essere risultati  la seconda opzione è un grosso riconoscimento per le potenzialità del nostro parco scientifico-tecnologico, che in futuro potrà avere certamente altre opportunità di rilancio. Una considerazione al margine va fatta, tuttavia, sul fatto che quasi tutta la politica locale si è dichiarata favorevole in queste settimane alla possibilità di ospitare in Cittadella della Ricerca il Tokamak, quello che dovrà essere il risultato finale dell’esperimento Dtt, vale a dire un reattore a fusione nucleare industrializzabile.

L’esperimento è stato assegnato a Frascati, dove in parte erano già in corso processi di ricerca sulla fusione nucleare, ma Cittadella è sempre lì, in attesa che le tante promesse di rilancio e rinascita si realizzino. E’ lì senza vigilanza, nel buio fitto di sera, nella carenza di servizi alle imprese e ai laboratori che ancora resistono, e agli studenti della facoltà di Ingegneria di Unisalento. Vedremo cosa saprà fare ora la politica, e cosa saprà proporre, e soprattutto realizzare. E' eloquente un passaggio della lettera di accompagnamento alla relazione, trasmessa dal presidente della commissione che ha effettuato le vbalutazioni, al presidente dell'Enea.

Unisalento-Cittadella, la palazzina delle aule

“Come risulta dai valori della tabella allegata alla relazione che riassume i punteggi assegnati, la graduatoria vede tre siti chiaramente ‘differenziati’ rispetto agli altri: Manoppello (Pescara – Regione Abruzzo), Cittadella della Ricerca (Brindisi – Regione Puglia) e Frascati (Roma-Regione Lazio). Nel caso di Manoppello (Abruzzo), sul punteggio ha influito il contributo finanziario (40 milioni). Il sito di Cittadella della Ricerca (Puglia) è molto ben strutturato e praticamente dotato di tutte le infrastrutture necessarie”, dice la lettera.

“Il sito di Frascati – si legge ancora nella lettera di trasmissione della relazioone al presidiente Enea - ha una dotazione di edifici utili superiore agli altri e grazie all’impegno complessivo finanziario che la Regione Lazio è disposta a sostenere, è risultato quello più rispondente ai criteri dell’avviso”. Ma al di là del punteggio, c’è la storia della ricerca sulla fusione svolta alla Casaccia, che offre garanzie all’esperimento. Va detto, a proposito dell’intervento delle Regioni, che anche la Puglia era pronta a stanziare 40 milioni di euro. In conclusione, Brindisi dispone di una struttura capace di riscuotere altri apprezzamenti a livello nazionale, ma da queste parti - dopo alcuni devastanti interventi della politica negli anni scorsi - la cosa non è ancora ben chiara. In allegato, relazione e lettera ufficiali sulla scelta del sito per l'esperimento Dtt.

Le reazioni

“Sono deluso. Per pochi punti non è toccato alla Cittadella della ricerca di Brindisi ospitare la sede del l’esperimento di fusione nucleare. Siamo arrivati secondi, dopo Frascati, con il punteggio maggiore su tutti i parametri, eccetto sul valore economico degli immobili esistenti.” Lo dichiara Fabiano Amati presidente della Commissione regionale bilancio, commentando la pubblicazione della graduatoria al bando Enea per l’individuazione del sito per l’esperimento di fusione nucleare. 

“Pur accettando l’esito del concorso, la vicenda lascia molto amaro in bocca e qualche perplessità perché abbiamo ottenuto lo stesso punteggio di Frascati sui requisiti essenziali (100), un punteggio maggiore sugli ulteriori elementi (100 contro 91), il miglior punteggio sull’offerta economica (5 contro 0) e abbiamo invece perduto (22,49 contro 4,5) sul valore degli immobili attualmente esistenti nell’area offerta. Il valore degli immobili presenti a Frascati ammonta infatti a € 22.489.503,58 mentre quello degli immobili esistenti a Brindisi ammonta a € 4.547.194", aggiunge Amati.

"Mi pare di poter dire che nonostante avessimo offerto il sito migliore e la migliore offerta economica, abbiamo gli scarsi investimenti in sviluppo ed infrastrutturazione della Cittadella della ricerca. E francamente non mi sembra un parametro idoneo a frustrare l’aspirazione brindisina a partecipare al più grande sogno dell’umanità in campo energetico: riuscire a mettere il sole in una bottiglia”.

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