menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Cittadella della ricerca

Cittadella della ricerca

Fusione nucleare, bando chiuso. Enea sceglierà tra nove siti

Brindisi è candidata con Cittadella della Ricerca. In campo Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna-Toscana, Lazio, Campania e Abruzzo

BRINDISI - Si è fatta molto ardua la sfida per Cittadella della Ricerca, candidata da un protocollo tra Regione Puglia, Comune e Provincia di Brindisi ad ospitare la Divertor Tokamak Test facility (Dtt) di Enea, il più grande polo nazionale di ricerca sulla fusione nucleare che prevede investimenti per 500 milioni di euro. Si è allargato infatti il parterre delle concorrenti: si è chiusa con la presentazione di nove proposte la prima fase del percorso avviato da Enea con il bando per ospitare l'esperimento.

Uno dei laboratori dell'Enea alla Cittadella di Brindisi

 Alla scadenza del 31 gennaio hanno risposto presentando formale candidatura Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna con un sito in tandem con la Toscana, Lazio, Liguria (con due siti), Piemonte, Puglia e Veneto. “Adesso si apre la fase della valutazione, attraverso un percorso pubblico di massima trasparenza e partecipazione, per individuare l’area che, sulla base di criteri oggettivi e di analisi costi-benefici, presenta le migliori caratteristiche tecniche, scientifiche ed economiche”, ha detto il presidente di Enea, Federico Testa.

tokamak-2

Le carte che Brindisi può giocarsi, vale la pena ricordarlo, sono la logistica dei trasporti, la disponibilità dell'energia elettrica necessaria al funzionamento del Tokamak una volta realizzato, la disponibilità immediata anche dell'area necessaria, la ricerca sui materiali condotta dal laboratorio Enea di Cittadella, il forte interesse delle Università e del Politecnico pugliesi. Il Veneto concorre con Porto Marghera - Venezia, il Piemonte con Casale Monferrato, la Liguria con La Spezia e un altro sito, Emilia Romagna e Toscana con il Centro Enea del Brasimone, il Lazio con il Centro Rnea di Frascati dove è già avviata la ricerca sulla fusione nucleare calda.

Cosa è il DTT

A queste candidature si sono aggiunte poi quelle di Campania e Abruzzo. Enea valuterà nel dettaglio tutte le ipotesi, siti e condizioni industriali e logistiche, poi deciderà presumibilmente entro la primavera. L'interesse industriale per il Dtt è altissimo: ci sono almeno 500 imprese con Ansaldo in testa interessate allo studio e alla produzione della componentistica avanzata necessaria per gestire il controllo dell'anello di plasma a temperature superiori ai 100 milioni di gradi che rappresenterà il cuore dell'esperimento. Importante, oltre a quello della ricerca, perciò, anche quello occupazionale.

La sede dell'Enea a Brindisi - Cittadella

La sola costruzione del reattore sperimentale (alto 10 metri per 6 di diametro) richiederà almeno tre o quattro anni, poi la sperimentazione, che potrebbe impegnare un periodo molto lungo. Si lavora alla fusione nucleare a caldo dalla fine degli anni '50, per giungere ad una fonte di energia praticamente inesauribile (è la stessa dei corpi stellari) alternativa alla attuale fissione nucleare, segnata da gravi incidenti e dal problema del deposito delle scorie. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

E' Anna Lucia Matarrelli la nuova comandante della polizia locale

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento