Economia

Sindacati metalmeccanici: "Il 15 luglio blocchiamo la zona industriale"

Metalmeccanici sul piede di guerra; a esacerbare gli animi dei lavoratori di questo specifico settore, la trattativa sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Richiesto dalle organizzazioni sindacali un incontro con le forze politiche e per venerdì 15 luglio organizzata protesta presso la zona industriale

In alto un momento dell'incontro con i delegati della aziende metalmeccaniche del territorio brindisino

BRINDISI - Metalmeccanici sul piede di guerra, per venerdì 15 luglio mattinata di protesta presso la zona industriale e nel pomeriggio richiesto incontro con le forze politiche del territorio. A esacerbare gli animi dei lavoratori di questo specifico settore, la trattativa sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro; per discutere di ciò e per presentare il prossimo piano d’azione, la segreteria territoriale di Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm hanno convocato, presso la sala riunioni “A. Landella” della sede Cisl di Brindisi, in via Palmiro Togliatti, i delegati di tutte le aziende metalmeccaniche del brindisino.

Il negoziato sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici si protrae da oltre 7 mesi, periodo nel quale si sono tenuti quindici incontri di trattativa, e vede Federmeccanica ancora ferma su una proposta avanzata lo scorso 22 dicembre 2015. 

“Una proposta - come dichiarato in una nota dai segretari provinciali delle tre sigle sindacali, Michele Tamburrano (Fim-Cisl), Maurizio Sancesario (Fiom-Cgil), Alfio Zaurito (Uilm-Uil) - che giudichiamo non accettabile perché esclude il 95 per cento dei metalmeccanici dagli aumenti salariali del contratto nazionale, aumenta gli orari di lavoro, esclude dai diritti e dalle tutele le nuove forme di lavoro e tutti i lavoratori degli appalti, contrappone il contratto nazionale alla contrattazione svolta in azienda, mettendo così in discussione il sistema contrattuale del nostro paese, fondato su 2 livelli di contrattazione: nazionale, aziendale e/o territoriale. Una proposta che non apre nessuno spazio alla contrattazione decentrata e amplia solo la possibilità di erogare il salario unilaterale e discrezionale”.

Intanto, come scritto poc’anzi, le trattative sono ferme e le tute blu dovranno affrontare un ulteriore periodo, la stagione estiva sicuramente, permeato da punti interrogativi.

“Non abbiamo potuto organizzare una manifestazione nazionale di protesta per le tempistiche, troppi politici in vacanza, ma a settembre, con la macchina politica nazionale di nuovo in movimento, ci faremo sentire - dichiara a BrindisiReport.it il segretario Fim-Cisl, Michele Tamburrano - venerdì prossimo, 15 luglio, organizzeremo una grande protesta in un’area della zona industriale di Brindisi. Le nostre proposte devono essere ascoltate, quelle presentateci sono inaccettabili”.

Quali sono le indicazioni sul rinnovo del contratto nazionale proposte dalle parti sindacali delle tute blu (circa un milione i lavoratori e lavoratrici metalmeccanici in Italia, ndr)? Un contratto nazionale che garantisca il potere d’acquisto del salario per tutti i metalmeccanici; Un c.n. che estenda la contrattazione di secondo livello (aziendale e territoriale) su tutti gli aspetti che compongono la prestazione lavorativa; che qualifichi le relazioni industriali su un moderno sistema partecipativo, che faccia ripartire gli investimenti e rilanci una vera politica industriale; miglioramenti per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro e la tutela delle condizioni di tutte le forme di lavoro; un contratto che introduca nuovi diritti di formazione, welfare, partecipazione e valorizzazione delle professionalità all’interno di un nuovo sistema di inquadramento professionale, sistema fermo, per tutti i metalmeccanici, al 1973.

Queste proposte verranno discusse durante l’incontro, in programma venerdì 15 luglio alle ore 15.30, richiesto dalle organizzazioni sindacali alle diverse forze politiche del territorio brindisino. Un incontro necessario, come si legge nella nota diramata dalle segreterie sindacali, per informare la politica di quanto sta succedendo nel settore metalmeccanico nazionale e, di conseguenza, in quello brindisino.

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