rotate-mobile
Lunedì, 17 Gennaio 2022
Economia

E ora regaliamo il porto traghetti a Grimaldi: lo vuole tutto e praticamente gratis

E adesso prepariamoci a regalare tutta l'area traghetti del porto di Brindisi al gruppo Grimaldi. Regalare è la parola giusta, perché Grimaldi vuole una concessione ventennale, subordinata "al riconoscimento dell'esonero, per tutta la durata della concessione richiesta, dall'obbligo del versamento dei cosiddetti diritti portuali, di cui ai provvedimenti emanati da questa Autorità"

BRINDISI – E adesso prepariamoci a regalare tutta l’area traghetti del porto di Brindisi al gruppo Grimaldi. Regalare è la parola giusta, perché Grimaldi vuole una concessione ventennale, subordinata “al riconoscimento dell’esonero, per tutta la durata della concessione richiesta, dall’obbligo del versamento dei cosiddetti diritti portuali, di cui ai provvedimenti emanati da questa Autorità”. E’ uno degli ultimi colpi dell’attuale presidente dell’Autorità Portuale di Brindisi, Iraklis Haralambidis, e di chi lo sostiene. Solo il Comitato portuale potrà bloccare questa operazione unica nel panorama portuale italiano: ma ci sarà al suo interno la maggioranza sufficiente ad evitare che sul porto venga imposto un vincolo che lo ostacolerà per molti anni?

L’istanza del gruppo Grimaldi, avanzata dalla società controllata Atlantica di Navigazione Spa con sede a Palermo, è del 19 agosto scorso, è stata soggetta ad alcune integrazioni ad ottobre, ed infine è stata pubblicata mercoledì. Forse Haralambidis ne parlerà allo stesso Comitato portuale, sotto forma di comunicazione del presidente, già oggi venerdì 21 novembre, in una seduta dedicata ad alcune concessioni certamente di rilievo assai inferiore. Siamo finalmente al punto, dopo gli annunci dei mesi scorsi: mai nessuno infatti aveva potuto esaminare l’istanza di concessione demaniale dell’Atlantica di Navigazione sino al 19 novembre.

Fender tra l'Eurocargo Brindisi e la SorrentoE’ quella della pretesa di esenzione totale dai diritti portuali non è l’unica sorpresa negativa. Grimaldi vuole l’intera area Schengen di Punta delle Terrare, quella dove approdano le navi che circolano liberamente tra i porti dell’Unione Europea (sempre a Costa Morena c’è anche un’area extra Schengen destinata ai traghetti per l’Albania e alle navi provenienti da altri paesi non Ue, come – nel caso di Brindisi sino ad alcuni anni fa – dalla Turchia). Se ciò si concretizzerà, nessun altro armatore avrà rampe di attracco a disposizione, se non concesse da Grimaldi. Ma questa, come si comprende bene, è solo un’ipotesi inconsistente: chi mai avvierebbe una linea commerciale in regime di dipendenza logistica da un concorrente, il quale peraltro è avvantaggiato dal fatto di non pagare i diritti portuali?

Il porto di Brindisi dipenderebbe perciò per il traffico passeggeri e ro-ro (le merci su trailer e Tir) solo da un unico operatore, dalle sue strategie, dalle sue pretese. Un operatore che ha chiesto contestualmente al rilascio della concessione ventennale dell’intera area di Punta delle Terrare e delle strutture esistenti (rampe, banchine e prefabbricato), anche la necessaria autorizzazione di terminalista (articolo 18 della legge 84/94), ma anche quella di impresa portuale (articolo 16 della stessa legge). Lo status di terminalista obbliga il concessionario ad operare direttamente, quindi le imprese portuali brindisine sin qui addette alla movimentazione dei trailer, a prezzi che tutti definiscono troppo bassi, dovranno cominciare seriamente a preoccuparsi.

L'area richiesta in concessione da Grimaldi-2Altro lavoro in banchina Grimaldi non lo ha mai dato. Paga i piloti e gli ormeggiatori, e sin qui diritti portuali scontati del 60 per cento. Certo, ci sono le cifre del traffico Tir e trailer che sono tornate ad alti livelli, ma quanto di questo fatturato resta a Brindisi? E quanto ne resterebbe se addirittura Grimaldi, attraverso la Atlantica di Navigazione, non pagasse per i prossimi 20 anni neppure quel 40 per cento di diritti portuali residuo? Come si fa a presentare come conveniente per il porto di Brindisi questo tipo di operazione, che regalerebbe traffico solo ai porti di Bari ed Ancona, dove si rivolgerebbero altri armatori interessati al traffico Tir e trailer tra Italia e Grecia?

In nessun porto dove Grimaldi – uno dei più grandi gruppi armatoriale del mondo – opera, ciò avviene in esclusiva. Brindisi non ha altre banchine per le navi ro-ro e passeggeri. Fa sbarcare i turisti delle navi da crociera a Costa Morena Est, tra carbone e materiali di cantiere, perché nel porto interno possono entrare solo navi di stazza e lunghezza inferiore, e con la decisione dell’Autorità Portuale di non prendere in considerazione l’allargamento del Canale Pigonati questo limite permarrà, mentre – come abbiamo ricordato più volte - la stessa Autorità Portuale ha fatto sfumare un finanziamento Cipe di poco inferiore ai 50 milioni di euro per costruire cinque nuovi accosti per navi ro-ro e passeggeri a Sant’Apollinare.

Non è la presenza di Grimaldi come operatore unico che salverà il porto di Brindisi, avviato alla fusione gestionale con quello di Bari. E’ molto grave peraltro che proprio in una fase di riorganizzazione amministrativa e logistica delle autorità portuali si voglia mettere il governo e la futura autorità portuale unica del Basso Adriatico di fronte ad un fatto compiuto, che limiterebbe di molto la nuova programmazione dei traffici. Haralambidis e chi lo sostiene, sempre più frequentemente accusa di disfattismo chi lo critica e che critica operazioni come questa, e di danno all’immagine del porto di Brindisi. Sarebbe utile che i brindisini invece sapessero cosa ne pensano negli altri porti di ciò che sta succedendo a Brindisi, e di chi è considerato il “problema”.

Fabio Mollica intervista il presidente dell'Autorità Portuale Iraklis Haralambides (15)Intanto si sta preparando l’opposizione formale alla concessione a Grimaldi dell’area Schengen del porto di Brindisi. La politica, se ne è rimasta di buona a Brindisi, non dovrebbe avere esitazioni questa volta a schierarsi, e sarà molto utile anche la presenza della Regione Puglia, nella persona dell’assessore Giovanni Giannini, alla seduta del Comitato portuale che dovrà prendere la decisione. Vale la pena citare il comma 2 dell’articolo 18: “Con il decreto di cui al comma 1 sono altresì indicati i criteri cui devono attenersi le autorità portuali o marittime nel rilascio delle concessioni al fine di riservare nell’ambito portuale spazi operativi allo svolgimento delle operazioni portuali da parte di altre imprese non concessionarie”. Ci sembra abbastanza chiaro.

Nota a margine, ma di altro contenuto. L’Autorità Portuale di Brindisi ha appena designato il nuovo dirigente dell’area amministrativa, con le procedure di un avviso pubblico il cui bando risale al 5 agosto. Ha vinto la concorrente Donatella Infante, di Martina Franca, assessore comunale di quella città, consulente aziendale, che il presidente Iraklis Haralambidis aveva assunto con contratto di collaborazione continuativa appena pochi giorni prima della pubblicazione del bando, il 29 luglio, per dare supporto ai servizi amministrativi privi di dirigente.

Gallery

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

E ora regaliamo il porto traghetti a Grimaldi: lo vuole tutto e praticamente gratis

BrindisiReport è in caricamento