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Ingegneria, allarme rosso: Unisalento ha deciso la chiusura

Dopo aver perso la facoltà di Scienze sociali, Brindisi deve prepararsi a dire addio anche al corso triennale di Ingegneria industriale e alla specialistica in Ingegneria aerospaziale. La decisione è già stata presa ieri dal consiglio di amministrazione dell'Università del Salento,

BRINDISI - Dopo aver perso la facoltà di Scienze sociali, Brindisi deve prepararsi a dire addio anche al corso triennale di Ingegneria industriale e alla specialistica in Ingegneria aerospaziale. La decisione è già stata presa ieri dal consiglio di amministrazione dell'Università del Salento, e lo fa sapere con una lettera, che è anche un appello alle istituzioni locali, il professore Alfredo Anglani, presidente del Consiglio di  Ingegneria - Area Industriale di Unisalento.

“La decisione del  commissario prefettizio  di azzerare  il contributo annuale di 700.000 euro all'Università del Salento  ha obbligato il CdA a deliberare, ieri 9 maggio,  la chiusura di   Ingegneria  a Brindisi”, scrive il professor Anglani riferendosi alla decisione assunta dal commissario al Comune di Brindisi, Cesare Castelli.

“Dopo la Provincia anche il Comune  è venuto meno  agli impegni assunti con l' Università del Salento e quest'ultima , come già chiarito nelle riunioni avute con gli Enti Locali e la Regione non poteva assolutamente, senza i contributi previsti dalla convenzione  pluriennale , mantenere la presenza su Brindisi in Cittadella. Entro il 2018  - prosegue il presidente del Consiglio di Ingegneria - si concluderanno  i cicli in corso della Laurea Magistrale in Aerospace Engineering e della  Laurea  triennale in Ingegneria Industriale”.

Ma non si accetteranno più iscrizioni dal prossimo anno accademico. “Sono gravi le decisioni prese da Comune e Provincia e, a quanto detto nella riunione del  2 maggio anche la Regione non sarà in grado di sostituirsi agli enti locali nel sostegno all'Università . In questo anno in corso le iscrizioni avevano superato quota 110 sul primo livello ed erano in continua crescita  per la Magistrale”.

C’è solo una via di uscita: “L'unica possibilità per evitare  che tutto il lavoro,  fatto fin dal  1997,   sia  vanificato,  è un immediato ripensamento del Comune ( commissario prefettizio ) che , se incalzato da tutti i candidati sindaco , potrebbe  e dovrebbe rivedere la decisione presa postando sul bilancio non gli esigui 50.000 euro ma almeno i 400.000 necessari a  mantenere , per il 2016 /17 , su Brindisi il  primo anno di Ingegneria Industriale, in attesa delle decisioni che vorrà prendere la nuova amministrazione”, dice il professore Anglani.

Di tempo ce n’è pochissimo, ormai: “Il 18 ed il 19 gli organi collegiali dell'Università del Salento , devono definitivamente approvare ,  come richiesto dal Miur, tutta l'offerta formativa”. E devono sapere se a Brindisi le istituzioni hanno deciso di chiudere gli occhi davanti alla certezza di perdere un insegnamento fondamentale per la crescita del territorio, tra l’altro all’apice della domanda di specializzazioni richieste dal mercato del lavoro, oppure se decideranno di tagliare altrove, ma non sull’università.

Senza alta formazione, la città migliore di cui tutti i candidati parlano non può esistere. Brindisi compirebbe un passo indietro notevole sul percorso di adeguamento agli standard europei, molti giovani dovrebbero rinunciare a diventare ingegneri industriali e aerospaziali studiando a breve distanza da casa, con un taglio dei costi di formazione notevolissimo.

La Regione è già intervenuta in passato in altre aree per affrontare emergenze di questo tipo, soprattutto in considerazione degli investimenti realizzati nel settore aerospaziale con  vari contratti di programma, la formazione del distretto e il coinvolgimento delle stesse università pugliesi nell’operazione. Molto probabilmente quella è la prima strada da imboccare con urgenza, per evitare che gli insegnamenti di ingegneria a Brindisi soccombano al cospetto di logiche ragionieristiche.

Un'ultima nota. Tutti sapevano tutto, e da tempo. I segnali di allarme erano stati lanciati più volte sia sulla sorte di Cittadella della Ricerca che dell'Università. Nessuno può dire di essere "cascato dalla nubi", nè al Comune, nè alla Regione Puglia, nè tra i parlamentari del territorio.

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