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Tap: occhio alla crisi Ucraina. Petrolio: moratoria in Adriatico

L'approvvigionamento di gas metano dell'Italia sul filo del rasoio per la crisi russo-ucraina e le ricerche petrolifere in Adriatico: sul primo punto parte una campagna di Tap, sul secondo richiesta di moratoria da parte del Senato

ROMA - Problemi energetici in primo piano. L'approvvigionamento di gas metano dell'Italia sul filo del rasoio per la crisi russo-ucraina e le ricerche petrolifere in Adriatico: sul primo punto parte una campagna di Tap, sul secondo richiesta di moratoria da parte del Senato.«La decisione di tenere in Italia il G7 dei ministri dell’energia annunciata ieri dal presidente del consiglio Matteo Renzi e dal primo ministro David Cameron conferma la centralità dell’Italia nelle future strategie energetiche dell’Unione europea, una centralità alla quale anche Tap, e il Corridoio meridionale del gas daranno un importante contributo», afferma Giampaolo Russo, amministratore delegato per l’Italia della Trans Adriatic Pipeline alla notizia arrivata da Londra.

In coincidenza con questo annuncio, Tap è presente oggi e domani sui principali quotidiani italiani con la campagna «Niet» che, evocando la minaccia politica che grava sulle forniture di gas russo all’Italia, mette a fuoco, nel pieno della crisi ucraina, il contributo che il gas dei giacimenti del Mar Caspio (fuori dal controllo russo, ndr) darà alla diversificazione delle fonti energetiche del paese.

Il progetto Tap prevede la realizzazione di un gasdotto di oltre 800 chilometri dalla frontiera greco-turca alla Puglia attraverso la Grecia e l’Albania e con una condotta sottomarina per attraversare il Canale d'Otranto. A regime il gasdotto Tap potrà immettere sul mercato italiano e attraverso l’Italia su quello europeo, 20 miliardi di metri cubi all’anno di gas naturale proveniente dall’Azerbaigian, "con un positivo effetto anche sulle bollette delle famiglie e delle aziende", fa sapere la società elvetico-tedesco-norvegese.

Una piattaforma petroliferaIl Senato ha invece approvato un ordine del giorno per la moratoria sull'estrazione del petrolio in Adriatico che impegna il governo. "L'Adriatico rappresenta un bene fondamentale, non solo per ciò che racchiude l'ambiente marino ma per la vita sociale, culturale ed economica che si svolge lungo le sue coste. Per questo l'approvazione oggi in Senato a larga maggioranza dell'ordine del giorno che vieta le trivellazioni per gli idrocarburi liquidi in questo mare - dice il senatofre del Pd Salvatore Tomaselli - è un atto importante con cui il Parlamento non ha solo tutelato un angolo di Mediterraneo dall'ssalto delle multinazionali ma ha anche difeso con forza gli interessi e la salute dei cittadini delle comunità che si affacciano sulle sue coste".

"Negli ultimi anni avevamo assistito al proliferare delle richieste d'autorizzazione da parte delle compagnie petrolifere per effettuare ricerche nei fondali adriatici e individuare giacimenti di idrocarburi liquidi, nonostante tutto faccia suggerire la necessità di trovare nel prossimo futuro - dice ancora Tomaselli - nuove riforse di energia per sostenere il nostro sviluppo. Le ricerche e le perforazioni pongono un pericolo serio in nome di un obiettivo economico discutibilissimo per il nostro Paese che, dal punto di vista energetico, deve praticare nuove vie, anche sugli idrocarburi liquidi fintanto che sono essenziali, ma vie sicure, che non pongano in pericolo coste, popolazioni e turismo. Oggi, questo sconsigliabile quanto miope tentativo delle compagnie petrolifere di sfruttare l'Adriatico cessa di essere un'opzione commerciale praticabile, grazie al Parlamento italiano che ha approvato un testo di interesse davvero nazionale".

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